lunedì 10 settembre 2007

Io non sono qui (I'm not there)

anno: 2007   
regia: HAYNES, TODD 
genere: biografico 
con Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Julianne Moore, Michelle Williams, David Cross, Charlotte Gainsbourg, Kim Roberts, Kristen Hager, Benz Antoine, Mark Camacho, Joe Cobden, Fanny La Croix, Yolonda Ross, Dennis St John, Garth Gilker 
location: Usa
voto: 5

Nove anni dopo aver raccontato lustrini e paillettes della scena rock che ruotava intorno allo Ziggy Stardust di David Bowie (Velvet goldmine), il regista Todd Haynes sfodera un'altra biopic sul mondo del rock, ispirandosi stavolta alle "canzoni e alle molte vite" di Bob Dylan. Anziché seguire la strada convenzionale del racconto cronologico, Haynes disseziona la figura di Dylan in sei diversi personaggi (con altrettante facce e nomi differenti), a ricordare alcuni degli aspetti salienti della vita del menestrello del Minnesota. C'è il Dylan adolescente innamorato delle canzoni di Woody Guthrie (Franklin), il grande poeta folk degli esordi al fianco di Joan Baez, ebreo convertito vent'anni dopo al cristianesimo (Bale), quello della svolta elettrica esplosa sul palco del festival di Newport (Blanchett), quello gnomico che rifiuta il ruolo di moderno Savonarola e in perenne sfida con i giornalisti (Whishaw), quello del grande successo commerciale e della crisi coniugale (Ledger) e infine quella sorta di moderno Tom Joad steinbeckiano incarnato dal fuorilegge Billy the kid (Gere). A corredo di tanto materiale narrativo, Haynes aggiunge l'episodio dell'incidente motociclistico che quasi costò la vita a Dylan, il romanzo ipertrofico Tarantula e molti inserti da mockumentary. Tantissimo, davvero tantissimo, per il dylanologo più ferrato - costretto comunque a constatare la mancanza di altrettanti spunti: il Dylan lettore feroce di Faulkner, Frost e dei poeti della beat generation (ma compare un somigliantissimo Ginsberg); quello della crisi creativa degli anni '80 e della resurrezione artistica avvenuta soprattutto grazie e Daniel Lanois; quello del neverending tour - al quale riesce comunque difficile ricostruire il mosaico che gli offre Haynes con un montaggio narrativo rapsodico, pieno di spostamenti avanti e indietro nel tempo.
Troppo, decisamente troppo, per chi Dylan non lo conosce affatto o lo conosce appena, a cui nomi come Gaslight o Curious George non diranno nulla e a cui Io non sono qui non potrà che apparire come il frutto di un delirio creativo.
Ad Haynes va riconosciuto un enorme coraggio, a cominciare dal fatto di escludere dal film le tre canzoni più note del repertorio dylaniano (Knockin' on heaven's door - cantata da Antony - e Like a rolling stone compaiono solo sui titoli di coda, mentre Blowin' in the wind non c'è proprio) e a continuare con la scelta di concentrarsi su una porzione della traiettoria artistica di Dylan (quella che arriva alla fine dei '70). Con le sue alternanze di bianco e nero e colore, la sua potenza figurativa, il suo astrattismo narrativo così lambiccato, la sua vocazione visionaria, Io non sono qui finisce col sembrare un film felliniano, curatissimo nella confezione ma complessivamente deludente. Premio speciale della giuria (ex-aequo con Cous Cous di Abdellatif Kechiche) e Coppa Volpi per la miglior interprete femminile a Cate Blanchett alla 64a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2007).    

sabato 8 settembre 2007

Spia + spia - 2 superagenti armati fino ai denti (La gran aventura de Mortadelo y Filemon)

anno: 2003   
regia: FESSER, JAVIER  
genere: comico  
con Benito Pocino, Pepe Viyuela, Dominique Pinon, Paco Sagárzazu, Mariano Venancio, María Isbert, Janfri Topera, Berta Ojea, José Manuel Moya, Joan Gadea, Pablo Pinedo, Eduardo Gómez, Javier Aller, Paco Hidalgo, Janusz Ziemniak, Germán Montaner, Emilio Gavira  
location: Spagna   
voto: 6

