domenica 13 agosto 2017

Man in the Dark (Don't Breathe)

anno: 2016   
regia: ALVAREZ, FEDE   
genere: horror   
con Stephen Lang, Jane Levy, Dylan Minnette, Daniel Zovatto, Sergej Onopko, Jane Graves, Jon Donahue, Katia Bokor, Christian Zagia, Emma Bercovici    
location: Usa
voto: 6   

L'uruguaiano Fede Alvarez, classe 1978, dopo aver diretto La casa è stato accolto come una delle stelle nascenti dell'horror. Ci sarebbe da dar ragione ai critici nel vedere questo Man in the dark se ci si fermasse all'uso della macchina da presa, al montaggio e all'assemblaggio di un copione ricco di colpi di scena. Il problema è che la sceneggiatura è del tutto implausibile e ha più buchi di un groviera. La storia che racconta è quella di tre giovani dalle psicologie disegnate con l'accetta che decidono di andare a rubare qualche centinaio di migliaio di dollari a un uomo di mezza età (Lang), un cieco misantropo veterano della Guerra in Iraq. L'uomo, che ha perso la sua bambina in un incidente d'auto causato da una ragazza, sa però benissimo come difendersi, ha un rottweiler pronto all'attacco e segreti importanti nascosti in cantina.
Se si insegue l'effetto suspense un tanto al chilo, questo è il film perfetto. Ma se si vuole aderire alle tracce del cinema geometrico e impeccabile di Hitchcock, il maestro del brivido, allora è meglio scegliere altro, a dispetto del successone che questa piccola produzione ha ottenuto al box-office americano.    

sabato 12 agosto 2017

Mr. Nobody

anno: 2009   
regia: VAN DORMAEL, JACO
genere: fantastico
con Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Linh-Dan Pham, Rhys Ifans, Natasha Little, Toby Regbo, Juno Temple, Clare Stone, Thomas Byrne, Audrey Giacomini, Laura Brumagne, Allan Corduner, Daniel Mays, Michael Riley, Harold Manning, Emily Tilson, Roline Skehan, Anders Morris, Pascal Duquenne, Noa De Costanzo, Chiara Caselli, Daniel Brochu, Ben Mansfield    
location: Belgio, Brasile, Canada, Francia
voto: 5

Jaco Van Dormael, uno dei registi europei più geniali e meno prolifici (addirittura un anno intero per montare questo film), appartiene a quella categoria di talenti superdotati che non sempre riescono a canalizzare proficuamente i loro spunti creativi. Alla stregua di Michel Gondry, Jean Pierre Jeunet e, in maniera inferiore e parzialmente diversa, Terrence Malick, il regista belga ha delle esplosioni immaginative incontenibili che rischiano di rasentare il guazzabuglio. È quanto accade con Mr.Nobody, dal punto fi vista visivo il più potente film di Van Dormael, ma anche il più ambizioso e meno riuscito. Sul tema della scelta, quella di Nemo (interpretato dallo scialbo Jared Leto), il regista di Toto le heros e L'ottavo giorno imbastisce una trama fittissima a sfondo fantascientifico. Agonizzante su un letto d'ospedale, nel 2092 Nemo - l'ultimo dei mortali - racconta a un giornalista la propria vita, tutta intessuta di scelte cruciali: quella se restare col padre in Inghilterra o seguire la madre negli States e quella tra tre possibli donne. Una sorta di Sliding doors esagerato e sfiancante, dilatato a 2 ore e 20 di durata, nel quale ciascuna storia ha un suo sviluppo e un suo epilogo possibile. Facile a raccontarsi a colpi di battute sulla tastiera, il film è quanto di più ingarbugliato possa esserci, al punto da destare il sospetto che le moltissime trovate di regia che fanno urlare al miracolo siano la vera base del film, che così pare un assemblaggio di virtuosismi registici. Un piacere per gli occhi, compensato malissimo da contenuti velleitari.    

