domenica 18 marzo 2007

Conoscenza carnale (Carnal knowledge)

anno: 1971   
regia: NICHOLS, MIKE 
genere: erotico 
con Jack Nicholson, Candice Bergen, Arthur Garfunkel, Ann-Margret, Rita Moreno, Cynthia O’Nel, Carol Kane 
location: Usa
voto: 8 

Giunto al suo quarto film e reduce dal successo de Il laureato, il berlinese Mike Nichols porta sullo schermo il soggetto di Jules Feiffer che racconta le vicende parallele di due amici, Sandy (Garfunkel) e Jonathan (Nicholson). Il primo è timido, goffo, conformista; il secondo è un farabutto impenitente, cinico, maschilista, ossessionato dal sesso e pronto anche a tradire l'amico. Tra gli anni dell'università, nei quali ha inizio il racconto (siamo nei '50), e quelli della maturità e della sicurezza economica, la vita di Jonathan sarà tormentata dalla sua ossessione, della quale farà le spese la dolce moglie Bobbie (l'incantenvole e sensualissima svedese Ann-Margret): non gli rimarrà che andare con le prostitute ma anche Sandy sarà destinato a un'insoddisfazione perenne.
Girato in apparente chiave di commedia, Conoscenza carnale è un film amarissimo sulle possibili traiettorie dell'amore, affidato a un linguaggio arditamente boccaccesco per i canoni dell'epoca e ai chiaroscuri di una vicenda sentimentale raccontata a tutto tondo. Ne esce un ritratto crudo e realista di maschi inguaribilmente legati alla loro missione di espugnatori di alcove, impermeabili ai richiami del femminismo che in quegli anni stava facendo la voce grossa.    

venerdì 16 marzo 2007

Easy Rider - Libertà e paura

anno: 1969   
regia: HOPPER, DENNIS 
genere: avventura 
con Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson, Antonio  Mendoza, Phil Spector, Warren Finnerty, Luke Askew, Luana Anders, Sabrina Scharf, Robert Walker Jr., Toni Basil, Karen Black 
location: Usa       
voto: 6,5

Venduta una grossa partita di cocaina e raggranellati un po' di quattrini, Capitan America (Fonda) e Billy (Hopper) si dirigono a bordo delle loro motociclette (dei "chopper", molto in voga negli anni '60) alla volta di New Orleans per assistere al carnevale. Durante il tragitto hanno varie avventure: vengono ospitati in una comune hippy, incontrano in cella uno strano avvocato (Nicholson) che fa discorsi senza senso sui veganiani, alcuni bifolchi li insultano per il loro aspetto, hanno un'esperienza lisergica in un cimitero insieme a qualche ragazza. Finiranno trucidati a colpi di fucile, in un finale memorabile.
Film manifesto della controcultura americana, diretto da Dennis Hopper, prodotto da Peter Fonda e scritto da entrambi, Easy rider è una sorta di western postmoderno in chiave di road movie che mette a fuoco molti cliché della controcultura in voga in quegli anni: il viaggio come metafora, le comuni, gli hippy, la musica rock, il teatro di figura e le droghe. A queste ultime i due autori conferiscono un simbolismo preciso: la cocaina come merce corruttrice, la marijuana come agente socializzante e l'acido come incubo. Al di là di alcune scene memorabili, il film collassa con il passare degli anni: manca una vera sceneggiatura, è spesso lento, sconclusionato, ingenuo e indugia troppo a lungo sui paesaggi.    

domenica 11 marzo 2007

Amistad

anno: 1997   
regia: SPIELBERG, STEVEN  
genere: storico  
con Morgan Freeman, Nigel Hawthorne, Anthony Hopkins, Djimon Hounsou, Matthew McConaughey, Pete Postlethwaite, Anna Paquin, David Paymer, Peter Firth, Harry A. Blackmum, Stellan Skarsgård, Chiwetel Ejiofor, Razaaq Adoti, Tomas Milian  
location: Usa
voto:7,5

