martedì 29 giugno 2010

Operazione Valchiria (Valkyrie)

anno: 2008   
regia: SINGER, BRYAN  
genere: storico  
con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Eddie Izzard, Kevin McNally, Christian Berkel, Jamie Parker, David Bamber, Tom Hollander, David Schofield, Kenneth Cranham, Halina Reijn, Werner Daehn, Harvey Friedman, Matthias Schweighöfer, Waldemar Kobus, Florian Panzner, Ian McNeice, Danny Webb, Chris Larkin, Matthew Burton, Philipp von Schulthess, Wotan Wilke Möhring, Christian Oliver, Bernard Hill, Julian Morris, Helmut Stauss, Tim Williams, Karl Alexander Seidel, Timo Huber, Justus Kammerer, Annika Becker, Marie Becker, Katharine Mehrling, Andy Gatjen, Achim Buch, Manfred-Anton Algrang, Matthias Freihof, Gerhard Haase-Hindenberg, Jon Collin Barclay, Matthias Ziesing, Tom Wlaschiha, Carsten Voigt, O'Shea Miles, Anna Holmes, Michael Schumacher, Niklas Bardeli, Christoph Förster, Andrew Schwerdt, Isbella Drischel, Max Urlacher, Justin Beard, Tilmann von Blomberg, Karsten Mielke  
location: Germania
voto:7,5

Nel 1944 un gruppo di militari disgustati dai metodi del Terzo Reich e di Hitler organizzò un colpo di stato che andò sotto il nome di Operazione Valchiria. Qualcosa non funzionò, i voltagabbana pronti a passare da una sponda all'altra non mancarono e gli infedeli vennero giustiziati.
Bryan Singer, già autore di I soliti sospetti, racconta quella vicenda storica con grande senso del racconto e del ritmo ma con troppe ellissi. Non mancano momenti spettacolari e di grande tensione, il cast annovera nomi di indiscutibile blasone e l'operazione è complessivamente assai godibile.

martedì 15 giugno 2010

Cado dalle nubi

anno: 2009       
regia: NUNZIANTE, GENNARO
genere: comico
con Checco Zalone, Dino Abbrescia, Fabio Troiano, Giulia Michelini, Raul Cremona, Gigi Angelillo, Anna Ferruzzo, Ludovica Modugno, Stefano Chiodaroli, Ivano Marescotti, Andrea Midena, Claudia Penoni, Daniela Piperno, Francesca Chillemi, Gioia Libardoni, Ivana Lotito, Peppino Mazzotta, Alessandro Adriano, Marianegla Eboli, Alberto Gimignani, Federico Meniconi, Paola Michelini, Andrea Midena, Daniela Piperno
location: Italia
voto: 4

Non riuscendo a sfondare come cantante in Puglia, la terra dove è nato, ed essendo stato lasciato dalla fidanzata, il trentenne Checco Zalone decide di tentare la fortuna al Nord. Stabilitosi a Milano presso l'abitazione del cugino omosessuale (Abbrescia), Checco non sembra trovare una sorte migliore ma alla fine le cose prenderanno la strada sperata.
Basta confrontare il film di Gennaro Zunziante sul tema del meridionale trapiantato a Milano con Totò, Peppino e la malafemmina (passando per il terrunciello di Abatantuono) per constatare in quale abisso sia finito il cinema comico italiano nel giro di 50 anni: il reclutamento arriva ormai soltanto dalla televisione (Zalone esce da quel programma di infimo livello per anime angeliche senza grandi pretese che è Zelig), la comicità verbale riesce a fare appello soltanto sul registro triviale mentre quella mimica si riduce a qualche contorsionismo da elettroshock, con luoghi comuni sparati in tutte le direzioni: i polentoni sono tutti leghisti ottusi e i terroni tutti rozzi e parassiti dello Stato. Comicità becera e corriva, non distante da quella di Pieraccioni, che la dice lunghissima sullo stato di salute del cinema comico italiano e sui suoi spettatori che fanno file sempre più lunghe al botteghino per vedere film come questo.    

domenica 13 giugno 2010

State of Play

anno: 2009   
regia: MacDONALD, KEVIN   
genere: thriller   
con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright Penn, Jason Bateman, Jeff Daniels, Rob Benedict, Harry J. Lennix, Josh Mostel, Michael Weston, Barry Shabaka Henley, Viola Davis, Sarah Lord, Stephen Park, Gregg Binkley, Katy Mixon, Maria Thayer, Bonita Friedericy, Wendy Makkena   
location: Usa
voto: 6   

