venerdì 20 febbraio 2015

Saxofone

anno: 1978       
regia: POZZETTO, RENATO   
genere: grottesco   
con Renato Pozzetto, Mariangela Melato, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Felice Andreasi, Diego Abatantuono, Daniela Morelli, Jemina Zeller, Giorgio Porcaro, Rodolfo Magnaghi, Guido Nicheli, Franca Mantelli, Luigi Francesco Perez, Francesca Pozzetto, Giacomo Pozzetto, Ernest Thole, Mario Mercalli   
location: Italia
voto: 2   

Un prete (Ponzoni) sta confessando il peccatore con il sassofono (Pozzetto). "Qual è il peso più grosso che hai sulla coscienza?", gli domanda. E quello: "Non ho mai visitato la Biennale". "Quante volte?", replica il sacerdote. E quell'altro: "Tre volte". È la comicità grottesca e  lunare di Renato Pozzetto, all'epoca sulla cresta dell'onda grazie al successo televisivo ottenuto in coppia con Cochi Ponzoni e a quello dei moltissimi film comici girati nella prima metà del decennio. Per la prima volta tutto solo dietro la macchina da presa, il comico lombardo riunisce la squadra di carabettisti del Derby cucendo una serie di gag stravaganti e surreali che girano intorno al suo personaggio, un sassofonista che va in giro per Milano facendo strani incontri e portandosi dietro una casalinga agiata e disperata (Melato) che non ne può più dell'ambiente snob e del circolo del tennis frequentati da suo marito (Teocoli).
Inspiegabilmente, Mereghetti classifica Saxofone tra i 100 migliori film comici di tutti i tempi ma la scelta potrebbe essere stata condizionata dai nomi vantati dal film (con Pozzetto ci sono Jannacci, Ponzoni e Beppe Viola in fase di scrittura e tra gli attori si vedono dei giovanissimi Teocoli, Abatantuono e Boldi). Manca tuttavia una sintassi minima, un'idea qualsiasi di cinema che non sia quella della giustapposizione di scenette surreali (il capofficina bambino, la strage di preti, gli incontri di boxe, il ciccione danzatore, i drammi familiari che si spalancano sul sipario di un teatro e così via almanaccando) in un concentrato di non-sense capace di strappare il sorriso in alcuni momenti non banali in mezzo a una valanga di mediocrità. Apprezzabile la colonna sonora di Enzo Jannacci.    

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