sabato 3 dicembre 2016

Heart Of A Dog

anno: 2015   
regia: ANDERSON, LAURIE   
genere: documentario   
con Laurie Anderson   
location: Usa
voto: 6,5   

La morte della cagnetta Lolabelle, una terrier piuttosto indipendente, e del compagno Lou Reed, a cui si deve la splendida ballata (Turning time around) sui titoli di coda e un cammeo nella parte di un dottore, sono alla base di questo film che sarebbe improprio definire come "documentario", ma che è, piuttosto, una riflessione sulla morte e sull'esistenza. Come fossimo davanti a un continuo flusso di coscienza, il lavoro sperimentale di quest'artista coraggiosissima - tornata dietro la macchina da presa a trent'anni da Home of the brave - la musicista, che all'inizio degli anni Ottanta godette anche di una popolarità straordinaria, ci squaderna davanti riflessioni sull'11 settembre, racconti onirici (come quello d'apertura, dove la Anderson sogna di avere partorito la sua cagnetta), meditazioni filosofiche sul linguaggio che riprendono il pensiero di Wittgenstein, tra notazioni profondamente autobiografiche (incredibile la vicenda raccontata del salvataggio dei due fratelli gemelli) e richiami al Libro tibetano dei Morti, ad Heidegger e a David Foster Wallace. Il tutto condito con un'ininterrotta voglia di sperimentare il linguaggio video (dai super 8 di famiglia ai filmati a circuito chiuso delle aree metropolitane) in maniera mai banale, spesso ricchissima di intuizioni e accompagnata dalla voce della stessa Anderson anche nel doppiaggio in lingua italiana. Un'opera a suo modo unica, che necessita di un approccio privo di pregiudizi e la determinazione a stare al gioco di nessi narrativi e filosofici che possono indiscutibilmente apparire traballanti. Ma che hanno un cuore enorme.    

martedì 29 novembre 2016

Il più grande sogno

anno: 2016       
regia: VANNUCCI, MICHELE  
genere: drammatico  
con Mirko Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani, Milena Mancini, Ivana Lotito, Ginevra de Carolis, Crystel Frezza    
location: Italia
voto: 6  

Dopo 7 anni di carcere, Mirko (Frezza), ormai quarantenne, vorrebbe rifarsi una vita e smettere con gli "impicci" che lo hanno portato alla galera. La grande occasione gli si presenta quando gli viene proposto di farsi eleggere come presidente del Comitato di quartiere de La Rustica, alla periferia di Roma. Mirko, insieme al suo amico Boccione (Borghi), si rende così protagonista di un'operazione insperata, dando aiuto e prospettive ai tanti marginali che abitano in quella zona (ma molte riprese sono state fatte anche nel quartiere ghetto di Corviale). Ci penserà la mala a spezzare il suo sogno.
Caso curioso, ma non unico (si pensi al coevo Il ragazzo della Giudecca), di reenacting, in cui il protagonista - interpretato con carisma da un corpulento ed assai espressivo non-attore come Mirko Frezza - racconta la sua vera vita, l'opera d'esordio di Michele Vannucci si segnala per un verismo tenace, un'opera dai simbolismi cristologici che qualche volta cede il passo alla ricerca a tutti i costi dell'effetto d'essai. Il film però fatica a trovare il passo giusto, le possibili scene madri sono sempre tenute a freno o, al contrario, dilatate a dismisura, perdendo così mordente sul piano emotivo e faticando a catturare l'empatia dello spettatore.    

lunedì 28 novembre 2016

Largo Baracche

anno: 2014       
regia: DI VAIO, GAETANO
genere: documentario
con Gaetano Di Vaio, Carmine Monaco, Giovanni Savio, Mariano Di Giovanni, Giuseppe Schisano, Luca Lo Monaco, Gennaro Masiello    
location: Italia
voto: 5

Gaetano Di Vaio ha avuto una gioventù difficile. Cresciuto nella periferia più degradata di Napoli, ha passato sette anni in carcere per spaccio e rapina, dopo essere passato per il riformatorio e le comunità di recupero per tossicodipendenti. Animato da un passato tanto difficile, il regista che abbiamo visto anche recitare in film come 4-4-2, La bas e Take five (nei quali, quasi inevitabilmente, interpretava dei criminali con forte accento partenopeo) si reca nei Quartieri Spagnoli del capoluogo campano, per osservare più da vicino quei giovani poco più che ventenni che tanto gli ricordano il suo faticoso passato. Operazione di recupero sul sociale più che encomiabile, servita tuttavia da un'inadeguata costruzione filmica. Il documentario cede infatti il passo a un verismo cronachistico eccessivo, fatto di ritagli del quotidiano dei ragazzi - quasi tutti disoccupati e pochissimo scolarizzati - e dei loro racconti, ma manca di quel quid sociologico che avrebbe fatto del film un'opera sul significato della redenzione complementare a Gomorra, magari necessaria.    

