domenica 27 ottobre 2013

Buffalo girls

anno: 2012       
regia: KELLSTEIN, TODD 
genere: documentario 
con Stam Sor Con Lek, Pet Chor Chanachai, Jid, Lek, Walee Niyom, Nong, Torn 
location: Thailandia
voto: 3

In Thailandia, famiglie poverissime mandano le loro piccole figlie - ragazzine tra gli otto e i dieci anni - a combattere la violentissima boxe thailandese, dietro la quale gravita un consistente giro di scommesse. Impermeabili ai danni che questo sport può provocare a corpi così piccoli e fragili (le due protagoniste pesano intorno alla ventina di chili), le famiglie sperano di poter uscire dalla povertà grazie ai successi che le bambine possono raggiungere.
Il documentario di Todd Kellstein, pur nel suo encomiabile intento di denuncia, manifesta un livello talmente dilettantistico da lasciar naufragare qualsiasi buona intenzione. Lo schema narrativo è retorico e ripetitivo, la vicenda si avvita intorno a un'alternanza di spezzoni di interviste, combattimenti sul ring e scene di ordinario degrado quotidiano in un loop talmente ossessivo che l'intera operazione non può far altro che annoiare.    

sabato 26 ottobre 2013

Cose nostre - Malavita (The Family)

anno: 2013       
regia: BESSON, LUC
genere: commedia nera
con Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Dianna Agron, John D'Leo, Tommy Lee Jones, Jimmy Palumbo, Domenick Lombardozzi, Stan Carp, Vincent Pastore, Jon Freda, Michael J. Panichelli Jr., Paul Borghese, Anthony Desio, Ted Arcidi, David Belle, Raymond Franza, Barbara Bolotner, Jan Hammenecker, Paulette Frantz, Claudine Acs, Christopher Craig, Cédric Zimmerlin, Tonio Descanvelle, Christophe Kourotchkine, Dominique Serrand, Serge Tranvouez, Caroline Arrouas, Sophie Froissard, Patrick Sueur, Régis Royer, Michel Aymard, Florent Guyot, Matthew Luret, Laurent Claret, Chloé Oliver, Françoise Gazio, Sissi Duparc, Mario Pecqueur, Bernadette Paviot, Christophe Reymond, Bruno Fleury, Abigail Boucher, Leslie Menu, Jacques Fontanel, Xavier Brossard, Nicolas Wanczycki, Jean-Claude Bohbote, Gaëlle Jeantet, Oisin Stack, Annie Mercier, Florence Muller, Jonas Bloquet, Simon Krel, Martin Goutry, Rebecca Shang, Victoire Du Bois, Jérémy Jean, Côme Levin, Camille Gigot, Vincent Claude, Robin Rafoni, Jimmy Loehler, Maïté Blanco, Léo-Paul Salmain, Bruno Cadillon, Catherine Schaub-Abkarian, Charles Derondel, Alexandre Piot, Tom Hudson, Solal Forte, Jim Schachmes, Frédéric Dockès, Raphaël Boshart, Terron Jones, Cortez Nance, Dominic Chianese, Louis Arcella, Thierry Pietra, Steven Lyon, Kresh Novakovic, Marie-Anne Mestre, Paul Bandey, Peter Hudson, Alain Barbier, Marie Guillard, Alice Allwright, Lorenzo Montalbanc, Samira Sedira, Moussa Maaskri, Mour, Abdelaziz Doukali, Joseph Perrino, Anthony Mangano, Vincent Riviezzo, Lou Patane, Steven Randazzo, Steven Rattazzi, Gino Cafarelli, Anthoula Katsimatides, Elba Sette-Camara, Ricardo Cordero, Mike Bocchetti, Dave Bobb, Kevin Kolack, Mark E. Phillips, Dante Bruzzese, Patrick Médioni, David Salles, François Rabette, Giovanni Cirfiera, Nathan Rippy, Emmanuelle Moreau, Dan Cade, Virginia Di Leo, Charles Di Leo, Stosh Zona, Peter Falcetti, Matthew L. Imparato
location: Francia, Usa
voto: 5

Giovanni Manzoni, alias Fred Blake (De Niro), sua moglie (Pfeiffer) e i suoi due figli sono oggetti di un programma di protezione testimoni che dopo tanto girovagare li fa approdare in Normandia. Qui i quattro non si risparmiano nel replicare i metodi mafiosi che usavano negli Stati Uniti: botte da orbi, esplosioni, bullismo a scuola e amenità di altro tipo. Ma il caso vuole che i boss mafiosi che li vogliono morti scoprano del tutto accidentalmente dove i quattro sono nascosti.
Besson, con la produzione esecutiva di Martin Scorsese (esplicitamente citato nel film in una delle scene migliori, nella quale De Niro si improvvisa commentatore di Quei bravi ragazzi in un cineclub) firma una commedia nera tratta dal romanzo di Tonino Benacquista che assembla le iperboli di Leon con quella stessa ironia mordace a cui proprio De Niro aveva già dato corpo in Terapia e pallottole, azzeccatissima commedia che, come questa, prendeva in giro la mafia. Confezione impeccabile, ma prodotto prevedibilissimo.    

