lunedì 1 luglio 2019

Antropocene. L'epoca umana (Anthropocene. The Human Epoch)

anno: 2018
regia: BAICHWAL, JENNIFER * DE PENCIER, NICHOLAS * BURTYNSKY, EDWARD
genere: documentario
location: Australia, Canada, Cile, Cina, Italia, Kenya, Nigeria, Regno Unito, Russia
voto: 8 

Da oltre dieci anni sembra che l'Olocene, l'epoca in cui l'umanità ha trascorso grandissima parte del proprio cammino per quasi dodicimila anni, sia ormai finito. Lo ha soppiantato un'epoca che - al pari delle precedenti ma con una velocità strabiliante - ha provocato trasformazioni radicali dell'ecosistema Terra nel giro di brevissimo tempo. Epocale, appunto. L'antropocene è l'epoca della Terra piegata dall'uomo ai propri bisogni, quella della superfetazione antropica. Questo straordinario documentario, organizzato in capitoli, ci mostra come la terra sia stata sfruttata, brutalizzata, sconvolta dall'intervento umano. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: deforestazioni, cambiamento climatico, risorse naturali al collasso, estinzione di specie animali e piante, drastica riduzione della biodiversità. Già sentito, già visto, direte voi. Vero: in parte film come Before the flood, Waste land, Home, Trashed, The end of the line, Terra madre, Una scomoda verità e l'antesignano Koyaanisqaatsi si muovevano su questo solco. Ma Antropocene ha l'enorme merito di non lasciarsi andare alla retorica della parola: pochi concetti, espressi attraverso l'eloquenza delle immagini, peraltro davvero straordinarie: le cave di marmo di Carrara, i cumuli di zanne di elefanti per assicurarsi l'avorio provocando uno sterminio, le miniere di nichel di Norilsk, la città russa più inquinata al mondo e praticamente priva di vegetazione, il deserto cileno di Atamacama con enormi vasche gialle dove si tratta il litio, materiale cruciale per la nostra economia futura, o Immerath, in Germania, dove le case e una chiesa secolare sono state abbattute per allargare le miniere di carbone a cielo aperto. Un film necessario, intenso, sconvolgente, ultimo arrivato di una trilogia iniziata con Manufactured Landscapes (2006) e proseguita con Watermark (2013). Fossi il ministro dell'Istruzione, ne renderei obbligatoria la visione a scuola.

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