lunedì 21 novembre 2016

3 Generations - Una famiglia quasi perfetta (About Ray)

anno: 2015       
regia: DELLAL, GABY
genere: commedia
con Elle Fanning, Naomi Watts, Susan Sarandon, Linda Emond, Andrew Polk, Marcos A. Gonzalez, Sam Trammell, Maria Dizzia, Tate Donovan, Jason Erik Zacek, Tessa Albertson, Jordan Carlos    
location: Usa
voto: 4

La quindicenne Ray (Fanning) vive con la madre single (Watts), a sua volta figlia di una donna (Sarandon) che è legata a un'altra donna (Edmond). Il problema del gineceo domestico è che Ray desidera ardentemente cambiare sesso e, per poterlo fare, è necessaria l'approvazione di suo padre (Donovan), uomo scomparso fin dalla sua nascita e che non l'ha mai riconosciuta. La ragazza e la madre si mettono così alla ricerca dell'uomo e la giovane scoprirà qualche altarino nascosto della donna.
Il tema dell'identità sessuale era stato trattato con ben altro tocco in film come XXY, Boys don't cry o La mia vita in rosa. Qui viene invece tradotto in una chiave dramedy che si preoccupa più di allentare la tensione con qualche corriva battuta di spirito che di mostrare il travaglio della giovane, peraltro interpretata benissimo da Elle Fanning. La scrittura è sciatta, i personaggi sono monodimensionali e la caricatura è sempre dietro l'angolo.    

sabato 19 novembre 2016

1001 Grammi (1001 Gram)

anno: 2014       
regia: HAMER, BENT 
genere: drammatico 
con Ane Dahl Torp, Laurent Stocker, Hildegun Riise, Stein Winge, Per Christian Ellefsen, Didier Flamand, Dinara Droukarova    
location: Francia, Norvegia
voto: 2 

Marie (Torp) è una donna sulla quarantina che effettua controlli di precisione sulle misurazioni. È in attesa di trasferire a Parigi, in vista del periodico check up, il chilogrammo norvegese che dovrà essere confrontato con il campione depositato nella capitale francese. Nel frattempo, la sua vita va a rotoli: il padre muore, il marito l'ha lasciata e l'esattezza delle sue misurazioni costituiscono un ribaltamento metaforico del naufragio della sua esistenza.
Dopo i promettenti esordi degli inizi (Kitchen stories, Factotum), il cinema del norvegese Bent Hamer sembra essersi perso dietro un estetismo fine a sé stesso. Inerte, confuso, con un ritmo piattissimo e affidato a una protagonista completamente inespressiva, 1001 grammi ha il solo merito di curare l'insonnia più ostinata.    

mercoledì 16 novembre 2016

Che vuoi che sia

anno: 2016       
regia: LEO, EDOARDO
genere: commedia
con Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Bebo Storti, Marina Massironi, Massimo Wertmüller    
location: Italia
voto: 4,5

Giunto ormai al suo quarto film da regista, Edoardo Leo - stella nascente della commedia all'italiana, che in veste di attore al botteghino ha assicurato successoni come Smetto quando voglio e Perfetti sconosciuti - dimostra di avere già esaurito precocemente a sua vena. Che vuoi che sia, programmaticamente leggerissimo fin dal titolo, non fa altro che cambiare i connotati del precedente Noi e la Giulia, affidandosi alla stessa identica struttura: un protagonista che vorrebbe affermarsi con un lavoro onesto, costretto a segretare qualcosa pur di realizzare i suoi obiettivi, il tutto con sfocatissime lenti sociologiche, giusto per tenere in conto la realtà dei nostri tempi.
La vicenda, stavolta, è quella di un ingegnere informatico (lo stesso Leo) che, insieme alla compagna (Foglietta), precaria insegnante di scuola, vorrebbe trovare i fondi per lanciare una app, LavoroAdvisor, per la valutazione dell'operato dei liberi professionisti. Il crowdfounding dà esiti miserabili fino a quando la coppia, in una sera in cui entrambi hanno alzato un po' troppo il gomito, non posta su Facebook un video nei quale dichiara di voler andare in streaming mentre fanno l'amore. A quel punto il video diventa virale e le entrate delle colletta in rete fanno registrare un'impennata inaspettata, con inevitabili effetti collaterali. Cosa fare? Abbandonare definitivamente ambizioni di genitorialità e progetti per il futuro per rimanere sul solco della sobrietà o sfruttare l'occasione?
La chiave del dilemma morale viene giocata da Leo, che ha scritto il copione con Alessandro Aronadio, Marco Bonini e Renato Sannio, in maniera ingenua e manichea e solo qualche battuta disseminata qua e là, la mimica accattivante del protagonista e il colpo di scena finale tengono a galla un film di sconcertante banalità.