domenica 6 agosto 2017

Deepwater - Inferno sull'Oceano (Deepwater Horizon)

anno: 2016   
regia: BERG, PETER   
genere: dramma catastrofico   
con Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Gina Rodriguez, Dylan O'Brien, Kate Hudson, Douglas M. Griffin, James DuMont, Joe Chrest, Brad Leland, Dave Maldonado, J.D. Evermore, Ethan Suplee, Jason Pine, Jason Kirkpatrick, Robert Walker Branchaud, Jonathan Angel, Jeremy Sande, Stella Allen, Peter Berg, Juston Street, Anthony Centonze, Henry Frost, Terry Milam, Garrett Kruithof, Michael A. Howell, Ronald Weaver, Deneen Tyler, Garrett Hines    
location: Usa
voto: 6,5   

Nell'aprile 2010 una piattaforma petrolifera situata sul golfo del Messico si trasformò in un rogo colossale a causa della negligenza della British Petroleum, la compagnia multimiliardaria che rifiutò di fare i dovuti controlli sulla tenuta della struttura. In quell'inferno persero la vita alcuni dei 126 uomini che lavoravano sul posto.
Dopo Lone survivor, il regista Peter Berg e l'attore Mark Wahlberg tornano a fare coppia con un film tratto ancora una volta da una storia vera e strutturato alla maniera di moltissimi altri drammi catastrofici, come se ne facevano già negli anni '70: panoramica sulle vicende personali delle persone coinvolte, messa a fuoco dei "cattivi", culmine narrativo nella sciagura, atti d'eroismo e ricerca della salvezza, epilogo finale. L'assemblaggio del meccanismo narrativo è abbastanza prevedibile, la spiegazione degli aspetti tecnici obiettivamente complessa e un po' farraginosa, più di una situazione è telefonata ma il dispendio di effetti grafici, esplosivi e movimenti di macchina garantisce uno spettacolo ad alto coefficiente adrenalinico su quello che viene ricordato come il più grande disastro ambientale della storia americana.    

sabato 5 agosto 2017

Boston - Caccia all'Uomo (Patriots Day)

anno: 2016   
regia: BERG, PETER   
genere: poliziesco   
con Mark Wahlberg, Kevin Bacon, John Goodman, J.K. Simmons, Michelle Monaghan, Alex Wolff, Themo Melikidze, Jake Picking, Jimmy O. Yang, Rachel Brosnahan, Christopher O'Shea, Melissa Benoist, James Colby, Michael Beach, Dzohkar Tsarnaev, Vincent Curatola, Cliff Moylan, Rhet Kidd, Lana Condor, John Fiore, Dean Neistat, Dicky Eklund Jr., Adam Trese, Billy Smith, Hampton Fluker, Jay Giannone, Matt Kutcher, David De Beck, David Ortiz, Tereza Kacerova, Paige MacLean, Curtis J. Bellafiore, Daniel Whelton, Elijah Guo, Martine Assaf, Kelby Turner Akin, Dustin Tucker, James L. Leite    
location: Usa
voto: 7,5   

Nell'aprile 2013, durante la maratona di Boston, due ordigni esplosero nei pressi del traguardo, ferendo centinaia di persone e uccidendone tre. I responsabili furono due fratelli musulmani di origine cecena, che approfittarono della kermesse che richiama sulle strade della città una gran parte della popolazione locale per commettere una strage. Da quel momento ebbe inizio una caccia all'uomo che, grazie alla cooperazione tra polizia locale, servizi di intelligence ed F.B.I., portarono all'identificazione dei due colpevoli.
Dopo Lone Survivor e Deepwater, Peter Berg colloca ancora al centro della scena Mark Wahlberg, stavolta nei panni di un poliziotto claudicante e animato da forti valori collettivisti, firmando un film ad altissima tensione che, servendosi di molte immagini di repertorio, ricostruisce la dinamica di quel tragico evento. La prima mezz'ora procede in maniera prevedibile sul solco del più vieto disaster movie, ma dopo il film spicca il volo, garantendo un'altra ora e mezza di spettacolo adrenalinico, nel quale le operazioni di coordinamento e identificazione dei responsabili vengono ricostruite in maniera filologicamente mirabile.    