Un giornalista (Crowe) di un quotidiano che se la passa malissimo a causa della scarsa tiratura sta preparando un pezzo "forte" sulla morte dell'amante di un politico, Stephen Collins (Affleck), dietro la quale si nasconde una trama fittissima predisposta per sabotare l'azione di severo controllo che lo stesso Collins sta conducendo su alcune multinazionali.
Giornalismo investigativo, atmosfere noir e suspense da autentico thriller si intrecciano in questo film adattato dall'omonima fiction della Bbc, tutto giocato sul giornalismo watchdog nipotino di Tutti gli uomini del presidente, con un Crowe carismatico a farla da padrona.    

lunedì 7 giugno 2010

Il segreto dei suoi occhi (El Secreto de Sus Ojos)

anno: 2010      
regia: CAMPANELLA, JUAN JOSE   
genere: thriller   
con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Carla Quevedo, Bárbara Palladino, Rudy Romano, Mario Alarcón, Alejandro Abelenda   
location: Argentina
voto: 7  

Andato in pensione, l'ex agente federale Benjamín Espósito (Darin) decide di scrivere un libro di memorie su un caso giudiziario che lo ha tormentato per 25 anni. Scopre così una trama oscura che porta ai vertici governativi e alla repressione dei contestatori.
Premio Oscar come miglior film straniero (anche se resta un mistero come possa aver sconfitto Il nastro bianco presso la giuria dell'Academy…), il film di Campanella - regista argentino noto per aver diretto serial come 'Law & Order' e 'Dr. House' - si avvale di una sceneggiatura complessa e a tratti prolissa (tratta dal romanzo di Eduardo Sacheri), peraltro servita magnificamente da un cast di tutto rispetto. Finale memorabile.    

sabato 29 maggio 2010

The road

anno: 2010       
regia: HILLCOAT, JOHN 
genere: fantascienza 
con Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron, Guy Pearce, Robert Duvall, Garret Dillahunt, Michael K. Williams, Molly Parker, Brenna Roth, Jeremy Ambler, Bob Jennings, Jack Erdie, Aaron Bernard 
location: Usa
voto: 3

In un anno imprecisato e in un futuro apocalittico in cui la vita animale si è estinta e quella vegetale sta imboccando lo stesso corso, un padre (Mortensen) e suo figlio (Smit-McPhee) si incamminano a piedi sotto un cielo perennemente plumbeo cercando di guadagnare la costa orientale degli Stati Uniti per mettersi in salvo. Nel frattempo, predatori e cannibali costituiscono una minaccia costante.
Tratto dalla penna di Cormac McCarthy, che aveva fatto molto meglio con Non è un paese per vecchi, il film di John Hillcoat è un road movie pretenzioso ed ellittico che non riesce a sfruttare un'idea che richiama moltissimo opere riuscite assai meglio come Waterworld e Il villaggio dei dannati e che rimane un passo indietro perfino rispetto al peggior Haneke di sempre, quello de Il tempo dei lupi. "Cartolina inerte di un' apocalisse prossima ventura" (Mereghetti), The road scantona in una retorica senza fine, proponendo variazioni talmente minime da rendere il film insopportabilmente noioso.    

mercoledì 26 maggio 2010

La nostra vita

anno: 2010       
regia: LUCHETTI, DANIELE  
genere: drammatico  
con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Madalina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly, Emiliano Campagnola  
location: Italia
voto:7

Rimasto vedovo, Claudio (Germano), operaio edile trentenne della periferia romana, si ritrova sulle spalle la responsabilità della crescita dei tre figli piccoli. Imbocca così la strada sbagliata cercando di mettersi in proprio nel campo dell'edilizia dopo vere ricattato il datore di lavoro (Colangeli). Soltanto l'amico più caro (Zingaretti) e i fratelli riusciranno a toglierlo dai guai.
Dopo avere collezionato una serie di false partenze, Elio Germano mette finalmente il suo enorme talento - che a Cannes gli ha fruttato la Palma d'oro per la miglior interpretazione maschile ex-aequo con Javier Bardem - a servizio di un film maiuscolo. Il copione che Luchetti ha scritto con la premiata ditta Rulli & Petraglia scandaglia l'universo dell'edilizia e gli affanni di quest'uomo rimasto precocemente vedovo, al quale Elio Germano dà corpo e anima senza risparmiarsi, attraversando l'intera gamma emotiva che un attore può mettere in scena. Il film è soprattutto suo, anche se a Luchetti e agli altri sceneggiatori (Rulli e Petraglia) va riconosciuto il merito di qualche scelta inconsueta: Raoul Bova nel ruolo dello sfigato, Zingaretti in quello di uno spacciatore in sedia a rotelle, il razzismo di ritorno degli extracomunitari, estenuati dal malcostume italiano. Ma nel film c'è anche molto déjà vù, a cominciare dal registro situazionista del film che sembra una via di mezzo tra Il posto dell'anima e Provincia meccanica, e un finale frettoloso ed eccessivamente consolatorio.