sabato 9 luglio 2016

Post Mortem

anno: 2010       
regia: LARRAIN, PABLO 
genere: drammatico 
con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso, Marcial Tagle 
location: Cile
voto: 5,5 

È il 1973. Mario (Castro) lavora nell'obitorio comunale, dove batte a macchina i referti delle autopsie. È un tipo solitario e si innamora di Nancy (Zegers), una vicina di casa che fa la ballerina da cabaret, ma che è caduta in disgrazia a causa della sua eccessiva magrezza. Il golpe militare è alle porte, Nancy sparisce, Mario fa di tutto per rintracciarla, fino a quando la Storia gli si impone sotto forma del corpo esanime di Salvator Allende, morto suicida per non essere trucidato dai miliziani di Pinochet. Mario cerca di proteggere Nancy, fiancheggiatrice di una colonna filocomunista, le dà un rifugio. Finale agghiacciante.
Secondo dei tre film che il cileno Pablo Larrain dedica al passaggio storico segnato dal golpe di Pinochet. Quasi un atto di espiazione per un regista nato tre anni dopo il golpe cileno ma che in passato sostenne il dittatore e che, molti ani più tardi, ha voluto raccontare i risvolti socioculturali (Tony Manero) e propagandistici di quel regime (No - I giorni dell'arcobaleno). Il registro stilistico è straniato, destrutturato e dal ritmo lentissimo, segnato da lunghe inquadrature fisse e ravvicinate sui volti dei protagonisti, l'andamento narrativo indefinito, soffocante e funereo nella prima parte, decisamente più a fuoco nella seconda, quando irrompono gli effetti devastanti del golpe e a Santiago ha luogo una mostruosa mattanza che lascia posto soltanto alla più costernata desolazione.    

mercoledì 6 luglio 2016

2000!

...e con Il club, capolavoro di Pablo Larrain, il blog raggiunge le 2000 recensioni.

martedì 5 luglio 2016

Il club (El Club)

anno: 2015   
regia: LARRAIN, PABLO 
genere: drammatico 
con Alfredo Castro, Roberto Farías, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Alejandro Goic, Alejandro Sieveking, Marcelo Alonso, José Soza, Francisco Reyes    
location: Cile
voto: 9,5 

L'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo ha la fisionomia di un uomo senza dimora che si fa chiamare Sandokan (Farías), abusato per anni da preti pedofili, che va a ripetere la stessa nenia arricchita da dettagli agghiaccianti sotto la casa di penitenza cilena dove risiedono quattro preti con passato di pedofilia e una cinica perpetua (Zegers), tutti con la passione per le corse clandestine dei cani. Quando nella casa arriva un altro ospite (Soza), calamita inconsapevole dell'uomo che urla il suo terribile passato sotto le finestre della dimora dove comodamente stazionano quei quattro laidi, si sparigliano le carte. L'uomo si suicida e dal Vaticano viene inviato un altro prete con il compito di capire cosa sia successo.
Dopo il notevole I giorni dell'arcobaleno, il cileno Pablo Larrain firma un film superlativo, un capolavoro sconvolgente, un atto d'accusa contro la Chiesa che non ammette sconti e che restituisce la devastante potenza di quelle mostruosità soltanto attraverso i corruccianti dettagli delle parole di Sandokan. In un'atmosfera plumbea e inquietante, che enfatizza con riprese flou la torbida ambiguità dei quattro preti a riposo coatto, prende corpo una forma di macelleria spirituale messa in atto da questi uomini che, nel nome di Dio, si sono macchiati di crimini indicibili. Li accomuna l'omertà più pervicace, anche davanti alle incalzantI domande del prete arrivato da Roma, sottolineate dalle inquadrature in primo piano che rendono palpabile l'imperturbabilità tetragona di tre dei quattro (uno è sulla strada della demenza). Ma è tutto il cast a essere ottimamente assortito, servito peraltro da dialoghi superbi e dalle musiche celestiali di Arvo Pärt, con le tante variazioni - guarda caso - di un brano intitolato Fratres.    

domenica 3 luglio 2016

Il sosia - The double

anno: 2013       
regia: AYOADE, RICHARD  
genere: fantastico  
con Jesse Eisenberg, Mia Wasikowska, Wallace Shawn, Yasmin Paige, Noah Taylor, James Fox, Cathy Moriarty, Phyllis Somerville, Gabrielle Downey, Jon Korkes, Craig Roberts, Kobna Holdbrook-Smith, Susan Blommaert, Bruce Byron, J. Mascis, Tony Rohr, Karima Riachy, Tim Key, Andrew Gruen, Kim Noble, Morrison Thomas, Sally Hawkins, Lloyd Woolf, Lydia Ayoade, Stuart Silver, Christopher Morris, Chris O'Dowd, Donal Cox, Kierston Wareing, Paddy Considine, Dirk Van Der Gert, Liam Bewley, Gemma Chan, Nathalie Cox    
location: Usa
voto: 2


