sabato 30 luglio 2011

Assassinio sull'Orient Express (Murder on the Orient Express)

anno: 1974   
regia: LUMET, SIDNEY 
genere: giallo 
con Albert Finney, Lauren Bacall, Martin Balsam, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Cassel, Sean Connery, John Gielgud, Wendy Hiller, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, Rachel Roberts, Richard Widmark, Colin Blakely, Vernon Dobtcheff, Michael York, Jeremy Lloyd, John Moffatt, Dennis Quilley, George Silver, George Coulouris 
location: Regno Unito
voto: 6,5

Scoperta la formula vincente, i giallisti tendono a ripetere preferibilmente lo stesso schema. Non fa eccezione Agatha Christie, che chiama il suo personaggio preferito, il detective belga Hercule Poirot (uno dei meno visti nel travaso dalla pagina letteraria al cinema), a districare nel 1934 la complicatissima matassa di un omicidio occorso sull'Orient Express, il treno che dalla Turchia arriva fino all'Inghilterra. Un losco figuro che ha sulla coscienza il rapimento e l'assassinio di una bimba americana (un vero fatto di cronaca che sembra aver dato il la al romanzo), viene trovato ucciso nella sua cabina letto. Gli indizi sembrano indicare soluzioni molto diverse al caso ma l'acume e la capacità logica di Poirot (interpretato da Albert Finney ai limiti del virtuosismo), che rimetterà insieme le tracce raccolte e le testimonianze, riusciranno a risolvere l'intricatissimo caso.
Lumet ribadisce la sua abilità nell'orchestrare il gruppo come già aveva fatto con La parola ai giurati. Qui mette insieme un cast stellare per un plot di impianto, ancora una volta, fortemente teatrale, nel quale a una prima parte preparatoria ne segue una seconda assai più ricca di suspense e quasi interamente centrata sui dialoghi.

venerdì 29 luglio 2011

Il grande dittatore (The great dictator)

anno: 1940   
regia: CHAPLIN, CHARLES SPENCER
genere: comico
con Charlie Chaplin, Jack Oakie, Reginald Gardiner, Henry Daniell, Billy Gilbert, Grace Hayle, Carter De Haven, Paulette Goddard, Maurice Moskovich, Emma Dunn, Bernard Gorcey, Paul Weigel, Leo White, Florence Wright, Eddie Dunn, Nita Pike, Esther Michelson, Hank Mann, Lynn Hayes, Eddie Gribbon, Chester Conklin, Robert O. Davis, Lucien Prival, Richard Alexander
location: Usa
voto: 10

Ci volevano il coraggio, la preveggenza e l'azzardo di Charlie Chaplin per girare, a secondo conflitto mondiale appena iniziato, un film che mettesse alla berlina due despoti come Hitler e Mussolini sotto le mentite spoglie di Hinkle e Napoloni e al tempo stesso alimentasse un minimo di speranza in quella società civile tanto ingiustamente oltraggiata da quella guerra. Film seminale, pietra angolare della storia del cinema, Il grande dittatore è imperniato sul tema del doppio: da un canto il dittatore Hinkle, dall'altro un impacciato barbiere ebreo reduce dalla grande guerra e con la memoria non proprio in ordine. Quando Hinkle si accinge a portare le sue truppe in Ostria (l'Austria..) arriva l'inevitabile scambio di persona con il suo sosia ebreo e l'intera popolazione della Tomania (la Germania…) potrà tirare un respiro di sollievo.
Con Il grande dittatore, suo primo film parlato, Chaplin macina una ridda di situazioni comiche che non rinunciano mai alla cifra clownesca, si esibisce in pezzi di bravura quando interpreta un collerico Hinkle e al tempo stesso riesce a commuovere con un'opera che riesce a non scadere nella retorica neppure nell'ultima, accorata scena, quella in cui il barbiere si rivolge alle genti di tutte le nazioni per soffiare su di loro un alito di speranza.

lunedì 25 luglio 2011

Il diavolo veste Prada

anno: 2006       
regia: FRANKEL, DAVID
genere: commedia
con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Simon Baker, Adrian Grenier, Tracie Thoms, Rich Sommer, Daniel Sunjata, David Marshall Grant, James Naughton, Tibor Feldman, Rebecca Mader, Jimena Hoyos, Gisele Bündchen, George C. Wolfe, John Rothman, Stephanie Szostak, Colleen Dengel, Suzanne Dengel, Heidi Klum, Valentino Garavani, Bridget Hall, Ines Rivero, Alyssa Sutherland, Robert Verdi, Paul Keany, David Callegati, Rori Cannon, Stan Newman, James Cronin, Eric Seltzer, Lindsay Brice, Steve Benisty, John Graham, Wells Dixon
location: Usa
voto: 5

