mercoledì 9 novembre 2016

La ragazza del mondo

anno: 2016       
regia: DANIELI, MARCO
genere: drammatico
con Sara Serraiocco, Michele Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Lucia Mascino, Pippo Delbono, Martina Cerroni, Giorgio Careccia, Maria Chiara Giannetta, Alessandra Vanzi, Andrea Mautone, Roberta Mattei, Lidiya Liberman, Roberto Negri    
location: Italia
voto: 6,5

Giulia (Serraiocco) è una studentessa liceale con il pallino per la matematica e vorrebbe iscriversi all'università. Ma la comunità della quale fa parte, quella dei testimoni di Geova, non vuole assecondarla nelle sue aspirazioni di istruzione superiore e lei ripartisce il tempo extrascolastico tra la predicazione porta a porta e lo studio. Almeno fino a quando non incontra Libero (Riondino), trentenne della periferia romana appena uscito dalla galera, del quale si innamora. La vicenda di questi Romeo e Giuletta de' noantri diventa di dominio pubblico e la liason tra i due ha l'effetto di disassociare la ragazza dalla comunità, cancellandola persino dalla vita dei suoi genitori. Diventata anche lei una "ragazza del mondo", Giulia è combattuta tra il desiderio di libertà e la voglia di tornare a una vita regolata e coercitiva.
Al suo esordio dietro la macchina da presa, Marco Danieli si inoltra su un terreno esplorato pochissimo dal cinema italiano, quello del fanatismo religioso, collocandosi dalle parti di Corpo celeste e Vergine giurata, rinchiudendo la protagonista in un climax claustrofobico che sta riecheggia  il microcosmo coercitivo di The village, guardando allo schema narrativo di Un'anima divisa in due. Se sul piano estetico tutto sembra funzionare a dovere, su quello dei contenuti la regia sembra incedere con qualche indugio di troppo, come a rendere manifesta una avalutatività rispetto al tema trattato che opacizza persino gli aspetti più involontariamente grotteschi di una comunità rimasta impigliata nella rete di valori medievali.    

martedì 1 novembre 2016

La ragazza del treno (The Girl On the Train)

anno: 2016       
regia: TAYLOR, TATE
genere: giallo
con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans, Édgar Ramírez, Laura Prepon, Allison Janney, Darren Goldstein, Lisa Kudrow, Ross Gibby    
location: Usa
voto: 3

Sul treno che la porta ogni giorno in centro città, Rachel (Blunt) pensa di riconoscere una ragazza (Bennett) che, verrà a sapere in seguito, sembra essere scomparsa. La donna è un'alcolista alla cui testimonianza la polizia tende a non credere affatto. L'intreccio  ingloba l'ex marito della protagonista (Theroux), instancabile sottaniere che nel frattempo si è risposato, e la moglie di quest'ultimo (Watson), che aveva assunto la ragazza scomparsa come tata.
Thriller psicologico che gioca sulla diffrazione dei piani temporali e sul continuo passaggio tra l'immaginazione, i ricordi e la vita reale della protagonista, in un andirivieni narrativo che punta a confondere lo spettatore per poi propinargli la più scontata della soluzioni. Tratto dal best seller di Paula Howkins e sceneggiato da Erin Cressida Wilson, La ragazza del treno - versione banalizzata de Le verità nascoste che guarda strabicamente all'Hitchcock de La finestra sul cortile - ribadisce l'ispirazione incerta del regista Tate Taylor (The help; Get on up) e l'inespressività di Emily Blunt.    

mercoledì 26 ottobre 2016

Jack Reacher - Punto di non ritorno (Jack Reacher: Never Go Back)

anno: 2016       
regia: ZWICK, EDWARD
genere: thriller
con Tom Cruise, Cobie Smulders, Aldis Hodge, Danika Yarosh, Patrick Heusinger, Holt McCallany, Robert Knepper, Daryl Thibodaux, Terence Easterling, Darcel White Moreno, Robert John Gilchrist, Sabrina Gennarino, Nicole Barré, Anthony Molinari, Hunter Burke, Madalyn Horcher, Austin Hébert, Sean Boyd, Josh Stephenson, Robert Catrini, Teri Wyble    
location: Usa
voto: 4