Il filo israeliano Spielberg, il filo-repubblicano Spielberg, lo Steven Spielberg sostenitore di George W. Bush è lo stesso regista che con Amistad centra miracolosamente il racconto di un episodio della storia americana, quello che costituirà il preludio alla guerra civile legata alla schiavismo.
Tutto ha inizio nel 1839 a bordo della nave spagnola Amistad con l'insurrezione di una cinquantina di schiavi neri trasportati dalla Sierra Leone a Cuba e da qui destinati agli Stati Uniti d'America. Gli uomini si liberano ma raggiunte le sponde del Nuovo Mondo vengono messi di nuovo in catene e processati. L'abilità di un giovane avvocato (McConaughey), la dedizione alla causa di un antischiavista (Freeman), la fervida intelligenza del più carismatico tra gli uomini in catene (Hounsou) riusciranno a superare il primo giudizio d'appello e quindi, grazie anche alla scaltrezza e la facondia dell'ex presidente USA John Quincy Adams (Hopkins), quello della corte suprema, restituendo i neri alla loro libertà.
Pur con qualche lungaggine, Spielberg riesce a raccontare la tragedia della schiavitù con impressionante chiarezza e senza cadere nella trappola del didascalismo. La contesa sulla proprietà della "merce" (gli schiavi) da parte di una regina di Spagna di appena 11 anni (Isabella II), il tradimento degli ideali dei fondatori della patria a cui Adams-Hopkins si richiama in una performance attoriale che mette in ombra tutti gli altri, i fervori cattolico-perbenisti, l'opportunismo del presidente in carica Martin Van Buren, le teorie naturalistiche sull'origine e la legittimità dello schiavismo sono i tasselli usati da Spielberg per ricostruire il mosaico di una tragedia che lascia ancora i suoi strascichi.    

lunedì 5 marzo 2007

Uno su due

anno: 2007   
regia: CAPPUCCIO, EUGENIO
genere: drammatico
con Fabio Volo, Anita Caprioli, Ninetto Davoli, Giuseppe Battiston, Tresy Taddei, Agostina Belli, Paola Rota, Francesco Crescimone, Pino Calabrese, Luca Martella, Francesco Cerasi, Alberto Basaluzzo, Paola Cerimele, Enrico D'Aureli, Emanuela Spartà, Barbara Corradini, Iryna Salukha, Sara Bagnetti, Maurizio Pompella, Daniele Cascella, Nicoletta Zuccheri, Orfeo Orlando, Sandra Mirkovic, Domenico Lannuti, Alessandra Cortesi, Massimo Molea, Guido Massarelli, Paola Lavini, Valter Corelli, Gionata Corridoni, Rachele Ghersi, Edoardo Ribatto, Giampiero Rappa, Alice Visconti
location: Italia
voto: 8

Lorenzo Maggi (Volo) è un avvocato di Genova che ha largamente superato la trentina, edonista, arrogante, ambizioso e superficiale. Un giorno sviene all'improvviso. Lo ricoverano in ospedale dove deve dividere la stanza con Giovanni (Davoli), un camionista romano chiacchierone e socievole. Dapprima diffidente, Lorenzo rompe il ghiaccio con Giovanni, ne apprende la vicenda personale e, una volta dimesso dall'ospedale in attesa dei risultati della biopsia, decide di partire per l'Umbria alla ricerca della figlia (Taddei) che Giovanni non vede da tempo e che è all'oscuro di tutto.
Dopo le prove incerte de Il caricatore (osannato comunque dalla critica) e Volevo solo dormirle addosso, Eugenio Cappuccio rivela un autentico talento autoriale con un film sussurrato, agrodolce, totalmente privo di retorica, giocato su un registro a mezzi toni che fa da sponda al tema della sofferenza e al centro del quale troviamo ancora una volta un giovane rampante. Senza alcun escamotage didascalico, Uno su due restituisce tangibilmente la sensazione del logorio interiore che vive chi si trova di fronte alla minaccia di un cancro. Il resto della qualità, sbiadita solo da qualche scena strappalacrime, lo fanno gli attori: un Fabio Volo che dopo Casomai, La Febbre e Manuale d'amore 2 conferma misura nella recitazione e capacità espressive. Ma anche i comprimari sono superlativi: Anita Caprioli, in una parte tutto sommato marginale; Giuseppe Battiston, caratterista di prima grandezza; Francesco Crescimone nel ruolo del "professore" e un Ninetto Davoli capace di una prova dolente, sorniona, ispiratissima, e molto lontana da quei personaggi allegri interpretati per Citti e Pisolini. All'attore romano è stato giustamente assegnato il "Premio Lara" come miglior interprete italiano di tutte le sezioni della prima edizione della Festa Internazionale di Roma.    

