domenica 9 settembre 2001

La dea del successo (The muse)

anno: 2000       
regia: BROOKS, ALBERT  
genere: commedia  
con Albert Brooks, Sharon Stone, Andie MacDowell, Jeff Bridges, Mark Feuerstein, Steven Wright, Bradley Whitford, Mario Opinato, Dakin Matthews, Concetta Tomei, Cybill Sheperd, Lorenzo Lamas, Jennifer Tilly, Rob Reiner, Wolfgang Puck, James Cameron, Martin Scorsese          
location: Usa
voto: 3

Trovandosi in un periodo di forte crisi creativa, lo sceneggiatore di successo Steven Philips (Brooks) si rivolge al suo amico Jack (Bridges) per sapere come farsi tornare qualche buona idea. Jack gli suggerisce l'adozione di una musa viziata e capricciosa (Stone) che prima accampa pretese che rischiano di strangolare finanziariamente Steve, quindi si piazza a casa di quest'ultimo. L'ispirazione evocata dalla musa toccherà l'arte pasticcera di Laura (MacDowell), la moglie di Jack, che potrà aprire una biscotteria. Ma si tratta solo di autosuggestione: in realtà, la musa non è che una mitomane fuggita da un nosocomio psichiatrico. Non è la prima volta che sceneggiatori e registi in calo creativo o sul viale del tramonto evochino i loro reali problemi di scrittura camuffandoli per sceneggiatura. È quanto avviene nel copione di Albert Brooks e Monica Johnsen, più banale e prevedibile di una soap opera, farsesco e totalmente privo di spunti comici. Jeff Bridges si limita ad un ruolo di contorno; la Stone, maldiretta, deborda. Cammei a rotta di collo.    

sabato 8 settembre 2001

Inganni pericolosi (Simpatico)

anno: 1999       
regia: WARCHUS, MATTHEW  
genere: noir  
con Nick Nolte, Jeff Bridges, Sharon Stone, Catherine Keener, Albert Finney, Shawn Hatosy, Kimberly Williams, Liam Waite  
location: Usa
voto: 4  

Mentre sta concludendo un grosso affare finanziario con la vendita di uno stallone di razza (il "Simpatico" del titolo originale), Lyle Carter (Bridges) viene raggiunto da una telefonata di Vinnie Webb (Nolte), amico dei tempi in cui, ventenni, i due si riempivano le tasche truccando le corse dei cavalli. Attirato Lyle nella trappola, Vinnie vorrebbe restituire a Simms (Finney), un ex-commissario delle corse, le foto con le quali lo ricattarono mentre l'uomo sodomizzava Rosie (Stone), in seguito diventata la moglie di Lyle. Ma né Simms né Rosie sono interessati a riavere indietro il materiale e l'espiazione dei peccati di gioventù avverrà nei campi d'erba medica del Kentucky.
Tratto dall'omonimo lavoro teatrale di Sam Shepard e sceneggiato dal regista con David Nicholls, Simpatico spreca un cast di rango per un filmetto che si risolve in una bolla di sapone. Le promesse dell'incipit si stemperano in uno scialbo epilogo purificatore. Quanto a terzetti criminali che si arricchiscono con le corse dei cavalli, quello assemblato da Stephen Frears con Annette Bening, Anjelica Huston e John Cusack in Rischiose abitudini diede risultati di gran lunga migliori.    

venerdì 7 settembre 2001

The hole

anno: 2001   
regia: HAMM, NICK 
genere: giallo 
con Thora Birch, Desmond Harrington, Daniel Brocklebank, Laurence Fox, Keira Knightley, Embeth Davidtz, Steven Waddington, Emma Griffiths Malin, Gemma Powell, Gemma Craven, Anastasia Hille, Kelly Hunter 
location: Regno Unito
voto: 7

Per vivere un'avventura insolita e sfuggire alla noia della gita scolastica o a quella del ritorno a casa, quattro figli di papà di un liceo inglese - due ragazze e due ragazzi - si fanno portare da un loro compagno (Brocklebank) in un bunker in disuso collocato nel bel mezzo di un bosco. Rimasti intrappolati all'interno del "buco" per dieci giorni, tre di loro soccombono mentre l'unica sopravvissuta (una Thora Birch assai maturata dai tempi de Il mio amico Zampalesta) dà conto di quanto avvenuto ad una psicologa, mentre il ragazzo che li ha accompagnati viene tenuto sotto torchio. Sembra che quest'ultimo abbia voluto compiere una crudele ritorsione, ma la realtà - ben più agghiacciante - è un'altra e il movente sta tutto in un innamoramento debordante.
Sceneggiato da Ben Court e Caroline Ip, il secondo lungometraggio di Nick Hamm cita successi coevi (The Blair Witch Project, Il collezionista) e passati (Picnic a Hanging Rock) e ricorre a un trucco - quello della ricostruzione inventata di sana pianta - che da I soliti sospetti in poi sembra affascinare molto la new wave hollywoodiana. L'impianto narrativo ha una solidità che sarebbe piaciuta a Hitchcock, l'atmosfera è sapientemente orchestrata in chiave psicologica su registri morbosi e claustrofobici, il finale non è affatto consolatorio. Quanto basta per confezionare un solido film di genere.

giovedì 6 settembre 2001

Frantic

anno: 1988       
regia: POLANSKI, ROMAN 
genere: giallo 
con Harrison Ford, Betty Buckley, John Mahoney, Jimmie Ray Weeks, Yorgo Voyagis, David Huddleston, Emmanuelle Seigner, Dominique Pinon 
location: Francia       
voto: 8