Nel 2012, Jack Reacher, partorito dalla mente di Lee Child e trasferito sul grande schermo da Christopher McQuarrie (che con lo stesso Cruise due anni dopo, in Mission impossibile: Rogue nation, dimostrò di poter legittimare la sua candidatura a maestro dell'action movie), sorprese tutti. Sembrò il perfetto punto di equilibrio tra l'ex agente speciale diventato apolide, modello Jason Bourne, e l'Ethan Hunt proprio di Mission impossible, interpretato dallo stesso Cruise. Passato nelle mani di Edward Zwick, il film e il personaggio perdono tutto lo smalto del primo episodio della serie, compromettendo eventuali seguiti.
La trama vede l'ex agente della polizia militare coinvolto nel tentativo di togliere Susan Turner (Smulders), maggiore presso lo stesso corpo militare, da un'intricata situazione che la vorrebbe ingiustamente coinvolta in accuse falsamente diffamatorie e per questo chiusa in cella. Contemporaneamente, c'è un'adolescente da mettere in salvo (Yarosh). Spostandosi da Washington a New Orleans, tra fughe continue, scazzottate a gogo e dialoghi asfittici, il nostro eroe tenta di portare a casa l'impresa.
Imperniato sempre sullo stesso modulo (avvicinamento dei cattivi, fuga, scazzottata, dialogo), il film procede stancamente per ben due ore puntando sull'aggiunta di un personaggio pletorico (la ragazzina) e su un plot inutilmente intricato per raccontare il doppiogioco dei vertici militari a stelle e strisce, che vendono armi e droghe in Afghanistan.    

domenica 23 ottobre 2016

Café Society

anno: 2016       
regia: ALLEN, WOODY   
genere: commedia   
con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Jeannie Berlin, Steve Carell, Blake Lively, Parker Posey, Corey Stoll, Ken Stott, Anna Camp, Stephen Kunken, Sari Lennick, Paul Schneider, Anthony DiMaria, Craig Walker, Michael Elian, Saul Stein, Edward James Hyland, Paul Schackman, Eric Rizk, Penelope Bailey, Raymond Franza, Sebastian Tillinger, Steve Rosen, Shae D'lyn, Tony Sirico, Max Adler, Lev Gorn, Don Stark, Armen Garo, Gregg Binkley, Bettina Bilger, Tess Frazer, Richard Portnow, Taylor Carr    
genere: Usa
voto: 6   

Nella Hollywood degli anni '30 il giovane Robert (Eisenberg) cerca di sbarcare il lunario assolvendo a piccoli lavoretti che gli assegna lo zio (Carell), un magnate del cinema. Qui si innamora della la donna sbagliata, Vonnie (Stewart), che è l'amante dello zio. All'ulteriore temporeggiare di quest'ultimo davanti alla possibilità di lasciare la propria moglie per Vonnie, la ragazza decide di accettare la corte di Robert. Ma il pendolo dell'amore torna a battere dall'altra parte, Robert fa fortuna a New York, dove nel frattempo è tornato, si è arricchito e si è sposato. Quando la sua esistenza sembra ormai scorrere tranquilla, Vonnie si ripresenta nella sua vita…
Con una produzione sterminata come quella raccolta in quasi mezzo secolo di carriera da regista, non sorprende che qualche volta l'ormai ottantenne Woody Allen scriva i suoi film con il pilota automatico. Eppure - sarà l'ambientazione d'epoca con dominanti ocra date dalla fotografia assai classica di Vittorio Storaro, saranno le impeccabili scenografie, sarà il tono leggero e aggraziato che aleggia su tutto il film, accompagnato dalla voce narrante che imprime un registro ancora più romanzato alla storia, saranno le battute lapidarie che fioccano per un'ora e mezza o la fluidità del racconto - il quarantacinquesimo film di Allen, pur nella sua estrema leggerezza, non manca di elementi gustosi, a partire dalla arguta satira nei confronti dei tipici caratteri ebrei.    

sabato 22 ottobre 2016

Italian Gangsters

anno: 2015   
regia: DE MARIA, RENATO
genere: documentario
con Francesco Sferrazza Papa, Sergio Romano, Aldo Ottobrino, Paolo Mazzarelli, Andrea Di Casa, Luca Micheletti    
location: Italia
voto: 6