venerdì 25 ottobre 2013

Cani sciolti (2 Guns)

anno: 2013       
regia: KORMAKUR, BALTASAR
genere: poliziesco
con Denzel Washington, Mark Wahlberg, Paula Patton, Bill Paxton, Fred Ward, James Marsden, Edward James Olmos, Robert John Burke, Greg Sproles, Patrick Fischler, Edgar Arreola, Derek Solorsano, Kyle Russell Clements, Christopher Matthew Cook, Tim Bell, Tait Fletcher, Jesus Jr., Azure Parsons, John McConnell, Jack Landry, Ritchie Montgomery, Ambyr Childers, Robert Larriviere, Lucy Faust, George Wilson, Yohance Myles, Evie Thompson, Samuel Baca-Garcia, Michael Beasley, Christopher Dempsey, Bill Stinchcomb, Mark Adam, David Kency, Gilbert Rosales, Peter Gabb, Jason Kirkpatrick, Tony Sanford, Lucky Johnson, Lindsey G. Smith, Lindsey Gort, Hillel M. Sharman, Aaron Zell, Henry Penzi
location: Messico, Usa
voto: 5

Per incastrare alcuni narcotrafficanti, Bobby Trench (Washington) e Michael Stigman (Wahlberg), uno infiltrato della DEA, l'altro della Marina Militare ciascuno a insaputa dell'altro, inscenano una rapina. Ma il "bottino" è di gran lunga superiore alle aspettative e si scopre che quei soldi appartengono ad alcuni intoccabili che manovrano nella stanza dei bottoni. Sicché i due dovranno vedersela non soltanto con i malviventi che danno loro la caccia, ma con i loro stessi colleghi, gente corrotta, doppiogiochista e agenti della CIA tutt'altro che super partes.
Dopo il riuscito Contraband, l'islandese Kormakur si affida ancora una volta alla prova muscolare di Mark Wahlberg, affiancandogli un Denzel Washington col quale viene fuori il classico buddy-movie basato sulla complementarità dei caratteri. Tratto dal fumetto creato da Steven Grant, tradotto sullo schermo con una netta dominante ocra, Cani sciolti è un western poliziesco che omaggia esplicitamente Chi ucciderà Charley Varrick? (nome della banca e luogo sono gli stessi del film con Walter Matthau), miscelando una buona dose di ironia con le iperboli di violenze che sembrano ricordare più Peckinpah che Tarantino.    

lunedì 21 ottobre 2013

Ebrei a Roma

anno: 2012   
regia: PANNONE, GIANFRANCO
genere: documentario
con David Limentani, Micaela Pavoncello, Giovanni Terracina, Roberto Calò, Leonello Del Monte, Claudio Di Segni, Yael Finzi, Hamos Guetta, Evelina Meghnagi, Alberto Pavoncello, Claudio Procaccia, Daniele Regard, Angelo Sermoneta, Bianca Sonnino, Giancarlo Terracina, Daniele Terracina, Tobia Zevi, Riccardo Di Segni, Riccardo Pacifici, Alberto Funaro, Benchabat Amram
location: Italia
voto: 3

A Roma risiede la più antica comunità ebraica d'Europa. Con l'eccezione degli ebrei di provenienza etiope, che hanno trovato il loro quartier generale nella zona di Piazza Bologna, la comunità è storicamente quasi tutta radunata in quel fazzoletto di terra che sta tra l'isola Tiberina e Largo di Torre Argentina. È qui che il documentarista Gianfranco Pannone, già autore di interessanti approfondimenti sui mali d'Italia (Ma che storia…, Il sol dell'avvenire e Scorie in libertà), ha effettuato gran parte delle riprese e intercettato storie e umori di questi ebrei romani, immortalandone i riti e le abitudini. Tra curiosità urbanistiche e architettoniche (la fontana delle tartarughe ridisegnata dal Bernini), ampi cenni storici (quello noto come ghetto è stato chiuso per circa 350 anni e diventato oggetto del rastrellamento nazista nel 1943) e spigolature onomastiche (i cognomi che provengono dalle città, come Terracina e Sermoneta, o quelli notissimi come Limentani e Meghnagi), il documentario si limita a fornire una svogliata testimonianza in merito al rapporto degli ebrei con la capitale, il loro sentirsi radicati sul territorio, l'importanza del commercio e il rapporto con la terra di Israele. Nell'insieme, uno spaccato di un'oretta che fornisce un'idea appena bozzettistica degli ebrei romani.    

