mercoledì 16 dicembre 2015

Manhattan

anno: 1979   
regia: ALLEN, WOODY   
genere: commedia   
con Woody Allen, Diane Keaton, Mariel Hemingway, Michael Murphy, Meryl Streep, Anne Byrne, Michael O'Donoghue, Karen Ludwig, Helen Hanft, Bella Abzug, Raymond Serra, John Doumanian, Bill Anthony, Frances Conroy, Mark Linn-Baker, Wallace Shawn, Damion Sheller, David Rasche, Karen Allen, Charles Levin, Kenny Vance, Gary Weis, Tisa Farrow, Victor Truro    
location: Usa
voto: 7,5   

Isaac Davis (Allen) scrive per la televisione, vorrebbe firmare un romanzo ma per il momento è soltanto il personaggio dell'autobiografia rancorosa della sua ex-moglie (Streep), che lo ha lasciato per un'altra mettendone alla berlina i disastri coniugali. Lui ha 42 anni, un figlio piccolo che vede di tanto in tanto e la sua ragazza (Hemingway) è una minorenne che va ancora a scuola. Decide di rompere con lei quando conosce Mary (Keaton), intellettuale sciroccata che è l'amante di Yale (Murphy), il suo migliore amico. Quando questi ultimi due si lasciano, Isaac e Mary si mettono insieme, salvo nuova separazione finché i giochi non ricominciano daccapo.
La Rapsodia in blu di Gershwin, il jazz, le stilettate al vetriolo contro gli intellettuali, l'omaggio neppure troppo velato a Bergman ma soprattutto il tributo, sentitissimo, alla città di New York fanno di Manhattan uno dei film più autobiografici del regista americano. "Uno spleen metropolitano passato alla scuola di Flaubert", come ha scritto Tullio Kezich, serotino ma al tempo stesso inzeppato di battute e stilisticamente perfetto anche grazie allo splendido bianco e nero di Gordon Willis. Eppure il film scritto da Allen con Marshall Brickman, pur essendo passato alla storia del cinema come una pietra miliare del regista ebreo-newyorchese, non ebbe neppure una candidatura agli Oscar.

lunedì 14 dicembre 2015

Irrational man

anno: 2015       
regia: ALLEN, WOODY 
genere: noir 
con Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey, Jamie Blackley, Etsy Aidem, Ethan Phillips, Geoff Schuppert, Nancy Villone, Ben Rosenfield, Gary Wilmes, Sophie von Haselberg, Susan Pourfar, Kate Flanagan, Alex Dunn, David Aaron Baker, Michael Goldsmith, Meredith Hagner, Kate McGonigle, Brigette Lundy-Paine, Tamara Hickey, Robert Petkoff    
location: Usa
voto: 7    

Abe Lucas (Phoenix), professore di filosofia carismatico, anticonformista, nichilista e autodistruttivo, sembra avere perso completamente il gusto di vivere. Lo ritrova accidentalmente quando decide di uccidere un giudice che sta perseguitando una povera ragazza madre, della quale ha origliato casualmente una conversazione in una tavola calda. Tra lui e la vittima non c'è alcun legame, né tanto meno esiste un movente. Soltanto così, nella convinzione di poter realizzare il delitto perfetto, il professor Lucas ritroverà il gusto di vivere.
Allen, che torna al suo meglio dai tempi di Basta che funzioni, propone nuovamente un tema a lui caro, quello del fondamento della morale, portandolo alle estreme conseguenze come già aveva fatto in Crimini e misfatti e, soprattutto, Match point. Muovendosi tra Nietzsche, Kierkgaard e la sbandierata infondatezza dell'etica kantiana più volte richiamata dal protagonista nel film, Allen firma un'opera a metà strada tra noir e commedia nera, tenendo saldo il riferimento alla dialettica tra delitto e castigo, al ruolo del caso nelle nostre esistenze, all'irrazionalità dell'essere umano nell'assurdità teleologica dell'esistenza e alla vacuità dei principi etici.     

