martedì 8 dicembre 2015

Schneider vs. Bax

anno: 2015   
regia: VAN WARMERDAM, ALEX  
genere: giallo  
con Tom Dewispelaere, Alex van Warmerdam, Maria Kraakman, Gene Bervoets, Annet Malherbe, Pierre Bokma, Henri Garcin, Loes Haverkort, Eva van de Wijdeven, Ali Zijlstra, Mike Reus, Bart Harder    
location: Olanda
voto: 8,5  

Nel giorno del suo compleanno Schneider (Dewispelaere), killer professionista, riceve l'incarico di uccidere lo scrittore Bax (van Warmerdam), che vive in una zona lagunare e acquitrinosa del tipico paesaggio olandese. Nella casa di Bax si presentano però all'improvviso vari personaggi, tra i quali la figlia depressa dell'uomo (Kraakman). Tanto Schneider quanto Bax vengono manovrati con informazioni e depistaggi dall'uomo (Bervoets) che ha assoldato entrambi per una inconsapevole resa dei conti.
Dopo lo strabiliante Il vestito, uno dei film più spiazzanti e innovativi degli anni '90, continua a rimanere un mistero l'ostracismo perpetrato nei confronti di questo originalissimo regista olandese, del quale in Italia viene perpetrato un inspiegabile oscurantismo nei confronti di quasi tutta la sua produzione. Gli elementi del suo cinema - la disgregazione di una comunità nella quale tutti guerreggiano contro tutti, il sesso come arma di conflitto, le perversioni, la droga, il caso e l'errore umano, accenti grotteschi, una visione nichilistica dell'umanità - ci sono ancora una volta tutti in questo giallo ad altissima tensione, diretto con uno stile sobrio senza tuttavia rinunciare alla ricercatezza di alcuni dettagli dell'azione (per esempio, le contromisure che l'astuto Schneider prende per evitare sorprese).    

lunedì 7 dicembre 2015

Ant-Man

anno: 2015       
regia: REED, PEYTON   
genere: fantascienza   
con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Anthony Mackie, Judy Greer, Abby Ryder Fortson, Michael Peña, David Dastmalchian, T.I., Hayley Atwell, Wood Harris, John Slattery, Martin Donovan, Garrett Morris, Gregg Turkington, Rod Hallett, Joe Chrest, Joe Bucaro III, Jean Louisa Kelly, Dax Griffin, Hayley Lovitt, Norma Alvarez, Darcie Isabella Cottrell, Teddy Williams, Carol Anne Watts, Chuck David Willis, Diana Chiritescu, Neko Parham, Onira Tares, Kylen Davis, Zamani Wilder, Jim R. Coleman, Desmond Phillips, Aaron Saxton, Michael A. Cook, Ricki Lander, Rus Blackwell, Johnny Pemberton, Nicholas Barrera, Carlos Aviles, Lyndsi LaRose, Robert Crayton, Ajani Perkins, Jessejames Locorriere, Zack Duhame, Kevin Lacz, Michael Trisler, Daniel Stevens, Alex Chansky, Clay Donahue Fontenot, Michael Jamorski, Casey Pieretti, Antal Kalik, Adam Hart, Reuben Langdon, Todd Schneider, Kevin Buttimer, Anna Akana, Danny Vasquez, Stan Lee, Tom Kenny, Rick Avery, Erik Betts    
location: Usa
voto: 3   

Scott Lang (Rudd), una sorta di Robin Hood informatico, deve aiutare Hank Pym (Douglas), l'inventore di una tuta formidabile, capace di rimpicciolire un uomo alle dimensioni di una formica e al tempo stesso di aumentarne la forza, a evitare che il progetto di Pym venga utilizzato dal suo ex delfino (Stoll) a scopi bellici. Con l'aiuto di formiche che rispondono al richiamo e quello di una banda sgangherata, cercherà di raggiungere l'obiettivo, in attesa di un ulteriore capitolo…
Una delle pagine peggiori dei supereroi Marvel portate al cinema, un film dalla trama scontatissima e con personaggi monodimensionali interpretati da attori inguardabili (anche Michael Douglas ci fa una figura mediocre), al servizio di un fumettone caciarone che scomoda per l'ennesima volta la più vieta e stucchevole retorica sulla famiglia. Con l'unico merito di affondare sul pedale del registro comico, ma comunque inguardabile.    

