sabato 11 giugno 2016

The Nice Guys

anno: 2016       
regia: BLACK, SHANE
genere: commedia gialla
con Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margaret Qualley, Kim Basinger, Yaya DaCosta, Keith David, Beau Knapp, Ty Simpkins, Yvonne Zima, Rachele Brooke Smith, Lexi Johnson, Jack Kilmer, Maddie Compton, Adriana Karras, Murielle Telio, Gary Weeks, Matthew William Jones, Joanne Spracklen, Christian Noble, Gary Wolf, Milo Wesley    
location: Usa
voto: 7

C'è una cosa da sapere su Shane Black, regista di The nice guys, qui alla sua terza prova dietro la macchina da presa dopo Kiss kiss bang bang e Iron man 3: quando fu sommerso da un mare di soldi per avere scritto le sceneggiature di Arma letale, Black si ritirò dal cinema per quasi due decenni. Un po' per l'invidia dei colleghi, un po' per un insolito caso di coscienza morale, di difficilissimo reperimento dalle parti di Hollywood.
In questa occasione ritroviamo il suo cinema dai filamenti tarantiniani con struttura da buddy movie come nei quattro episodi da lui firmati che ebbero Mel Gibson e Danny Glover come protagonisti. Qui la strana coppia, una via di mezzo tra una versione postmoderna di Stanlio e Ollio e Starsky & Hutch, si trova a Los Angeles, nel 1977. L'investigatore privato Holland March (Gosling) e il detective Jackson Hely (Crowe) stanno cercando una ragazza che si chiama Amelia. La sua scomparsa sembra legata alla tragica morte di una diva del porno. Insieme alla figlia ficcanaso di Holland, i due scopriranno che l'intricatissimo caso è connesso con il doppio tentativo di fermare l'avanzata del porno e di promuovere la vendita di automobili in barba a qualsiasi criterio di attenzione per l'ambiente.
Raccontata così, la trama sembra quasi comprensibile, mentre invece è l'aspetto più fragile e pretestuoso di un film scritto benissimo, con dialoghi spumeggianti, battute a raffica e tentazioni splatter. Una detective story a metà strada tra Boogie nights e Vizio di forma in chiave slapstick, con un registro grottesco che non dispiacerebbe ai fratelli Coen.    

Milionari

anno: 2014   
regia: PIVA, ALESSANDRO
genere: gangster
con Francesco Scianna, Valentina Lodovini, Carmine Recano, Francesco di Leva, Salvatore Striano, Gianfranco Gallo, Antonio Zavatteri    
location: Italia
voto: 5,5

Trent'anni di carriera malavitosa - tra gli '80 e il primo decennio del nuovo millennio - di Marcello Cavani detto AlènDelòn (Scianna), padre affettuoso, marito innamorato, affiliato alla camorra più per la vocazione a fare la bella vita che per convinzione. Tra eccidi, vendette, entrate e uscite dal carcere, la sua esistenza si consumerà nel tentativo di affrancarsi dal clan di Secondigliano al quale appartiene.
Al suo quarto film, il salernitano Alessandro Piva - che ci aveva regalato gioielli come LaCapagira ed Henry - firma la sua opera meno riuscita. Siamo di fronte a una versione abborracciata di Gomorra con tentazioni scorsesiane e coppoliane, nella quale scenografie d'epoca e attori convincono, ma la trama non è mai avvincente, le scene d'azione sembrano inserite come riempitivo e la coprotagonista Valentina Lodovini, che si presta anche a una scena di sesso, è puramente decorativa. Forse per queste ragioni gli esercenti hanno tardato a portarlo in sala - dove è rimasto pochissimo - dopo che il film si era affacciato al festival del cinema di Roma.    

venerdì 10 giugno 2016

The double - Doppia identità

anno: 2011       
regia: BRANDT, MICHAEL  
genere: thriller  
con Richard Gere, Topher Grace, Martin Sheen, Tamer Hassan, Stephen Moyer, Chris Marquette, Odette Annable, Stana Katic, Yuri Sardarov, Ivan Fedorov, Ed Kelly, Jeffrey Pierce, Lawrence Gilliard Jr., Mike Kraft, Andy Manning, Randy Flagler, Ella Maltby, Dan Lemieux, Maxfield Lund, Jimmy Ortega, Darcy Leutzinger, Ele Bardha, Nina Kircher, Devin Scillian, Jimmy Rhoades, Hugh Maguire, Jamie Ridge, Sonja Crosby, Nicole Forester, David Shackelford, Isaac Ellis, Matt McColm, Frank Fileti    
location: Usa
voto: 5,5  