domenica 13 dicembre 2015

La isla mínima

anno: 2014       
regia: RODRIGUEZ, ALBERTO   
genere: giallo
con Javier Gutiérrez, Raúl Arévalo, María Varod, Perico Cervantes, Jesús Ortiz, Jesús Carroza, Salva Reina, Antonio de la Torre, Nerea Barros, Ana Tomeno, Paula Palacios, Claudia Ubreva, Lucía Arias, Chelo Castro, Jesús Castro, Lola Páez, Paco Inestrosa, Ángela Vega, Julián Candón, Jorge Amat, Laura López, Cyntia Suano, Juan Carlos Villanueva, Josemi Rodríguez, Manolo Solo, Miguel Ángel Díaz, Adelfa Calvo, Francisco García, Javier Berger, Pedro Lanzas, Beatriz Cotobal, Mercedes León, Juan Carlos Montilla, Abel Mora, Gonzalo Trujillo, Nacho Fortes, Antonio Álvarez, Manuel Rodríguez, Álex Peña, Alberto González, Manuel Salas    
location: Spagna
voto: 5    

Nella Spagna post-franchista del 1980, in un paese della provincia andalusa, due ragazze vengono trovate morte dopo essere state seviziate. Due poliziotti di diverso orientamento politico indagano sul caso, tra sospetti a tutto campo, l'omertà degli autoctoni e gli scheletri nell'armadio nascosti anche da chi è colpito affettivamente dalla vicenda.
Vincitore di ben 10 premi Goya (gli oscar spagnoli) in patria, La isla minima è un giallo farraginoso, cupo, avvitato sulla ricerca affannosa del (o dei) colpevoli ma che ha il merito di utilizzare il cinema di genere per mettere in scena i residui del terrore seminato dalla dittatura franchista: poliziotti dal passato oscuro, giovani timorosi di nuove repressioni, goffe sfide al potere.    

venerdì 11 dicembre 2015

Perfect Day (A Perfect Day)

anno: 2015       
regia: DE ARANOA, FERNANDO LEÒN
genere: grottesco
con Benicio Del Toro, Tim Robbins, Melanie Thierry, Olga Kurylenko, Fedja Stukan, Frank Feys, Antonio Franic, Eldar Residovic, Sergi López    
location: Bosnia
voto: 7,5

1995, da qualche parte nei Balcani (come recita la didascalia). Nelle 24 ore in cui si articola il racconto, gli operatori umanitari di una ONG chiamata Aid across borders ha il compito di estrarre un cadavere pesantissimo da un pozzo che rappresenta l'unica risorsa idrica di una popolazione bosniaca già stremata da una guerra fratricida. All'uopo serve una corda e quella che sembra un'operazione ordinaria si tramuta in un'impresa irta di difficoltà, tra strade minate, l'ottusità dei casci blu dell'ONU, la diffidenza degli autoctoni, gli attriti tra popolazioni confinanti, gli imprevisti e le scaramucce interne al quintetto protagonista: un operatore pragmatico e sottaniere (Del Toro, strepitoso), un altro dotato di un enorme talento comico (Robbins), un interprete (Stukan), una scienziata novellina (Thierry) e una con compiti direttivi (Kurylenko, presenza puramente decorativa).
Terzo film giunto in Italia di Fernando León de Aranoa (il suo primo in lingua inglese), Perfect day è anche il suo lavoro migliore. In esso il regista madrileno conferma la sua vocazione nei confronti di un cinema impegnato capace di guardare con ironia alle grandi tragedie umane e sociali: la disoccupazione (I lunedì al sole), la prostituzione (Princesas) e, in questa occasione, la guerra. Siamo in un dramedy dalle parti di Essere o non essere, M.A.S.H., Train de vie, Amore e guerra, La grande guerra o La vita è un miracolo, con un insuperabile mix di toni drammatici alternati a battute fulminanti che sembrano voler esorcizzare la paura e divagazioni ai limiti del grottesco. Certamente il miglior film sul conflitto che ha insanguinato la ex-Jugoslavia (tra gli altri, vanno ricordati Il carniere, The peacemaker, Venuto al mondo), capace di stilettate di assoluta pertinenza all'indirizzo dell'indomabile idiozia dei militari e della burocrazia internazionale, tutta protocolli e cavilli da leguleio.    

giovedì 10 dicembre 2015

Celebrity

anno: 1998   
regia: ALLEN, WOODY   
genere: commedia   
con Kenneth Branagh, Judy Davis, Hank Azaria, Joe Mantegna, Winona Ryder, Charlize Theron, Leonardo DiCaprio, Melanie Griffith, Famke Janssen, Michael Lerner, Bebe Neuwirth, Dylan Baker, Kate Burton, Patti D'Abranville, Karen Duffy, Ned Eisenberg, Monique Fowler, Andre Gregory, Allison Janney. Debra Messing, Isaac MIzhray, Gretchen Moll, Greg Mottola, Larry Pine, Steven Randazzo, Sam Rockwell, Aida Turturro, Celia Weston, Jeffrey Wright    
location: Usa
voto: 6,5   

