sabato 22 settembre 2007

Piano, solo (Il disco del mondo)

anno: 2007   
regia: MILANI, RICCARDO
genere: biografico
con Kim Rossi Stuart, Jasmine Trinca, Paola Cortellesi, Michele Placido, Sandra Ceccarelli, Claudio Gioe', Mariella Valentini, Corso Salani, Roberto De Francesco, Alba Caterina Rohrwacher, Konrad Podolny, Maurizio Urbani, Alan King, Federica Vincenti, Mario Monaci Toschi, Beatrice Maione, Kristy McGovern, Gerardo Eliano Cozzolino, Mwanaidi Kaboi, Alphonse Baya, Hawa Essuman, Dama Duncan, John Tune, Konga Mbandu, Nicholas Kimani, Conrad Mwakio, Marco Ferreri II, Andrea Veneziani, Mattia Di Cretico
location: Italia   
voto: 8,5



"Riscoperto" da Walter Veltroni nel 2003 attraverso un saggio biografico intitolato "Il disco del mondo", il pianista Luca Flores è il protagonista della quarta fatica cinematografica di Riccardo Milani. Il lungometraggio firmato dall'ex-allievo di Nanni Moretti e sceneggiato con Ivan Cotroneo, Claudio Piersanti e Sandro Petraglia è una biopic assai poco convenzionale, che si concentra soprattutto sul tormento interiore di Flores assai più di quanto non si soffermi sulla vicenda artistica. Dotato di un talento innato, formatosi al conservatorio, Flores è stato una di quelle meteore che avrebbero potuto brillare assi più nel firmamento del jazz italiano se alcune vicende personali non ne avessero ineluttabilmente segnato la vita. Il film di Milani si sofferma sopratutto sul tormento per la morte della madre in un incidente stradale, quando Luca era ancora bambino. La trama biografica parte proprio da lì, da quegli anni dell'infanzia passati in Mozambico, per poi proseguire con il trasferimento a Firenze, la scoperta del jazz, i primi concerti, fettine di fama conquistate al fianco di due anime maledette del jazz come furono Massimo Urbani e Chet Baker, la colpevolizzazione folle per la scomparsa di quest'ultimo, il rapporto intenso con una delle due sorelle (Cortellesi) e quello autodistruttivo con la fidanzata Cinzia (Trinca), le cliniche psichiatriche, il ritorno in Africa alla riscoperta delle radici, la passione per la motocicletta, il concerto eseguito con un dito solo lasciando il pubblico di stucco, fino al suicidio, avvenuto a soli 36 anni, nel 1995.
A dare forma ed espressioni al tormento di Luca Flores - che visse la sua fortuna artistica nel corso degli anni '80 - c'è un gigante della recitazione come Kim Rossi Stuart. Se grandissima parte dei meriti del film è sua, una menzione va fatta per lo straordinario lavoro di montaggio sul sonoro e sulla pellicola compiuto da Marco Spoletini e per la notevolissima direzione degli attori, tra i quali dopo anni ritroviamo un Corso Salani con molte rughe in più ma capace di prove sempre impressionanti.    

1 commento:

  1. ...rivedo con la mente i passaggi del film e risento la bellissima How far can you fly...quel brano struggente di cui si è innamorato Veltroni e che lo ha portato a cercare notizie su di lui e a farne poi il libro, Il disco del mondo...lo stesso brano per il quale anche la sottoscritta ha avuto un colpo di fulmine... Cosa ci impedisce di volare? Quanto si può andare lontano?...le parole ci ingannano con i lori significati, mentre la musica è libera...questo scrive Veltroni interpretando il cammino geniale e drammatico di Luca Flores e lo stesso messaggio veicola in tutte le scene del film... Kim è un Luca Flores perfetto...

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