Chi è Cassio? Se lo domanda da tempo un giovane agente dell'FBI (Topher Grace), a maggior ragione dopo che un senatore è stato assassinato con il metodo tipico di Cassio: il taglio della gola. Per dare la caccia al fantomatico uomo, viene scomodato un ex agente (Gere) che gli è stato con il fiato sul collo per anni che però è convinto che Cassio sia morto.
Un po' spy-story, un po' thriller con precocissimo smascheramento della vera identità di Cassio ma giocato fino alla fine sul tema del doppio, il film dell'esordiente Michael Brandt (già sceneggiatore, tra gli altri, di Quel treno per Yuma) è girato con molto mestiere e sfrutta in maniera convincente l'assunto della doppia identità del titolo, con sorpresa in sottofinale e una sottotrama che non ti aspetti sul tema della vendetta. Azione, scazzottate e inseguimenti rispettano il canovaccio del cinema di genere senza troppe pretese. Sullo sfondo, lo spettro di una nuova Guerra Fredda.    

giovedì 9 giugno 2016

Now You See Me 2 - I maghi del crimine

anno: 2016       
regia: CHU, JON M.  
genere: thriller  
con Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Lizzy Caplan, Dave Franco, Morgan Freeman, Daniel Radcliffe, Jay Chou, Michael Caine, Sanaa Lathan, Tsai Chin, David Warshofsky, Henry Lloyd Hughes, Justine Wachsberger, Richard Laing, Martin Delaney, Brick Patrick, Zach Gregory, Jem Wilner, Ben Lamb, Michael Cooke    
location: Cina, Regno Unito, Usa
voto: 4,5  

Al suo secondo capitolo, la vicenda dei quattro maghi cavalieri tratti dalla fantasia di Boaz Yakin ed Edward Ricourt fa registrare un doppio avvicendamento: quello della protagonista femminile (esce Mélanie Laurent ed entra Lizzy Caplan) e quello in cabina di regia, con Jon M. Chu al posto di Louis Leterrier. In più, colloca nel ruolo del cattivissimo l'ex maghetto per antonomasia, quel Daniel Radcliffe già interprete di tanti Harry Potter. Il ragazzo, figliastro del magnate interpretato da Michael Caine, è convinto della superiorità della scienza sulla magia e vuole mettere le mani su un microchip capace di violare qualsiasi computer del pianeta. Per questo rapisce i quattro costringendo l'agente dell'FBI che li appoggia (Ruffalo) a cercarli fino a Macao.
Se l'episodio precedente funzionava anche per il doppio livello di lettura possibile (la dialettica tra apparenza e realtà ma anche la vendetta), questo sembra preoccuparsi unicamente di disseminare effetti speciali e colpi di scena a ripetizione, scordandosi di raccordarli in fase di sceneggiatura. Ne esce un film totalmente rapsodico, con una trama a groviera pretestuosa infarcita da passaggi inspiegabili e montaggio nevrastenico che dopo due ore stancherebbero anche il più fanatico ammiratore di fuochi d'artificio ed effetti speciali, curati dal notissimo mago David Copperfield.    

venerdì 3 giugno 2016

The 33 (Los 33)

anno: 2015       
regia: RIGGEN, PATRICIA
genere: dramma catastrofico
con Antonio Banderas, Juliette Binoche, Lou Diamond Phillips, Rodrigo Santoro, Gabriel Byrne, James Brolin, Tenoch Huerta, Jorge Diaz, Marco Treviño, Fernanda Ramírez, Angela Reyes, Trinidad González, Adriana Barraza, Alejandro Goic, Jacob Vargas, Oscar Nuñez, Juan Pablo Raba, Naomi Scott, Bob Gunton, Cote de Pablo, Kate del Castillo, Mario Casas, Tim Wilcox, Leonardo Farkas, Anderson Cooper, Mario Kreutzberger    
location: Cile
voto: 3,5