domenica 30 luglio 2017

Parola di Dio (Uchenik)

anno: 2016       
regia: SEREBRENNIKOV, KIRILL  
genere: drammatico  
con Petr Skvortsov, Aleksandr Gorchilin, Aleksandra Revenko, Viktoriya Isakova, Julia Aug, Svetlana Bragarnik, Anton Vasiliev, Irina Rudnitskaya    
location: Russia
voto: 5  

Il radicalismo cristiano si esprime attraverso la bocca di Veniamin (Skvortsov), adolescente inquieto e sociopatico che dà filo da torcere alla madre (Aug) e agli insegnanti. Convinto che nella Bibbia siano riportate le verità che devono guidare la condotta dell'uomo, Veniamin parla per versetti e citazioni, è omofobo, sessuofobo, xenofobo e antisemita, distrugge una stanza della casa e cerca di fare proseliti con la persona sbagliata, un ragazzo sciancato dalle chiare tendenze omosessuali (Gorchilin). A sfidarlo sul suo stesso terreno, a colpi di versetti biblici, c'è l'unico personaggio assennato del film, un'insegnante di biologia (Revenko) disposta a giocarsi una relazione e il posto di lavoro pur di far capire al giovane che si sta soltanto ingozzando di idiozie.
Da un'idea di partenza originale e molto "scritta" (un egregio lavoro in sede di sceneggiatura, concepito a partire dall'opera teatrale di Marius von Mayenburg, riesce a cucire tra loro i versetti biblici fino a farne oggetto di autentiche logomachie), si arriva a una realizzazione loffia, bozzettistica, con personaggi caricaturali se non monodimensionali che schiacciano la ragionevolissima tesi filmica (il radicalismo religioso è esiziale comunque lo si coniughi) su un registro involontariamente grottesco, scritto con superficialità da un regista che - a colpi di pianisequenza - dimostra una grande padronanza tecnica ma una capacità di scrittura infantile, a dispetto della mezza età raggiunta.    

mercoledì 26 luglio 2017

The War - Il pianeta delle scimmie (War for the Planet of the Apes)

anno: 2017       
regia: REEVES, MATT  
genere: fantascienza  
con Andy Serkis, Woody Harrelson, Steve Zahn, Terry Notary, Amiah Miller, Karin Konoval, Gabriel Chavarria, Judy Greer, Ty Olsson, Aleks Paunovic, Max Lloyd-Jones, Chad Rook, Michael Adamthwaite, Alessandro Juliani, Tim Webber, Devyn Dalton, Dean Redman, Mercedes de la Zerda, James Pizzinato, Toby Kebbell    
location: Usa
voto: 6  

Indiani contro cowboys, Davide contro Golia: come in questi due casi, giunta al terzo prequel, la saga del pianeta delle scimmie vede contrapposti i mammiferi pelosi e pacifici, guidati da Cesare (interpretato in motion capture da Andy Serkis), e il colonnello McCullough (Harrelson), un pazzo furioso che li vuole sterminare. Ma dal Nord del paese (siamo in territorio americano) stanno arrivando presunti rinforzi, che invece trasformeranno lo scontro tra scimmie e uomini in una lotta fratricida tra questi ultimi.
Diretto, come nel precedente Apes revolution, da Matt Reeves, questo reboot gioca su una simbologia alquanto semplice (il colonnello è un novello führer e le scimmie sono rinchiuse in autentici lager), allungando la trama con qualche personaggio di contorno inessenziale, ma finalizzato a conferire pennellate di originalità a questo lungo episodio (ben oltre le due ore di durata): una bambina orfana e muta (Miller) e una scimmia un po' folle (Zahn) che garantisce al film un tocco naïf. Ma in questa occasione, pur rimanendo nel novero di un cinema di genere comunque dignitosissimo, è la trama a difettare, puntando su una sorta di revenge movie (Cesare vorrebbe uccidere il colonnello che gli ha ammazzato moglie e figlio maggiore) con scorci onirici (il ricordo della scimmia rivale Koba), simbolismi palmari (quello biblico riferito a Mosè), citazioni cinefile (Apocalypse now) e inevitabili scene di inseguimento. Nell'attesa del quarto prequel, che - c'è da scommetterci - punterà sulla figura di Cornelius, il figlio di Cesare.