Il dittatore di Tirania si vuole appropriare di una nuova arma micidiale, il DDT (Demoralizzatore Delle Truppe) per attaccare l'Inghilterra. I due agenti segreti Mortazzòlo (Pocino) e Rincobronco (Viyuela) vengono mandati in missione per evitare il peggio. Ma una ambiziosa spia francese (Pinon) vuole arrivare prima di loro.
La trama di questo film spagnolo ultrademenziale, campione di incassi in patria, tratto dal fumetto di Francisco Ibanez popolarissimo presso gli iberici, è più o meno tutta qui. Il successo ha la sua ragion d'essere: il film ha genio da vendere, le trovate visive sono pirotecniche e ipercreative (sulla falsariga di Delicatessen di Jenuet e Caro, con Dominque Pinon a fare da ideale trait d'union; ma non manca qualche somiglianza con i nostri Ciprì e Maresco), le frecciate al passato regime franchista sono tutt'altro che implicite, il casting sfodera un campionario di volti da circo Barnum e il tutto è condito con una irrefrenabile vis creativa, all'insegna della più folle esagerazione. A lasciare perplessi è la struttura narrativa, che si limita a cucire insieme delle gag e nulla più.    

giovedì 6 settembre 2007

Tickets

anno: 2005   
regia: KIAROSTAMI, ABBAS * LOACH, KEN * OLMI, ERMANNO
genere: drammatico
con Valeria Bruni Tedeschi, Carlo Delle Piane, Silvana De Santis, Filippo Trojano, Martin Compston, William Ruane, Gary Maitland, Blerta Cahani, Klajdi Qorraj, Danilo Nigrelli, Marta Mangiucca, Irene Bufo, Roberto Nobile, Mauro Pirovano, Eugenia Costantini, Chiara Gensini, Maria De Los Angeles Parrinello, Viviana Strambelli, Carolina Benvenga
location: Italia
voto: 7

Sulla tratta ferroviararia che da un paese mitteleuropeo porta a Roma, sì passano il testimone della regia tre grandi cineasti. Comincia Olmi (voto: 3/6), raccontando l'amore senile di un professore universitario (Delle Piane) nel contesto del dopo 11 settembre: controlli serrati, sospetti disseminati a caso, diffidenza. Tocca quindi a Kiarostami (voto: 5/6), che firma un episodio magnifico nel quale mette a confronto l'arroganza dell'anziana vedova di un generale con la mitezza di un ragazzo che sta prestando il servizio civile e che finirà per ribellarsi alle angherie della donna. Chiude Loach (voto: 5/6) con i suoi tre tifosi del Celtic, partiti da Glasgow per seguire la loro squadra in una partita contro la Roma. A uno di loro viene rubato il biglietto di viaggio da una famiglia di profughi albanesi. Impietositi dalla vicenda della famiglia, i tre ragazzi saranno persino disposti a finire nella mani della polizia una volta arrivati a destinazione.
Ai tre maestri si potrebbe corrivamente imputare la palese disomogeneità di stile, che è uno dei tratti più vistosi del film: non sarebbe abbastanza per bollare Tickets come una prova opaca. Se da una parte è vero che gli episodi sono cuciti tra loro con un paio di espedienti piuttosto semplici (il cambio alle stazioni e la presenza del controllore), è anche vero che due su tre sono così riusciti da non sfigurare affatto nel confronto con opere più blasonate degli stessi autori. Se Olmi si affida alla recitazione sempre più manierata di Delle Piane, richiamando quel Ti amo Maria che fu un vero delirio narcisistico firmato dallo stesso attore, è anche vero che nel suo episodio non mancano i guizzi del grande cinema autoriale che il regista lombardo sa rappresentare, a cominciare dalla cura dei dettagli. Kiarostami è abilissimo nel costruire un alone di mistero sul rapporto tra i due protagonisti (Silvana De Santis, poi, strappa l'applauso) e Loach firma un episodio assai fresco, mettendo a confronto tre inconsapevoli no-global con i diseredati del terzo millennio.

sabato 1 settembre 2007

Open water

anno: 2004   
regia: KENTIS, CHRIS    
genere: dramma catastrofico    
con Blanchard Ryan, Daniel Travis, Saul Stein, Estelle Lau, Michael E. Williamson, Christina Zenarro, Jon Charles    
location: Usa
voto: 5    