È davvero difficile credere che questo The double sia stato tratto da una novella di Dostoevskij. È, infatti, il racconto allucinato e cupissimo dello sdoppiamento di un impiegato "invisibile" (Eisenberg) che lavora in un ufficio da fantasia orwelliana, che si invaghisce di una addetta alle fotocopie (Wasikowska). Nel clima plumbeo del posto di lavoro, con larghe concessioni a una distopia dalle venature fantastiche, l'impiegato trova un suo doppio che è anche il suo opposto. Tanto lui è impacciato, legnoso e inviso ai colleghi, tanto l'altro è sicuro di sé, carismatico, capace di farsi valere in qualsiasi situazione. I due escogitano un piano per sostituirsi vicendevolmente, ma lo spettro del suicidio aleggia sull'intera vicenda.
Film imbarazzante, pretenzioso, giunto con tre anni di ritardo sul mercato dei dvd e opportunamente mai proposto in sala, Il sosia è la quintessenza della spocchia autoriale (siamo dalle parti del Terry Gilliam più allucinato) manovrata a colpi di grottesco, di inquadrature ricercate e di originalità a tutti costi, con esito fallimentare.    

venerdì 1 luglio 2016

Zucchero! That Sugar Film

anno: 2014    regia: GAMEAU, DAMON
genere: documentario
con Damon Gameau, Hugh Jackman, Stephen Fry, Michael Moss, Richard Davies, Skylar Delphinus, Isabel Lucas, Brenton Thwaites, Jessica Marais, Zoe Tuckwell-Smith    
location: Australia, Usa
voto: 7

Da alimento mitologico a emblema di opulenza dei regnanti, lo zucchero ha sempre rappresentato il simbolo della desiderabilità a tavola. Il suo uso riuscì a evitare lo scetticismo della comunità scientifica fino a quando Eisenhower non ebbe un infarto che portò quei cristalli bianchi sul tavolo degli imputati. Dal quale, però, venne assolto nel momento in cui tutta la colpa della cattiva alimentazione venne gettata sui grassi e sulla insufficienza di movimento. Dal documentario del simpatico australiano Damon Gameau apprendiamo invece che lo zucchero si annida nell'80% dei prodotti che vediamo sugli scaffali dei nostri supermercati, ben nascosto sotto le più svariate e rassicuranti etichette e con l'inganno del basso apporto calorico. In occidente, il suo consumo medio equivale a circa 40 cucchiaini da tè al giorno (un maschio adulto ne dovrebbe assumere al massimo 9). Cifre sbalorditive, che non riguardano soltanto gli obesi. Le conseguenze? Esiziali. Non solo per l'accumulo di grassi che esso produce, inibendo l'azione insulinica, ma per la malattie cardiache e circolatorie che comporta, per i danni ai denti e - Udite! Udite! - per gli effetti nefasti sull'umore.
That sugar film completa idealmente, insieme a Super size me e Fed up, un trittico di film dedicati ai problemi dell'alimentazione. Se rispetto al primo, che si concentrava sul  cosiddetto junk food, qui l'enfasi viene posta sul cibo apparentemente buono, rispetto al secondo le differenze sono più sfocate, visibili soprattutto sul piano della costruzione filmica, in questo caso ricca di trovate e vivacissima nel montaggio e che in Zucchero! raduna, sotto forma di supereroi immaginari, una piccola èquipe di specialisti che seguono l'esperimento del protagonista per un paio di mesi, registrando un imbarazzante aumento dei parametri relativi alle condizioni di salute. Tra una sosta negli Stati Uniti per cercare di evitare i cibi troppo zuccherati (impresa praticamente impossibile) e una capatina tra gli aborigeni australiani contaminati dalle porcherie alimentari introdottte dai bianchi (le condizioni dei loro denti, divorati dalle bibite gassate, sono raccapriccianti), il documentario non si perita di lanciare un atto d'accusa contro le lobby alimentari, comprese quelle che definiscono i programmi per le mense scolastiche, con una chiusura molto pop con tanto di balletto che sancisce l'avvertimento a caratteri cubitali di un un film che ci fa desiderare più che mai il reparto ortaggi dei supermercati e ci fa invocare una diffusione capillare di film come questo.    

domenica 26 giugno 2016

Le sei mogli di Barbablù

anno: 1950   
regia: BRAGAGLIA, CARLO LUDOVICO   
genere: comico   
con Totò, Isa Barzizza, Mario Castellani, Carlo Ninchi, Tino Buazzelli, Aldo Bufi Landi, Luigi Pavese, Erminio Spalla, Eduardo Passarelli, Silvia Fazi, Franco Jamonte, Nino Marchesini, Enzo Garinei, Anna Di Lorenzo, Sofia Lazzaro (Sophia Loren), Giuseppe Ricagno, Renato Navarrini, Leo Garavaglia, Magda Forlenza, Arnaldo Mochetti, Laura Tiberti, Arturo Bragaglia, Leonardo Bragaglia, Giorgio Costantini    
location: Italia
voto: 7   

Per scappare dalla moglie Domenica (Fazi), Totò Esposito si rifugia come clandestino nella stiva di una nave. Il caso vuole che lui e un altro clandestino (Castellani), che si trova a bordo della stessa imbarcazione, vengano scambiati per un celebre investigatore e per il suo assistente, i quali stano indagando su un serial killer che ha già ucciso i mariti di 6 donne fresche di matrimonio e rapite queste ultime.
Commedia degli equivoci sul tema del doppio scritta con brio e che riesca non fare interamente leva sul repertorio di Totò. Il quale sciorina una raffica di calembour, gioca con la plasticità della sua mimica ma si trova anche costretto a un assolo in chiave gotico-farsesca che è tuttavia il momento più debole del film.