domenica 7 agosto 2011

Nuovomondo - The golden door

anno: 2006   
regia: CRIALESE, EMANUELE 
genere: drammatico 
con Charlotte Gainsbourg, Vincenzo Amato, Aurora Quattrocchi, Francesco Casisa, Filippo Pucillo, Federica de Cola, Isabella Ragonese, Vincent Schiavelli, Massimo Laguardia, Filippo Luna, Ernesto Mahieux 
location: Italia, Usa
voto: 4,5

Quando gli emigranti eravamo noi, stipati dentro le navi, sottoposti al momento dell'approdo a qualsiasi tipo di ispezione e di test, ritenuti inferiori. È il tema di Nuovomondo, il film che Emanuele Crialese ha diretto con uno stile che deve più al documentario antropologico che alla finzione. Al centro della scena c'è una famiglia siciliana di contadini analfabeti che spera di fare fortuna in America. Con loro viaggia una nobildonna inglese decaduta in cerca di dote (Gainsbourg). La trama è sostanzialmente tutta qui: il resto è costituito da riprese interminabili e compiaciute che portano il protagonista sul santuario con un'attesa da oracolo, i contatti in nave e le difficoltà del viaggio, l'orgoglio della madre del protagonista, le visite all'arrivo, i matrimoni combinati. Tutta materia filmica assemblata con indubbio talento visivo - non mancano un paio di scorci onirici - ma che sembra fine a se stessa. Come ha malignamente scritto qualche critico, non senza vederci lungo, i registi come Crialese "non lavorano ma capolavorano".
Vincitore di 3 David di Donatello 2007: migliore scenografia, costumi, effetti speciali visivi.    

venerdì 5 agosto 2011

Paolo Rossi: Serata del disonore

Una giornata particolare

anno: 1977   
regiaa: SCOLA, ETTORE 
genere: drammatico 
con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon, Francois Bard, Nicole Magny, Alessandra Mussolini, Vittorio Guerrieri, Antonio Garibaldi, Tiziano De Persio, Maurizio De Paolantonio, Patrizia Basco 
location: Italia
voto: 10

Lei (una Loren insolitamente in vestaglia e ciabatte) è una donna semplice, madre di 6 figli e moglie di un fanatico del regime. Lui (Matroianni) è un annunciatore radiofonico, un uomo di cultura  epurato dall'Eiar per le tue tendenze omosessuali e antifasciste. Si incontrano per caso, all'interno dello stesso caseggiato al Tuscolano, durante l'ultimo giorno di visita di Hitler a Roma, col dittatore accolto in pompa magna da Mussolini, nel 1938. Tra lui e lei scatta la complicità degli esclusi, in un crescendo che mette la donna nelle condizioni di abbattere una lunga serie di pregiudizi nel giro di poche ore.
Affidandosi alla prestazioni gigantesca di due interpreti superbi, Scola firma uno dei suoi capolavori con un film che svaria tra la cronaca sociale e il melodramma intimista, esaltando tanto la parte emotiva del racconto quanto il ritratto dell'epoca storica. La malvagità del regime diventa visibile tanto a livello macroscopico (la parata grottesca e celebrativa) quanto microscopico (la civetteria maligna della portiera dello stabile) ma l'ulteriore merito del film sta in un copione capace di parlare del passato guardando al presente, che all'epoca era segnato tanto dal movimento femminista quanto dal fronte omosessuale.

martedì 2 agosto 2011

Furia (Fury)

anno: 1936   
regia: LANG, FRITZ
genere: drammatico
con Sylvia Sidney, Spencer Tracy, Walter Abel, Bruce Cabot, Edward Ellis, Walter Brennan, Frank Albertson, George Walcott, Arthur Stone, Morgan Wallace, George Chandler, Roger Gray
location: Usa
voto: 8