domenica 6 dicembre 2015

Bisturi, la mafia bianca

anno: 1973   
regia: ZAMPA, LUIGI
genere: drammatico
con Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno, Senta Berger, Claudio Gora, Claudio Nicastro, Tina Lattanzi, Enzo Garinei, Gino Pernice, Antonella Steni, Luciano Salce, Sandro Dori, Ernesto Colli, Ezio Sancrotti, Luciano Rossi, Fausto Tommei, Roberto Bisacco, Tom Felleghy, Giancarlo Cortesi, Carlo Foschi, Pier Luigi Modesti, Gabriella Boccardo, Piera Degli Esposti, Francesco D'Adda, Aldo Vasco, Emilio Marchesini, Giuliana Rivera, Giorgio Sammartino, Federico Scrobogna, Sergio Fiorentini, Bruno Bertocci, Fernando Cerulli, Mario Del Vago, Jimmy il Fenomeno, Gino Pagnani, Imma Piro, Franca Scagnetti    
location: Italia
voto: 8

Appena 3 anni dopo avere diretto Il medico della mutua, pamphlet contro il marcio della sanità in chiave di commedia, Luigi Zampa torna sullo stesso tema con un film sulfureo, durissimo, un atto d'accusa implacabile contro l'immoralità e l'avidità che si nascondono sotto i camici bianchi (non tutti, ovviamente, come tiene a precisare la didascalia finale che chiama in causa il dottor Schweitzer). Campione dell'opportunismo a due facce, una da filantropo disinteressato impegnato nel servizio pubblico, l'altra da bieco calcolatore di parcelle milionarie a carico di pazienti che necessitano di operazioni urgenti da effettuarsi presso la sua clinica privata romana, il professor Daniele Vallotti (Ferzetti) specula sulla salute dei malati fino alla morte (loro), è al soldo dell'industria farmaceutica e si circonda di uno stuolo di lacchè incapaci e adoranti finché serve. Fa eccezione il solo dottor Giordani (Salerno), medico all'apparenza cinico con l'attitudine ad alzare il gomito, ma che annota scrupolosamente tutte le magagne covate in quell'ambiente. È su di lui che si indirizzeranno i sospetti del professor Vallotti in merito alle lettere anonime che ne minano sempre di più la serenità.
Uno dei capolavori di Zampa (insieme a Ladro lui, ladra lei e Anni ruggenti), che regge benissimo l'usura del tempo (era un'epoca talmente lontana che i medici fumavano persino in sala operatoria e le infermiere in abito da suora erano tutte bellissime, unico neo di credibilità del film congiuntamente alla breve divagazione da fotoromanzo nella casta scena d'amore tra Senta Berger ed Enrico Maria Salerno, straordinario come sempre), ci mostra l'efferatezza di comportamenti perpetrati al solo scopo di lucro: pazienti operati come fossero alla catena di montaggio, uccisi per reciproche rivalse, affossati economicamente da richieste insostenibili. Un film da vedere e rivedere, alla luce del fatto che, all'epoca, uno stato sociale quanto meno esisteva…

sabato 5 dicembre 2015

Heart of the sea - Le origini di Moby Dick (In the Heart of the Sea)

anno: 2015       
regia: HOWARD, RON
genere: avventura
con Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy, Tom Holland (II), Ben Whishaw, Brendan Gleeson, Michelle Fairley, Charlotte Riley, Paul Anderson, Edward Ashley, Gary Beadle, Sam Keeley, Osy Ikhile, Joseph Mawle, Frank Dillane, Jordi Mollà, Martin Wilde, Andy Wareham, Jamie Sives, Donald Sumpter, Morgan Chetcuti, Brooke Dimmock, Luca Tosi, Nick Tabone, Sarah Counsell, Frans Huber    
location: Ecuador, Perù, Usa
voto: 7