Un giornalista sottaniere (Branagh) che bazzica il jet set della televisione, della moda e del cinema pianta in asso sua moglie (Davis) - che nel frattempo ingaggia una relazione con un produttore televisivo (Mantegna) - per addentrarsi in avventure accidentatissime con una modella da sturbo (Theron) e un paio d'attrici in ascesa. Nel frattempo, l'uomo sta faticosamente tentando di concludere il suo nuovo romanzo.
Sembra un film di Altman con frecciate al curaro nei confronti del mondo delle celebrità. E ce n'è per tutti: i giornalisti, i media, la religione, le rockstar, i chirurghi plastici e, ovviamente, gli intellettuali. Fotografato col il raffinato bianco e nero di Sven Nykvist, si tratta di uno dei film più affollati, veloci e tachilalici di Allen, il quale consegna a Kenneth Branagh il suo alter ego di imbranato opportunista in un mondo popolato da squali, nevrotici (insuperabile il siparietto di un giovane DiCaprio), depressi, tossici. Ma è anche il film più sensuale del regista newyorchese, con un paio di scene ad alto tasso erotico che trovano Charlize Theron e Melanie Griffith come protagoniste. Ma il pezzo migliore spetta a Judy Davis, docente abbandonata e poi diventata una star del giornalismo televisivo. Quando va a lezioni di fellatio con l'intento di fare felice il suo nuovo compagno, la sua insegnante le domanda, preliminarmente: "A cosa pensi quando lo fai?". E lei: "Alla crocifissione".    

mercoledì 9 dicembre 2015

Mon Roi - Il mio re

anno: 2015       
regia: LE BESCO, MAIWEEN  
genere: sentimentale  
con Vincent Cassel, Emmanuelle Bercot, Louis Garrel, Ludovic Berthillot, Camille Cottin, Félix Bossuet  
location: Francia
voto: 8  

Lui (Cassel) è vitale, divertente, creativo, egocentrico, ha un sacco di amici e altrettanti debiti, è prepotente, fa uso di droghe e ha collezionato molte donne. Insomma, è "il re degli stronzi", come afferma con malcelata autoironia. Lei (Emmanuelle Bercot, premio per la miglior interpretazione femminile a Cannes, ex-aequo con Rooney Mara) è una avvocatessa di discreto successo, ha i piedi per terra e frequenta soltanto suo fratello (Garrel) e la cognata. Da subito, lui precipita le cose: già dalla prima notte d'amore le dichiara il suo amore, poi le chiede di sposarla e, infine, di dargli un figlio, dopo aver inanellato una serie di trovate sorprendenti fin dall'inizio. Ridono molto, insieme. Poi qualcosa vacilla. Lui ha molte attenzioni per una sua vecchia fiamma, una donna instabile che ha tentato il suicidio. Lei non tollera quella presenza. In un dialogo chiave di una delle molte scene madri di questo film pulsante, diretto benissimo e interpretato alla perfezione lui le domanda: "Ma perché vuoi che io sia come vuoi tu, quando sei venuta da me perché sono esattamente come sono?". Il racconto è costruito alternando flashback e flashforward, con la protagonista che, dopo aver subito un gravissimo infortunio al ginocchio (con tanto di discutibile divagazione in chiave psicologica, connessa alla composizione di jenou, ginocchio, tra "je" e "nous", parola che la psicologa la invita a scomporre e che in italiano funziona malissimo e fa perdere il senso: chissà come avranno fatto gli inglesi con la parola knee…), si trova in un grande centro di riabilitazione per le cure del caso, ripercorrendo le stagioni di quell'amour fou così tormentato.
Maiween Le Besco, qui al secondo film dopo il riuscito Polisse, tocca da una prospettiva femminile il nervo scoperto di molte relazioni uomo-donna, con una versione spiazzante che - in non pochi casi - le è costata un attacco da parte della critica e accuse di filo-maschilismo per le concessioni eccessive al personaggio di Vincent Cassel. Eppure tanto i protagonisti quanto gli altri sono personaggi a tutto tondo, tratteggiati con cura per quanto ultraborghesi,  e il film sembra tutt'altro che un'opera a tesi, bensì il racconto travolgente di un amore impossibile, con tutto il suo carico di separazioni, divorzi, ritorni, il figlio che cresce, gli accessi di follia, con Cupido che continua imperterrito a lanciare le sue frecce.