domenica 20 ottobre 2013

Una fragile armonia (A Late Quartet)

anno: 2012       
regia: ZIBERMAN, YARON  
genere: drammatico  
con Catherine Keener, Christopher Walken, Philip Seymour Hoffman, Mark Ivanir, Imogen Poots, Madhur Jaffrey, Liraz Charhi, Wallace Shawn, Pamela Quinn, Brooklyn Parkinson Group, Cristian Puig, Rebeca Tomas, Megan McQuillan, David Redden, Ted Hartley, Stephen Payne, Alyssa Lewis, Attacca String Quartet, Keiko Tokunaga, Luke Fleming, Andrew Yee, Amy Schroeder, Anne Sofie von Otter, Nina Lee  
location: Usa
voto: 5

Proprio quando stanno per celebrare il quarto di secolo di attività concertistica insieme, Robert (Hoffman), Juliette (Keener), Daniel (Ivanir) e Peter (Walken), hanno una brusca battuta d'arresto: alla notizia della malattia di Peter (parkinsonismo, che per un violoncellista non è il massimo), si aggiunge quella della relazione tra Daniel e Alexandra (Poots), che è figlia degli altri due membri del quartetto, e un inutile tradimento da parte di Robert che mina alle fondamenta la tenuta della coppia.
Cinema cameristico tanto quanto lo è la musica (con Beethoven in primissima fila), servito da interpreti che gareggiano non soltanto sui palcoscenici della finzione ma anche per bravura: si rovista tra le intermittenze del cuore delle quattro personalità, i loro egoismi e la loro smania di primeggiare. Nel film d'esordio di Yaron Zilberman tutto è di un'eleganza quasi british, ma anche piuttosto freddino, con un finale commovente che riscatta la carenza di pathos dell'opera.    

mercoledì 16 ottobre 2013

Anni felici

anno: 2013       
regia: LUCHETTI, DANIELE
genere: commedia
con Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Martina Gedeck, Samuel Garofalo, Niccolò Calvagna, Pia Engleberth, Benedetta Buccellato, Angelique Cavallari, Ivan Castiglione, Sylvia De Fanti
location: Francia, Italia
voto: 3

Fidatevi: quando un autore racconta di un regista in crisi che non sa quale film intentarsi o rovista nel baule dei ricordi, non è (quasi) mai un buon segno. Non fa eccezione questo film semi-autobiografico di Daniele Luchetti, regista non proprio prolifico (una decina di film in oltre 25 anni di carriera), che proprio con Anni felici firma, insieme a La settimana della sfinge e Dillo con parole mie, uno dei suoi film meno riusciti.
La porzione di memorie che va in scena è quella del 1974, affidate alla voce off del figlio maggiore ormai cresciuto, il decenne Dario (Garofalo), nel quale si identifica il regista e al quale sarebbe arrivata una cinepresa in Super8 in dono. È l'anno in cui il padre del piccolo protagonista (Rossi Stuart), artista d'avanguardia velleitario e pochissimo ispirato, usava il suo laboratorio più come palestra erotica che come luogo creativo, tra una lezione e l'altra sulla storia dell'arte. Tradimento dopo tradimento, la moglie (Micaela Ramazzotti, che torna a recitare con Kim Rossi Stuart a 4 anni da Questione di cuore) sbotta, fino a cedere alle lusinghe di una gallerista dalle inclinazioni saffiche (Gedeck). A quel punto la coppia scoppia.
Abbandonata da tempo la strada della riflessione sul sociale (I piccoli maestri, La scuola, Arriva la bufera, Il portaborse), Luchetti insiste sul suo cinema da tinello con la quarta opera consecutiva che va a collocare la famiglia al centro della scena. E ancora una volta (con la sola eccezione de La nostra vita) registriamo l'inconsistenza del copione (scritto con Rulli & Petraglia), la pochezza dei contenuti, la superficialità dei caratteri psicologici dei diversi personaggi. La ricostruzione del passato qui si fa caricatura, l'arte d'avanguardia non è diversa né meno ridicola da quella del Sordi alla biennale veneziana nell'episodio di Dove vai in vacanza?, i clichè dell'epoca (con i figli che chiamano i genitori per nome anziché mamma e papà) sanno di precotto e molti personaggi, dalla gallerista ai due figli della coppia (peraltro pessimi interpreti) sono confinati al ruolo di tappezzeria. Ma ancora una volta a dare un minimo di spessore a un'opera del tutto inconsistente contribuisce la prova sovrumana di Kim Rossi Stuart, che si conferma uno dei migliori attori della sua generazione.