Dopo avere saccheggiato per decenni l'idea del sequel allo scopo di ribadire i successi al botteghino, dal cilindro dei produttori - a partire dalla fine degli anni '90 - è uscita l'idea del prequel: da quelli horror come Non aprite quella porta - L'inizio, Alien e Insidious 3 - L'inizio, al genere fantastico (Il signore degli anelli, Batman begins, L'alba del pianeta delle scimmie) o avventuroso (Robin Hood). Heart of sea appartiene a quest'ultimo genere ed è anche uno dei più riusciti. Partendo dal romanzo di Nathaniel Philbrick, Ron Howard mette in scena la genesi del racconto autobiografico che, a metà ottocento, l'unico superstite della baleniera Essex (Gleeson) mette a disposizione, non senza recalcitranza, a un giovane Herman Melville (Whishaw), che da lì a breve avrebbe dato alle stampe Mody Dick, il suo capolavoro. È la storia di un capitano di alto lignaggio (Walker), arrogante e alle prime armi, e del suo primo ufficiale (Hemsworth), ambizioso ed esperto uomo di mare di umili natali. Le schermaglie tra i due generano comportamenti imprudenti sicché, passato Capo Horn e lasciato alle spalle l'Atlantico, in pieno Pacifico l'equipaggio viene attaccato da una gigantesco capodoglio bianco, che fa a pezzi la nave e disperde il poco olio di balena raccolto fino a quel momento. Il resto è la storia tragica di un naufragio durato mesi e segnato da ogni difficoltà e dall'abomino del cannibalismo.
Portentosa messa in scena, effetti speciali iperrealisti e altamente spettacolari (peccato che i naufraghi non perdano un solo etto di peso), uso forse eccessivamente spinto del grandangolo a servizio del massimo potenziamento possibile del 3D costituiscono la cifra con la quale Ron Howard licenzia un film d'avventura che risalta i toni dell'epica moderna e getta un occhio alle follie alle quali l'uomo occidentale era disposto pur di assicurarsi profitto e comodità: un contenuto che costituisce il vero valore aggiunto di un blockbuster da brivido, anche se con qualche lungaggine di troppo (specialmente nella prima parte), comunque superiore a opere simili come Master & Commander o L'albatross.
Da ricordare i due precedenti tratti dal celeberrimo rimanzo di Melville: Moby Dick la balena bianca, del 1956, diretto da John Huston e Moby Dick, di Frank Roddam, del 1998: entrambi con la presenza di Gregory Peck.    

venerdì 4 dicembre 2015

Woody (Woody Allen: A Documentary)

anno: 2011   
regia: WEIDE, ROBERT B.  
genere: documentario  
con Woody Allen, Letty Aronson, Marshall Brickman, Josh Brolin, Dick Cavett, Penélope Cruz, John Cusack, Larry David, F.X. Feeney, Robert Greenhut, Mariel Hemingway, Charles H. Joffe, Scarlett Johansson, Julie Kavner, Diane Keaton, Nettie Konigsberg, Martin Landau, Louise Lasser, Robert Lauder, Eric Lax, Leonard Maltin, Douglas McGrath, Sean Penn, Tony Roberts, Chris Rock, Jack Rollins, Richard Schickel, Martin Scorsese, Mira Sorvino, Stephen Tenenbaum, Naomi Watts, Fred Weintraub, Dianne Wiest, Gordon Willis, Owen Wilson, Tom Brokaw, Sid Caesar, John Daly, David Frost, Ruth Gordon, Bryant Gumbel, Gina Lollobrigida, Derek Nimmo, Soon-Yi Previn    
location: Usa
voto: 7  