Una coppia di immersionisti in vacanza viene dimenticata in pieno oceano, al largo dalle Bahamas durante un'escursione. Passano le ore e ai due fanno compagnia i pescecani.
Girato a costi irrisori in digitale, nonostante l'ora e un quarto di durata il film si perde in un prologo inutile e verboso e in pletorici inserti da cartolina. Lo spunto interessante del film - tratto da una storia vera - va a scandagliare le nostre paure più o meno inconsce (l'ignoto, il mare aperto, l'impossibilità di vedere la fonte del pericolo che è anche una possibile metafora sul terrorismo) ma finisce col naufragare nella miseria di dialoghi che sfiorano involontariamente il ridicolo.
Nel 2007 ne è stato girato una sorta di sequel (Open water 2: alla deriva), nel quale cambiano i protagonisti.    

venerdì 31 agosto 2007

Il marchese del Grillo

anno: 1981   
regia: MONICELLI, MARIO   
genere: commedia   
con Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Pietro Tordi, Leopoldo Trieste, Jacques Herlin, Isabella Bernardi, Andrea Bevilacqua, Tommaso Bianco, Riccardo Billi, Flavio Bucci, Angela Campanella, Marina Confalone, Gianni Di Pinto, Caroline Berg, Giorgio Gobbi, Elena Daskowa Valenzano, Salvatore Jacono, Isabelle Linnartz, Elisa Mainardi, Camillo Milli, Cochi Ponzoni, Marc Porel, Elena Fiore, Isabella De Bernardi, Renzo Rinaldi   
location: Italia
voto: 6   

Nella Roma di inizi '800, il Marchese Onofrio del Grillo (Sordi) - nobile di mezza età, Cameriere Segreto del Papa Re Pio VII (Stoppa) - è affascinato dal progressismo francese che invece è inviso alla Santa Sede. Anticonformista e insofferente alle regole nobiliari, Onofrio passa il tempo facendo scherzi e beffe. Una di queste rischia di costargli cara più delle altre, al punto che il Papa lo vuole mandare sulla ghigliottina. Sul patibolo finisce invece un suo sosia, il modestissimo carbonaro Gasperino: ma stavolta la burla è proprio del papa.
Coadiuvato nella stesura del copione da Bernardino Zapponi, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli e Leo Benvenuti, Monicelli si incunea su un terreno finora appartenuto esclusivamente a Luigi Magni (Nell'anno del Signore; In nome del papa re): nelle sue mani il film sulla Roma papalina diventa un'occasione per dare corda a tutta la straripante verve istrionica di un Sordi gigantesco. Le burle sono gustose, il linguaggio è sfacciatamente sboccato, il plot narrativo tiene bene a dispetto delle quasi due ore e mezza di durata del film.    

giovedì 30 agosto 2007

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile)

anno: 2007   
regia: MUNGIU, CRISTIAN  
genere: drammatico  
con Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alex Potocean, Luminita Gheorghiu, Adi Carauleanu, Ioan Sabdaru, Cristina Buburuz, Marioara Sterian, Emil Coseru, Georgeta Pãduraru Burdujan, Geo Dobre, Madalina Ghitescu, Catalina Harabagiu, Sânziana Tarta, Hazim E'Layan, Constantin Bojog, Mihaela Alexandru  
location: Romania
voto: 8

Romania, 1987. Gabita (Vasiliu) è incinta di 4 mesi e deve abortire clandestinamente (nel regime di Ceaucescu l'aborto era un grave reato). La sua amica Otilia (Marinca), sua compagna di stanza presso la casa dello studente, la aiuta nell'impresa. Le due, dopo le mille difficoltà per trovare una stanza d'albergo dove praticare l'aborto, ricevono una brutta sorpresa dall'ambiguo ginecologo che hanno contattato (Ivanov), che oltre ai soldi (tanti) vuole da entrambe anche un extra in natura. Otilia stringe i denti e con pervicace concretezza risolve la questione. Da lì a poco il fidanzato la aspetta per la festa di compleanno della madre di lui.
Premiato a Cannes con la Palma d'oro, il primo capitolo della serie intitolata 'Storie dell'età dell'oro" non è un film sull'aborto, ma uno straziante e rigoroso saggio sugli abissi toccati dal totalitarismo. Spazi urbani drammaticamente degradati, luci fioche, colori lividi e una macchina da presa piazzata staticamente a dare enfasi al crudo realismo delle scene sono i mezzi espressivi dei quali si serve il regista rumeno per raccontare l'omertà, i controlli rigidissimi, l'alone di paura che avvolge la vita di chi è costretto a sopportare le aberrazioni della tirannia.