mercoledì 4 giugno 2008

A.I. – Intelligenza artificiale

anno: 2001   
regia: SPIELBERG, STEVEN  
genere: fantascienza  
con Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O'Connor, Sam Robards, Jake Thomas, Brendan Gleeson, William Hurt, Chris Rock, Michael Mantell, Ashley Scott, Kevin Sussman, Clark Gregg, Kathryn Morris, Ken Leung, Michael Berresse, Brent Sexton, Adam Alexi-Malle, J. Alan Scott, Rena Owen, Vito Carenzo, Tim Rigby, Justina Machado, Brian Turk, Daveigh Chase, Claude Gilbert, Diane Fletcher, Kate Nei, Matt Malloy, Miguel Perez, Billy Scudder, Bobby Harwell, Wayne Wilderson, R. David Smith, Mark Staubach, Laia Salla, Jeanine Salla, Tim Rohze, Andy Morrow, Dillon McEwin, Laurence Mason, Paula Malcomson, Al Jourgensen, Jeremy James Kissner, Paul Barker, Kurt Youngberg, Adam Grossman, Adrian Grenier, Theo Greenly, Michael Fishman, Ty Coon, Duane Buford, Max Brody, Red King, Eliza Coleman, Jim Jansen, Keith Campbell, Clara Bellar, Kelly McCool, Michael Shamus Wiles, Jason Sutter, Ken Palmer, Haley King, Enrico Colantoni, John Prosky, Sabrina Grdevich, Matt Winston, April Grace, Tom Gallop, Eugene Osment
location: Usa
voto: 8

In un futuro imprecisato l'effetto serra ha sollevato enormemente il livello delle acque. I pochi umani superstiti, per gestire le scarse risorse disponibili, possono avere un solo figlio e solo dietro autorizzazione. Il figlio di Monica ed Henry è in coma e la scienza non sembra dare speranze, sicché la coppia si affida ai prodigi della tecnologia. In casa arriva Dave (Osment), un robot di ultima generazione in tutto e per tutto identico a un vero bambino, programmato per dare affetto. Il problema è che quando il figlio della coppia miracolosamente si ristabilisce, rivendicando la sua quota di affetto, per il piccolo Dave non c'è più spazio. Per il "mekka" Dave comincia così un pellegrinaggio interminabile alla ricerca della "madre" che lo ha abbandonato nella foresta.
Uno dei migliori film di Spielberg avrebbe dovuto essere diretto da un altro maestro, Stanley Kubrick. Chissà cosa sarebbe stato. Spielberg regge l'ipotetico confronto facendo del racconto di Brian Aldiss un Pinocchio postmoderno, articolando il racconto in molti capitoli narrativi, non tutti ugualmente avvincenti, miscelando insieme horror, fantascienza, melodramma e virate picaresche. Si resta a bocca spalancata davanti all'imponenza delle scenografie, alla spettacolarità degli effetti speciali, alla potenza emotiva del racconto e alla complessità dell'intreccio, suscettibile di più livelli di lettura. Qualche (inevitabile) melensaggine non toglie smalto a un'opera comunque memorabile.    

Nessun commento:

Posta un commento