Nel 2010 33 minatori cileni rimasero intrappolati a più di 700 metri di profondità a seguito del crollo di una parete della montagna nella quale stavano lavorando per cercare oro e rame. A dispetto delle pressanti richieste dell'opinione pubblica e dei parenti, dapprima il governo - sulla scorta di precedenti evidenze statistiche (il prologo ci informa che ogni anno nel mondo muoiono in media 12000 minatori) - pensò che il loro destino fosse segnato. Ma il pervicace Ministro delle miniere fece arrivare esperti dal Canada e dagli Stati Uniti e i 33, dopo ben 69 giorni di resistenza, tornarono a vedere finalmente la luce del sole.
Disaster movie talmente appiccicaticcio e obsoleto che gli esercenti hanno deciso di non distribuirlo neppure nelle sale ma di passarlo direttamente in dvd, nonostante un cast di primo piano (Antonio Banderas, Juliette Binoche, Gabriel Byrne, James Brolin) con prestazioni sotto il livello di guardia e fisionomie lontanissime da quelle cilene. La struttura è infatti la solita: prologo che passa in rassegna i protagonisti e le loro più o meno felici vite private; catastrofe; inevitabili dissapori nella situazione estrema in cui i sopravvissuti sono costretti a vivere; happy end. Ce ne sarebbe abbastanza per aggiornare la Morfologia della fiaba di Propp, se non fosse che alla banalità del racconto e alla pochezza della messa in scena si aggiungono tutti i cliché di contorno: gli speculatori, gli affetti ritrovati, l'uso propagandistico della vicenda e persino la musica andina con tanto di flauto di pan. Come avevano già dimostrato San Adreas, Into the storm, Everest, Poseidon e World Trade Center, sembra che da una decina d'anni a questa parte il genere catastrofico sia veramente arrivato alla canna del gas.    

mercoledì 1 giugno 2016

S Is for Stanley - Trent'anni dietro al volante per Stanley Kubrick

anno: 2015       
regia: INFASCELLI, ALEX 
genere: documentario 
con Emilio D'Alessandro, Janette Woolmore, Alex Infascelli 
location: Italia, Regno Unito
voto: 5 

Contadino, poi tuttofare, infine pilota di automobili nella categoria Ford, in un terribile giorno di neve Emilio D'Alessandro, ingaggiato da una compagnia privata di taxi londinese, deve recapitare la scultura di un fallo gigante a casa di un regista folle e visionario. "Piacere, Stanley Kubrick". E lui: "Piacere, Emilio D'Alessandro". Ignaro della statura del personaggio che aveva davanti, D'Alessandro da quel giorno divenne l'autista personale di Kubrick e poi suo tuttofare per trent'anni, fino alla morte del regista, avvenuta poco prima che D'Alessandro decidesse di tornare a Cassino.
Il figlio d'arte Alex Infascelli torna dietro la macchina da presa a quasi 10 anni dal precedente H2odio e dopo thriller meno che mediocri come Almost blue e Il siero delle vanità con un film sull'amicizia tra due persone che non avrebbero potuto essere più diverse. Nel riscrivere in maniera inedita la dialettica tra servo e padrone, il documentario pende nettamente dalla parte del secondo mentre sul primo, al quale siamo decisamente più interessati, aggiunge poco, peraltro senza potersi servire di un solo fotogramma delle sue opere: l'ossessione per le regole, i "pizzini" lasciati continuamente con grandissimo garbo al suo tuttofare e contenenti gli ordini più diversi, l'amore per cani e gatti e la difesa indomita della propria vita privata. Opera a budget evidentemente ridottissimo, S is for Stanley si fa più accattivante quando, attraverso cimeli e memorabilia, ci mostra scorci di vita del grandissimo regista, ma è implacabilmente piatto e noioso nel racconto, quasi tutto in lingua inglese, offerto dal protagonista e dalla sua consorte. Nonostante ciò, Infascelli si è guadagnato il Davide di Donatello per il miglior documentario.