venerdì 8 febbraio 2008

Caos calmo

anno: 2008   
regia: GRIMALDI, ANTONELLO 
genere: drammatico 
con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Silvio Orlando, Blu Yoshimi Di Martino, Hippolyte Girardot, Roberto Nobile, Alba Caterina Rohrwacher, Manuela Morabito, Kasia Smutniak, Beatrice Bruschi, Sara D'Amico, Babak Karimi, Tatiana Lepore, Anna Gigante, Denis Podalydes, Charles Berling, Antonella Attili, Cloris Brosca, Valentina Carnelutti, Stefano Guglielmi, Nestor Saied, Dina Braschi, Ester Cavallari, Roman Polanski 
location: Italia
voto: 7

Dopo avere salvato una sconosciuta in mare, Pietro Paladini (Moretti) - cinquantenne romano, dirigente di una grossa azienda televisiva prossima a un'importante fusione - torna a casa e trova la moglie morta. Da quel momento su di lui grava l'intera responsabilità di contenere il dolore della figlia di dieci anni (Di Martino). Le vacanze sono finite: Pietro accompagna sua figlia alla riapertura della scuola, promettendole di aspettarla lì sotto fino all'ora dell'uscita. Mantiene la promessa, e continuerà a farlo per i mesi a venire, al punto di trasformare la panchina dei giardinetti antistanti la scuola nel suo quartier generale, dove si avvicenderanno colleghi di lavoro, la cognata scombinata (Golino), il fratello (un eccellente Alessandro Gassman) e persino il boss della multinazionale con la quale sta per avvenire la fusione (Polanski): tutta gente che in teoria va lì per consolarlo, ma che finisce per rovesciargli addosso i propri affanni. Lui si rifugia nelle sue classifiche mentali e nell'osservare la varia umanità che transita da quelle parti tutti i giorni: una ragazza che porta a spasso il suo cane (Smutniak), un bambino Down convinto che l'auto di Pietro lo saluti tutti i giorni e altri ancora.
Tratto dal best seller di Sandro Veronesi, il film di Antonello Grimaldi supera di una spanna le pagine del romanzo: azzera le marchette pubblicitarie, riduce la pletora di personaggi e affida a un Nanni Moretti davvero pertinente (ma francamente goffo in una scena erotica con Isabella Ferrari) il compito di esplorare quei luoghi dell'anima in cui - a dispetto del trauma subito e del senso di colpa che avrebbe potuto derivarne - il dolore si acquieta in una dimensione esistenziale altra, in uno zen della mente che trova in una panchina il suo rifugio. Nel film come nel romanzo, però, tutto rimane in superficie, a cominciare dal tema della rinascita, sospeso su una dimensione ellittica, e dall'intreccio, con i personaggi-chiave che finiscono forzatamente per conoscersi tutti tra loro per vie traverse. A dare lustro al film ci sono però il registro situazionista dell'opera, concentrato sulle atmosfere, e le dinamiche psicologiche tra personaggi, magnificamente orchestrate da un Nanni Moretti che, più che interpretare Pietro Paladini, sembra interpretare sé stesso. Con enorme bravura.    

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