domenica 8 agosto 2010

Sogni d'oro

anno: 1981   
regia: MORETTI, NANNI 
genere: grottesco 
con Nanni Moretti, Dario Cantarelli, Nicola Di Pinto, Alessandro Haber, Laura Morante, Gigio Morra, Remo Remotti, Tatti Sanguineti, Claudio Spadaro, Miranda Campa, Chiara Moretti, Sabina Vannucchi, Piera Degli Esposti, Ennio Antonelli, Maria D'Incoronato, Giampiero Mughini, Gianfranco Salemi, Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Alberto Abruzzese 
location: Italia
voto: 8

Il regista romano Michele Apicella (Moretti) sta preparando un film intitolato 'La mamma di Freud'. Critica e pubblico sono pronti a sbranarlo mentre gli epigoni del suo lavoro vorrebbero rubargli la scena anche in televisione. Si potrebbe raccontare così e in altri mille modi questo film sul film, opera terza di Nanni Moretti, geniale quanto grottesca e stravagante, piena di momenti memorabili che hanno fatto la storia del cinema, dalle esagerazioni del protagonista alle stripes del pastore abruzzese, il bracciante lucano e la casalinga di Treviso, fino al "pubblico di merda" urlato durante una trasmissione televisiva trash, ai manichini usati nelle sale cinematografiche per fronteggiare la crisi e a una dimostrazione pro-Vietnam che si trasforma in un musical. Il Moretti-pensiero - che non risparmia nessuno, dai dibattiti cinematografici ai coetanei, alla psicoanalisi (svenduta su una bancarella in una delle scene più esilaranti del film) ai giochi televisivi - è qui concentrato in una sorta di invettiva di sincerità disarmante, che mette a nudo, anche attraverso l'espediente narrativo del sogno, paure, speranze e angosce di un regista che ama profondamente il cinema. Da notare i cammei del sociologo Alberto Abruzzese, del critico cinematografico Tatti Sanguineti e dello scrittore Giampiero Mughini.

1 commento:

  1. cantautoredelnulla23 agosto 2011 23:04

    Mi hai fatto venire in mente anche un'altra considerazione. Partendo dalla storia dei manichini è palese che il cinema soffra di una sorta di malattia perché è in crisi dal 1980 e oggi vogliono farci credere che la causa del cinema siano i download pirata. Fermo restando che è evidente che una copia non acquistata danneggia il distributore e l'artista stesso, non si può di certo dire che all'inizio degli anni '80 il problema fosse quello. Allora la colpa era della tv, poi dei videoregistratori, poi degli home theatre... non è che la colpa è semplicemente nello spropositato giro di soldi che il sistema "hollywood" ha insegnato a investire per nascondere la mancanza di idee di molti? E' un dubbio che mi è sorto anche quando ho visto il film...

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