La storia di Davide e Golia è vecchia come il cucco eppure continuano a proparlarcela in tutte le salse. Stavolta è il turno del mondo della moda, notoriamente popolato da pescecani, dove Andy (Hathaway), una giovane laureata idealista con aspirazioni da giornalista, trova un impiego a New York come segretaria particolare di Miranda Priestly (Streep), temutissima editrice di una rivista di moda e talent scout a cui si deve la paternità di una miriade di scoperte nel mondo dell'abbigliamento. Contro la dispotica Miranda-Golia, la piccola Andy-Davide saprà far valere i propri valori, lasciando un segno indelebile.
Ci avevano già provato Altman con Prêt-à-Porter, uno dei suoi film più fiacchi, Anne Fontaine con Coco Avant Chanel e molti altri ma al cinema sembra che, a parte il pestaggio di qualche escremento, nessuno riesca a fare satira sulla moda senza mostrare unghie spuntatissime. Basta guardare i titoli di coda di un qualsiasi film per capire il perché: gli stilisti foraggiano abbondantemente il cinema e questo si guarda bene dal rendere loro un'indebita pariglia. Non fa eccezione Il diavolo veste Prada, girato con indubbio mestiere e sorretto da una Maryl Streep come sempre straordinaria (suo, con questo film, il Golden Globe come migliore attrice) alla quale uno Stanley Tucci in stato di grazia per poco non ruba la scena.    

sabato 23 luglio 2011

Il compagno don Camillo

anno: 1965   
regia: COMENCINI, LUIGI  
genere: commedia  
con Gino Cervi, Fernandel, Saro Urzì, Jacques Herlin, Gianni Garko, Ettore Geri, Leda Gloria, Silla Bettini, Graziella Granata, Margherita Sala, Paul Muller, Marco Tulli, Mirko Valentin, Aldo Vasco, Armando Migliari, Rose Marie Lindt, Salvatore Campochiaro, Alessandro Gottlieb  
location: Italia, Russia
voto: 3

Gli anni della guerra fredda furono per l'Italia  anche quelli dell'antagonismo tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista. È su questo sfondo storco-sociale che si staglia il quinto episodio e anche l'ultimo della serie tratto dalla fantasia di Guareschi, i cui protagonisti sono Don Camillo (Fernandel), prete democristiano, e il sindaco Peppone (Cervi), ovviamente comunista. In occasione del gemellaggio tra Brescello - la cittadina dove vivono entrambi - e un comune sovietico, Don Camillo trova il modo per infiltrarsi tra i "bolscevichi", cercando di fare proselitismo anche in loco.
Le cronache narrano che Comencini dovette dirigere questo film per saldare i debiti con Rizzoli. Come che sia, il frutto della collaborazione tra i due non poteva che concludersi con un divorzio: la comicità è inesistente, le gag sciatte, i toni predicatori, la morale incredibilmente reazionaria e schierata a destra (Guareschi d'altronde non faceva mistero del suo credo politico). Da dimenticare.    

venerdì 22 luglio 2011

Un gelido inverno (Winter's Bone)

anno: 2011       
regia: GRANIK, DEBRA
genere: giallo
con Jennifer Lawrence, John Hawkes, Ashlee Thompson, Valerie Richards, Kevin Breznahan, Dale Dickey, Shelley Waggener, Garret Dillahunt, William White, Lauren Sweetser, Tate Taylor
location: Usa
voto: 3

Chissà se negli scopi dei distributori italiani c'era quello di mimetizzare un film che si è aggiudicato il massimo alloro al Sundance festival sono la genericità di un titolo ben lontano dall'originale (Winter's bone). Fatto sta che Un gelido inverno richiama una sfilza infinita di titoli "stagionali" di cui noi italiani siamo specialisti (Il primo giorno d'inverno, Un inverno freddo freddo, solo per citarne un paio a caso). A tanta inconsistenza epigrafica fa da sponda un'inconsistenza ancora maggiore sul piano narrativo, alla faccia anche del premio ricevuto in occasione del Festival di Torino. La diciassettenne Ree (Lawrence) vive con la madre squinternata e i due fratellini in una stamberga in mezzo ai boschi del Missouri. Quando lo sceriffo le notifica che sulla casa - l'unica cosa che rimane a Ree e alla sua famiglia - grava un'ipoteca per la scarcerazione su cauzione del padre spacciatore, la ragazza si vedrà costretta a mettersi sulle tracce di quest'ultimo, misteriosamente scomparso. Si troverà a scontrarsi con una ridda di malavitosi ma alla fine la sua caparbietà avrà la meglio.
Dalla recitazione monocorde della protagonista all'inerzia del racconto (ispirato al romanzo di Daniel Woodrell) che procede per lentissimo accumulo senza aggiungere né suspense né indizi, il film si avvita su un progredire narcotizzante, con uno speciale gusto del grand guignol che culmina in un'abominevole, inutile scena in cui vengono scuoiati alcuni scoiattoli. Alla faccia della sensibilità femminile della regista!