domenica 4 marzo 2007

Gian Maria Volontè: un attore "contro"

anno: 2004   
regia: ONORATO, VIRGINIA
generedocumentario
con Gian Maria Volontè, Alessandro Haber, Carla Tatò, Carlo Lizzani, Claudio Bonivento, Damiano Damiani, Emidio Greco, Ennio Fantastichino, Erland Josephson, Fausto ferzetti, Felice Laudadio, Francesco Maselli, Francesco Rosi, Gianna Gissi, Gillo Pontecorvo, Giorgio Albertazzi, Giuliano Montaldo, Giuseppe Ferrara, Glauco Onorato, Harvey Keitel, Kathy Marchand, Lou Castel, Marco Belloccio, Margaretha Von Trotta, Marina Cicogna, Marisa Trombetta, Massimo Ghini, Mattia Sbragia, Mauro Berardi, Mimmo Calopresti, Omero Antonutti, Oreste Scalzone, Paola Banelli, Paola Petri, Paolo Taviani, Piera Degli Esposti, Roberto Herlitzka, Theo Anghelopoulos, Ugo Pirro, Vittorio Taviani
location: Italia
voto: 8

Scritto e fortissimamente voluto da Ferruccio Marotti per contro del Centro Teatro Ateneo dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Studio Uno, Gian Maria Volontè - Un attore "contro" è un ritratto a tutto tondo di questo attore immenso, personaggio difficile, scomodo, caparbiamente impegnato politicamente, coautore di molti film, inviso a tanti.
Nato a Milano nel 1933, dopo un'infanzia difficile e poca voglia di studiare, Volontè cominciò a calcare le scene del teatro come cercarobe. Dal teatro passò al cinema, dove conobbe la sua stagione di massima fama tra il 1970 e il 1971, quando - grazie a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e La classe operaia va in Paradiso, entrambi di Elio Petri - vinse l'Oscar per il miglior film straniero e la Palma d'oro a Cannes come migliore attore. Quando alla morte traumatica del padre si aggiunse quella del fratello più giovane, suicidatosi in carcere nel 1977, la vita di Volontè si fece ancora più difficile. La scoperta del cancro, gli anni di esilio dal cinema italiano, tra il 1980 e il 1986, per via delle sue dichiarate posizioni politiche, che lo costrinsero a lavorare spesso all'estero, furono il preludio alle sue ultime apparizioni cinematografiche. Morì sul set di Lo sguardo di Ulisse, nel 1994.
Il documentario, attraverso una miriade di testimonianze e altrettanti aneddoti, lascia emergere il carattere schivo, difficile, solitario, per niente incline all'ipocrisia e capace di un'immersione totale e maniacale nei personaggi interpretati (impedibile la testimonianza di Fantastichini) di questo attore stratosferico al quale giustamente Venezia conferì il Leone d'oro alla carriera.    

sabato 3 marzo 2007

Diario di uno scandalo (Notes on a scandal)

anno: 2007       
regia: EYRE, RICHARD  
genere: drammatico  
con Cate Blanchett, Judi Dench, Bill Nighy, Andrew Simpson, Max Lewis, Juno Temple, Alice Bird, Joanna Scanlan, Tameka Empson, Emma Kennedy, Tom Georgeson, Michael Maloney, Shaun Parkes, Syreeta Kumar, Philip Davis, Anne-Marie Duff, Catherine Drew, Derbhle Crotty, Stephen Kennedy, Jonathan Speer, Miranda Pleasence, Benedict Taylor, Diana Berriman, Jill Baker, Adrian Scarborough, Julia McKenzie, Debra Gillett, Wendy Nottingham, Barry McCarthy, Leon Skinner          
location: Regno Unito
voto:6

Il diario dello scandalo del titolo è quello che Barbara (Dench) redige con ossessiva maniacalità tutte le sere e nel quale annota i piccoli passi compiuti quotidianamente per fare cadere nella sua tela di ragno la giovane Sheba (Blanchett), che insegna materie artistiche nel suo stesso istituto londinese. Sheba ha una relazione clandestina con un ragazzino quindicenne: Barbara lo sa, finge di appoggiarla per poi farla cadere nel baratro della sua stessa solitudine, allontanandola dalla famiglia e lasciandole lei come unico appiglio.
La pagina letteraria del best seller di Zoë Heller, concepita come un diario, si ammanta di atmosfere livide e morbose in confezione patinata, uscendo nelle sale cinematografiche a ridosso di un identico scandalo che ha avuto larga eco sui tabloid britannici e non solo. Il tema dell'amicizia femminile come strumento usato per secondi fini non è nuovo né in letteratura né al cinema, dove vanta illustri precedenti che vanno da Eva contro Eva (Mankiewicz) a Le amiche (Antonioni) e Amori in corso (Giuseppe Bertolucci). Il quid del film di Richard Eyre, a dispetto di una cifra stilisticamente algida, sta nella maiuscola interpretazione delle due protagoniste che si somma a un desiderio di rivalsa contro i privilegi della condizione borghese.