Recatosi a Parigi per un convegno, Richard Walker (Ford), celebre chirurgo americano, vede improvvisamente sparire sua moglie Sondra (Buckley). Dopo essersi vanamente rivolto alle autorità preposte - che fanno orecchie da mercante - il dottor Walker (il cognome, "camminatore", non è casuale) decide di risolvere il mistero da solo. La chiave di tutto sta in un fortuito scambio di valigia avvenuto in aeroporto tra sua moglie e una ragazza (Seigner) che fa da corriere per un gruppo terroristico. Da qui ha inizio una partita a suon di mosse e contromosse che dai tetti spioventi della città finisce per inabissarsi nella Senna.
Coautore col fido Gérard Brach (L'inquilino del terzo piano, Pirati) di un copione con un solo punto oscuro (se c'è stato uno scambio di persona, cosa può avere attratto Sondra Walker fuori dalla sua stanza d'albergo, per finire rapita dai terroristi?), Polanski dirige un thriller mozzafiato nel quale l'audacia pragmatica del protagonista fa da contraltare all'insulsa flemma dei francesi. Asciutto, recitato benissimo, adrenalinico a partire dal titolo ("frantic" sta per "frenetico"), Frantic è uno dei noir meglio riusciti del regista di origine polacca. Esordio per Emmanuelle Seigner, compagna del regista.    

lunedì 3 settembre 2001

Come si fa un Martini

anno: 2001       
regia: STELLA, KIKO
genere: drammatico
con Bruno Armando, Adriana Asti, Flavio Bonacci, Giulio Brogi, Flavio Bucci, Antonio Catania, Maria Consagra, Branca De Camargo, Orsetta de' Rossi, Ennio Fantastichini, Ivano Marescotti, Luis Molteni, Maria Monti, Luigi Montini, Elena Sofia Ricci, Michel Rocher, Fabrizia Sacchi, Renato Sarti, Monica Scattini, Maurizio Trombini, Nicola Alcozer, Alona, Sonia Bergamasco, Elisabetta Coraini, Razo Gamentoré, Paolo Merloni, Ndaw Ndeye Fatou, Diego Ribon, Andrea Tognasca
location: Italia       
voto: 7


Sicuro è morto. Dopo una tempesta di telefonate, la Milano-bene si incontra ai tavoli di un locale alla moda. È qui che Kiko Stella, al suo primo lungometraggio, ambienta le storie tratte dai racconti Come i delfini, scritti dalla psicologa Marina Mizzau, che si era fatta conoscere per un bel saggio su L'ironia dato alle stampe per i tipi di Feltrinelli. Nella trasposizione cinematografica, seguiamo le vicende del rapporto eternamente conflittuale tra un padre gaudente (Brogi) e un figlio cantante lirico (Fantastichini), quelle di un gruppo di aridi e ipocriti intellettuali, quella di una ragazza (Sacchi) incapace di affrancarsi dalla dipendenza psicologica da un partner (Rocher) assai più in là con gli anni di lei, di un'amica (Ricci) costretta a confessare all'altra (Scattini) la relazione col marito di quest'ultima (Bonacci), di una coppia in crisi sentimentale e finanziaria e di un gruppo di impiegati di un'agenzia assicurativa che racconta ai commensali le ingerenze sul possibile decollo di una coppia di innamorati attempati. Già dal titolo, Stella suggerisce l'impossibilità di trovare certezze a partire da questioni come quella della giusta commistione di ingredienti che devono comporre un Martini. Raccogliendo le diverse storie sotto il comune denominatore di un'incomunicabilità dovuta al fatto che ciascuno di noi rimane ancorato alla propria posizione su qualsiasi cosa, atteggiamento che porta ineluttabilmente alla rottura, il regista meneghino indovina un crudo finale alla rovescia, nel quale l'unica coppia che si ama veramente muore tramortita da un'esplosione di gas. Consegnato ai dialoghi efficacissimi di alcuni fra i migliori sceneggiatori sulla piazza come Francesco Bruni e Heidrun Schleef (coadiuvati dal regista e dalla stessa Mizzau - che dal citazionismo intellettuale scendono ai ranghi della lana caprina -,  fotografato benissimo da Italo Petriccione, imparentato con l'Altman di America oggi e lo Scola de La cena e diretto con mano sicura e qualche invenzione visiva, Come si fa un Martini è raccomandabile per la superba prova corale d'attori, tra i quali spicca una Elena Sofia Ricci che non è mai sembrata tanto brava. Sicuro è morto.    

sabato 1 settembre 2001

Harry un amico vero (Harry un ami qui vous veut du bien)

anno: 2000   
regia: MOLL, DOMINIK
genere: thriller
con Sergi Lopez, Laurent Lucas, Mathilde Seigner, Sophie Guillemin, Liliane Rovère, Dominique Rozan, Michel Fau, Lorena Caminata, Laurie Caminata, Victoire De Koster
location: Francia
voto: 8

In viaggio per le vacanze con la sua famiglia, Michel (Lucas) incontra fortuitamente Harry (Lopez), un suo compagno del liceo. Invadente, mefistofelico e inopportuno, Harry riesce a farsi invitare con la sua compagna Prune (Guillemin) da Michel. È nella residenza montana di Michel che iniziano ad accadere strane cose: i genitori di Michel muoiono in un incidente stradale, il fratello sparisce e la presenza di Harry si fa sempre più opprimente. Fino a quando a Michel non diventa tutto improvvisamente chiaro…
Dominik Moll è abilissimo nel tessere una trama avvincente sulla falsariga di film acquatici come Ore 10: calma piatta, Cape fear e Acque profonde, morbosa ed angosciante, salvo poi caricare eccessivamente di aspettative un film che trova un finale intrigante ma lascia in sospeso alcuni elementi. La scelta del cast non avrebbe potuto essere migliore; l'esordio di Moll sfiora il capolavoro di un soffio.