I gangster più famosi che hanno insanguinato le strade dì Italia - specialmente quelle del centro-nord - tra gli anni quaranta e gli anni sessanta del Novecento fanno da cartina di tornasole di un'epoca di trasformazioni sociali attraverso un docufiction che monta materiali d'archivio, film di genere (da Di Leo, Bava e Deodato fino ad autori come Petri e Bellocchio) e ricostruzione affidata ad attori poco noti ma tutti di eccezionale bravura. L'operazione che racconta le vicende testosteroniche e al cardiopalmo di Ezio Barbieri, Paolo Casaroli (l'antieroe della mala bolognese già visto al cinema ne La banda Casaroli, di  Vancini), Pietro Cavallero (sul suo caso Lizzani girò Banditi a Milano), Luciano De Maria, Horst Fantazzini (il rapinatore galante che venne interpretato da Stefano Accorsi in Ormai è fatta!, di Enzo Monteleone) e Luciano Lutring, il solista del mitra, ha un indubbio marchio di originalità ma riesce solo a metà: il montaggio trasforma le diverse vicende in un unico blob nel quale i singoli caratteri diventano quasi indistinguibili, i riferimenti cinefili approssimativi e la soluzione di continuità tra fiction e cinegiornali dell'istituto Luce alquanto caduca. Un'occasione in parte sprecata per Renato De Maria, regista costantemente sul filo dell'azzardo - e per questo encomiabile - ma dai risultati alterni, come dimostrano film quali Hotel paura, Paz!, Amatemi e La prima linea.    

venerdì 21 ottobre 2016

Io, Daniel Blake (I, Daniel Blake)

anno: 2016       
regia: LOACH, KEN
genere: drammatico
con Dave Johns, Hayley Squires, Briana Shann, Dylan McKiernan, Natalie Ann Jamieson, Micky McGregor, Colin Coombs, Kate Rutter, Sharon Percy, Kema Sikazwe, Micky McGregor    
location: Regno Unito
voto: 9

Il carpentiere sessantenne di Newcastle Daniel Blake (Johns) ha avuto un serissimo problema al cuore che gli impedisce, almeno momentaneamente, di lavorare. Per lui inizia così una gimcana tra uffici per il sussidio da disoccupazione, test per verificare la sua reale inabilità al lavoro e altre aberrazioni burocratiche che lo fanno entrare in una spirale kafkiana nella quale finisce anche Katie (Squires), giovane madre con due figli a carico, che fatica a sbarcare il lunario.
A 80 anni Ken il rosso continua a sfornare opere di livello sopraffino, toccando, con Io, Daniel Blake, uno dei vertici artistici della sua invidiabilissima carriera di autore. L'occhio sempre attento agli ultimi lo porta stavolta a scoperchiare le mostruosità del potere leviatanico di uno Stato che ha perso qualsiasi forma di protezione e garanzia verso i cittadini ("sono un cittadino: niente di più, niente di meno", è l'epitaffio di Daniel), schiacciandoli sotto il peso di un intollerabile gigantismo burocratico. È l'affresco dolente della povertà 2.0 vista in film come La legge del mercato, Due giorni, una notte, Le nevi del Kilimangiaro, Giorni e nuvole e che ha in Umberto D il suo più illustre antesignano. Un apologo morale sull'inestinguibile dignità di un uomo condannato al martirio della pedanteria, messo in scena con assoluto verismo e la solita, impeccabile direzione degli attori (con Loach, anche i più sconosciuti sembrano fare miracoli).
Se i contenuti del film - Palma d'oro a Cannes - richiedono l'urgenza di vederli proiettati d'obbligo nelle scuole, la forma non è meno sbalorditiva: Loach colpisce per la sua capacità di risultare efficacissimo con il suo cinema essenziale, scarnificato, senza fronzoli né (quasi) colonna sonora, lineare, in perfetto equilibrio tra i toni della commedia dell'assurdo (l'imperdibile dialogo iniziale è tragicamente comico), persino rasente qualche venatura didascalica (lo spiegone sull'immondizia dato al giovane vicino di casa, l'assoluto senso di responsabilità), eppure in grado di arrivare al cuore dello spettatore con una potenza sorprendente, rendendogli quasi impossibile l'impresa di rimanere a ciglio asciutto.