Lui è un ometto piccolo e anche piuttosto timido, con gli occhiali e un indomabile senso dell'ironia. Ma è anche uno dei registi più significativi e prolifici d'America, amatissimo in Europa e ambito da attori di mezzo mondo che farebbero carte false per avere una parte con lui. All'anagrafe fa Allan Stewart Königsberg, ma Woody Allen è il nome d'arte che gli venne suggerito nei primi tempi della sua attività di umorista, quando dalle quinte dei palcoscenici, e dopo avere iniziato giovanissimo, quindici-sedicenne, a scrivere battute per periodici e comici, passò - non senza enormi esitazioni - sulla ribalta. Finché, dopo avere divorato migliaia di film e avere odiato la scuola, non decise di mettersi anche dietro la macchina da presa. Il documentario di Robert Weide è già il secondo dedicato al grande regista ebreo-newyorchese (il primo, diretto da Richard Schickel, si intitola Woody Allen: a life in film e risale al 2002) ed è un prodotto che non ha alcuna pretesa peculiare se non quella di offrire uno spaccato davvero completo dell'arte di Woody Allen. E lo fa ricorrendo al corredo consueto di interviste realizzate con chi ha lavorato con lui (manca Mia Farrow, ma non è una sorpresa), moltissimo materiale dai suoi film, citati quasi tutti, che chiarisce le relazioni tra creazione artistica e psicologia del suo inventore, con ampi e dichiarati debiti nei confronti di Bergman e Fellini. Da questo florilegio completissimo, benché didascalico, grazie al quale chiunque - dal neofita all'esperto alleniano - può farsi un'idea nitida della sua produzione cinematografica, emergono aneddoti, annotazioni dalla sua vita privata, memorie, riflessioni filosofiche. L'uomo che dal principio ha utilizzato sempre la stessa macchina da scrivere per i 40 film realizzati fino all'uscita di questo documentario, ha avuto muse insuperabili in Diane Keaton e Mia Farrow, un'alleata fedele come l'inseparabile sorella, momenti terribili come quello in cui il matrimonio con quest'ultima andò in pezzi dopo che la donna scoprì la relazione con la sua figliastra Soon Yi Previn durante le riprese, curiosa coincidenza, di Mariti e mogli ma anche gratificazioni enormi, premi Oscar, successi planetari come Manhattan e Midnight in Paris, cadute rovinose come in occasione di Stardust memories, passioni inarginabili come quella del clarinettista in una jazz band. Ma è rimasto sempre in piedi, infaticabile, a girare un film dopo l'altro, nella convinzione che, alla lunga, la quantità premi.    

mercoledì 2 dicembre 2015

Il segreto dei suoi occhi (Secret in Their Eyes)

anno: 2015       
regia: RAY, BILLY
genere: giallo
con Chiwetel Ejiofor, Julia Roberts, Nicole Kidman, Dean Norris, Lyndon Smith, Michael Kelly, Joe Cole, Zoe Graham, Mark Famiglietti, Don Harvey, Ross Partridge, Patrick Davis, Alessandro Cuomo, Kim Yarbrough, Eileen Fogarty, Amir Malaklou    
location: Usa
voto: 6

Nella Los Angeles impaurita del dopo 11 settembre viene trovata una ragazza che è la figlia di una agente di polizia (una Julia Roberts mai tanto brutta e invecchiata). Il responsabile dell'omicidio è un ragazzo (Cole) infiltrato da un funzionario della Polizia (Kelly) in una moschea, e ritenuto per questo intoccabile. Un amico della madre della vittima (Ejiofor), dopo avere tentato ogni via legale, tredici anni più tardi crede di poter riaprire il caso giudiziario avendo trovato negli schedari crackati della polizia penitenziaria il nuovo profilo dell'assassino. Ma i poteri forti governativi, il doppiogiochismo di una giudice (Kidman) e le omissioni della madre della vittima gli renderanno assai difficile il compito, che avrà un esito inaspettato.
Remake, a soli cinque anni dall'originale, del film premio Oscar diretto dall'Argentino Campanella. L'azione si sposta di tempo e di luogo, il titolo perde completamente di senso, la quota di violenza cresce e il tasso di recitazione diminuisce in maniera abissale, con la Kidman imprigionata nell'immobilismo del botulino e la Roberts monodimensionale. Tirata per le lunghe, con nessi poco credibili e buchi di sceneggiatura, l'opera terza diretta da Billy Ray - che all'attivo aveva due buone prove di genere, L'inventore di favole e Breach - si dimostra superflua e fa rimpiangere l'originale.