Negli anni '30, in occasione dell'offensiva totalitaria scatenata in buona parte dell'occidente, vennero rispolverate le teorie di Gabriel Tarde sul comportamento delle masse e sulle cosiddette leggi dell'imitazione. È su queste che sembra fondarsi lo splendido film di Fritz Lang, ebreo e austriaco costretto all'espatrio, che con Furia - suo primo lungometraggio girato oltreoceano - prova a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se anche il popolo americano fosse stato contagiato dal virus della caccia all'untore, culminato in un linciaggio di massa. Lo fa attaverso la storia di un uomo esemplare (Tracy), finito in gattabuia per un disguido, alla quale la folla inferocita attribuisce il rapimento di una bambina. L'uomo si salva miracolosamente dal linciaggio, viene creduto morto e, alla maniera di Montecristo, medita una vendetta. Finale degno di Frank Capra.
Con un plot narrativo d'alta scuola, una capacità invidiabile di creare una climax che si carica di suspense a mano a mano che il film procede e una tenuta ferrea in chiave di sceneggiatura, Furia confermò al pubblico americano le eccezionali doti d'autore di Lang, che di lì a poco avrebbe firmato capolavori come Duello mortale, La donna del ritratto e La strada scarlatta.

domenica 31 luglio 2011

Qualunquemente

anno: 2011   
regia: MANFREDONIA, GIULIO
genere: commedia
con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Mario Cordova, Luigi Maria Burruano, Alfonso Postiglione, Veronica Da Silva, Salvatore Cantalupo, Asia Ndiaye, Antonio Gerardi, Massimo Cagnina, Maurizio Comito, Manfredi S. Perrotta, Liliana Vitale, Massimo De Lorenzo, Antonio Fulfaro, Sebastiano Vinci
location: Italia
voto: 1

Quando la realtà supera la fantasia c'è ben poco da ridere. Arriva fuori tempo massimo di oltre cinquant'anni questa fiacchissima commedia scritta e voluta da Antonio Albanese, che ha portato sul grande schermo Cetto La Qualunque, uno dei suoi personaggi televisivi di successo, affidandosi alla regia di Giulio Manfredonia. Con Qualunquemente il regista romano ha certamente rafforzato il proprio conto in banca indebolendo al tempo stesso il suo curriculum dopo le ottime prove di Se fossi in te e Si può fare. Bruciato dal nascere persino da film dei primi anni '60 come Gli onorevoli, con Totò diretto da Sergio Corbucci, Qualunquemente rispolvera la ridda di luoghi comuni, tutti fondatissimi, sui politicanti arraffoni e senza scrupoli, per raccontare l'irresistibile ascesa in un paese della Calabria di Cetto e del suo partito du pilu, che dell'illegalità, dell'abusivismo, del clientelismo e del familismo fa la sua bandiera in campagna elettorale. Non una sola battuta che strappi la risata, non una scena che non sappia di una scialba scimmiottatura di quanto i nostri politici vanno facendo nel Belpaese. Uno va al cinema per ridere ma non gli resta che piangere: tanto per le condizioni in cui versa la politica italiana, quanto per il livello del nostro cinema che sfonda al botteghino e per l'insulsaggine della satira politica. Meno mane che Sabina Guzzanti esiste…    

sabato 30 luglio 2011

Lezioni di cioccolato

anno: 2007   
regia: CUPELLINI, CLAUDIO
genere: commedia
con Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Neri Marcorè, Carlo Gabardini, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Ivano Marescotti, Marco Marzocca, Regina Orioli, Walter Corelli, Francesco Lagi
location: Italia
voto: 5

In Italia certi temi serissimi come la sicurezza sul lavoro o li tratti in chiave da commedia o è meglio che li lasci perdere perché tanto nessuno li va a vedere. Non fa eccezione il regista Claudio Cupellini, che non ha il fegato dei Dardenne de La promesse e racconta la parabola di un geometra perugino cialtrone, maneggione e arrivista (Argentero) che, pur di non incassare la denuncia di in un suo operaio egiziano caduto dal tetto a causa della mancanza di ponteggi (Shapi), è disposto a sostituirsi a questo in un corso di alta pasticceria, che nell'egiziano alimenta da tempo il sogno di tornare a fare il lavoro che svolgeva prima di reinventarsi come manovale. Inevitabili sia il risvolto sentimentale che la scoperta della sostituzione di persona.
Pur rinascendo a strappare qualche sorriso, Lezioni di cioccolato si muove sul filo esilissimo della carineria, con personaggi caricaturali interpretati da attori che - con l'eccezione di Marescotti - sono appena passabili. Per il resto è uno spot colossale alla Perugina, che non si fa neppure scrupolo di occultare il product placement.