martedì 7 aprile 1998

Il ladro (Vor)

anno: 1997   
regia: CHUKHRAI, PAVEL  
genere: drammatico  
con Vladimir Mashkov, Ekaterina Rednikova, Mikhail Filipchuk, Dmitriy Chigaryov, Yuriy Belyaev, Amaliya Mordvinova, Lidiya Savchenko, Anatoliy Koshcheev, Anna Shtukaturova, Ervand Arzyumanyan, Natalya Pozdnyakova, Olga Pashkova, Lyudmila Selyanskaya, Galina Petrova, Viktor Bunakov, Yuliya Artamonova, Evgeniy Popov, Natalya Aitova, Valentina Ananina, Sergey Artemev, S. Akhapkin, Klavdiya Belova, V. Belyakov, Valentina Berezutskaya, Andrey Bessolitsyn, Mikhail Burlakov, Vyacheslav Vdovin, Igor Vetrov, Tatyana Goncharova, Vyacheslav Gorbunchikov, Viktor Grigoryuk, Aleksandr Dedyushko, Vladimir Dyachkov, A. Zaychik, Sergey Zuev, Konstantin Ignatikov, Aleksandr Karnaushkin, S. Klimushkin, Galina Komarova, Antonina Konchakova, Ivan Kosykh, Sergey Makarov, Alla Meshcheryakova, Yuriy Mitrofanov, S. Nesselman, Aleksandr Nizhegorodtsev, Vladimir Pivovarov, Natalya Pikula, V. Smirnov, Nikolay Smorchkov, Stepan Starchikov, Anton Tabakov, Evgeniy Tetervov, Vladimir Firsov, A. Khalafova, Viktor Tsaryov, R. Tsataryan, Aleksandr Chislov, Kseniya Entelis  
location: Russia
voto: 7,5

1952. Durante un viaggio in treno con la madre (la bellissima Ekaterina Rednikova), il piccolo Sania (Misa Philipchuk), un bambino di 6 anni, si imbatte in Tolyan (Vladimir Mashkov, star del teatro russo), 33enne in divisa. I tre prendono una stanza in affitto in un condominio e per un po', nonostante i modi bruschi di Tolyan, la vita di Sania trascorre in relativa serenità. Ma il fragile equilibrio si sfalda quando madre e figlio scoprono la reale identità di Tolyan: un ladro. L'uomo viene arrestato e mandato ai lavori forzati in Siberia. Il piccolo, dolcissimo Sania vede spirare la madre dopo un aborto malriuscito e finisce così in un orfanotrofio. 7 anni più tardi ritrova il suo padre putativo, confidando di poter tornare con lui. Davanti al rifiuto di Tolyan, ormai malridotto, Sania lo uccide.
Il film premiato a Venezia e candidato al premio Oscar come miglior film straniero si inserisce nel solco di una tradizione del Nord-Est europeo che, passando per Papà è in viaggio d'affari, Kolya e La mia vita a quattro zampe, è capace di lasciare un segno profondo su qualsiasi spettatore. Virando su toni da commedia un racconto intenso e saturnino sul tema della paternità condotto a tre livelli (il padre morto durante la guerra e rievocato come una presenza fantasmatica, quello reale incarnato da Tolyan e quello di tutta la nazione, rappresentato da Stalin), Chukhrai mette a segno un'opera  di pregio che deve molto anche alla straordinaria recitazione dei tre protagonisti.

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