mercoledì 15 agosto 2018

Il mio domani

anno: 2011       
regia: SPADA, MARINA    
genere: drammatico    
con Claudia Gerini, Enrico Bosco, Raffaele Pisu, Paolo Pierobon, Francesca Bonelli, Isabella Tabarini, Anna Coppola, Lino Guanciale, Claudia Coli, Emanuele Simonini, Paolo Pitossi, Mauro Negri, Tiziana Bergamaschi, Erika Urban, Luca Pignagnoli, Epifanio Garofalo, Lee Colbert, Oleg Vareshagyn, Giorgia Senesi    
location: Italia
voto: 2    

Non so se dopo il premio per la miglior regia vinto al Mar del Plata film festival nel 2007 (Come l'ombra) l'opera numero tre di Marina Spada si sia aggiudicata qualche alloro anche al festival del cinema di Strangolagalli (FR) o a quello di Gardone Val Trompia (BS). Fatto sta che la regista meneghina, classe 1958, ha uno stile cinematografico ben riconoscibile e pertanto assai adatto alle ingordigie snobistiche festivaliere, uno stile basato sul nulla pneumatico. Come per il suo già citato film d'esordio, la Spada ribadisce una spiccata attitudine nel far girare a vuoto le sue opere. Sarà per questo che - tra i pistolotti da primo giorno di formazione per aspiranti sceneggiatori - si insiste tanto sul rapporto tra vuoti e pieni. Il mio domani è un film di vuoti: non si capisce perché il padre della protagonista (Pisu) sia ossessionato dalla religione, né quale rapporto intercorra tra la protagonista stessa e il datore di lavoro (Pierobon), del quale è l'amante. Ma sembrano buttate lì a caso anche le altre frange narrative: un corso di fotografia frequentato chissà perché, il rapporto di maternità surrogata con un nipote mezzo scemo, quello strambo con un amante passeggero (Guanciale).
Il mio domani aspira a essere il ritratto di una donna - peraltro interpretata con inarginabile sussiego da una Claudia Gerini tutt'altro che all'altezza e diretta malissimo - in crisi perenne, una manager che propina corsi di formazione in azienda (o forse fa la tagliatrice di teste? Non si capisce neppure questo), vede sporadicamente il padre e all'occasione si fa qualche trombata in giro. Ma la Spada non è Antonioni e la Gerini non è la Vitti, come documenta questo film carico di ellissi e vuoto di senso. Svogliata persino la colonna sonora formata da due jazzisti di rango come Paolo Fresu e Bebo Ferra.    

Duello al sole (Duel in the sun)

anno: 1946       
regia: VIDOR, KING WALLIS    
genere: western    
con Jennifer Jones, Joseph Cotten, Gregory Peck, Lionel Barrymore, Herbert Marshall, Lillian Gish, Walter Huston, Charles Bickford, Harry Carey, Joan Tetzel, Tilly Losch, Butterfly McQueen, Scott McKay, Otto Kruger, Sidney Blackmer, Charles Dingle    
location: Usa
voto: 3    

Un ricco e dispotico proprietario terriero (Barrymore) ha due figli: uno è un galantuomo (Cotten), l'altro uno scavezzacollo sottaniere (Peck). Entrambi innamorati di una donna mezzosangue dai frequenti palpiti carnali (Jones).
Polpettone tanto indigesto quanto insipido che passò per le mani di ben quattro registi, tra i quali il solo King Vidor risulta nei titoli di testa (i non accreditati furono Josef von Sternberg, Willem Dieterle e Otto Brewer). Di fatto si trattò di un'operazione fortissimamente voluta dal produttore David O'Selznick (qui anche in veste di sceneggiatore su un soggetto ispirato ad un romanzo di Niven Busch, adattato da Oliver H.P.Garrett) per lanciare la stella di sua moglie, Jennifer Jones: operazione miseramente fallimentare, visto che l'unico film di qualche rilievo al quale prese parte la bella mulatta fu L'inferno di cristallo. Costi stratosferici, comparse in quantità industriale, cast stellare: tutto a servizio di un'opera magniloquente, un melodrammone esagerato inguardabile e pieno di eccessi.    

martedì 14 agosto 2018

Tipi da spiaggia

anno: 2018       
regia: TRECARICHI, VITO    
gemere: documentario    
con Giovanni Aglio detto Vanni, Carlo Albano, Marta Aquila, Daniele Assirelli detto Gelato, Giulio Benedetti, Simona Biglietto, Massimo Bulli, Mattia Busani, Bettina Ciampolini, Luca Cirlini, Antonio Diurno, Daniela Escobar, Alfio Facheris in arte Alfio Furioso, Alexcia Germelli, Daniele Giacobbe in arte Layla Drag Queen, Teresa Giorgetti detta Terry Giusy Jambice, Gabriele Pagliarani, Christian Ricci detto Kraian, Veronica Ricci, Daniele Sacchi, Michela Sarti, Cosimo Sereni, Luca Staffieri, Silvia Vanucchi    
location: Italia
voto: 5    

Avete problemi di autostima? Vi sembra di avere un QI sotto la media? Se sì, allora Tipi da spiaggia - stesso titolo di un film degli anni Sessanta diretto da Mari Mattioli - è ciò che fa per voi e vi farà sentire dei premi Nobel. Già, perché la varia umanità che d'estate frequenta le spiagge di Rimini, Riccione Milano Marittima è un'accozzaglia di cerebrolesi con un'unica vocazione di genere: il rimorchio compulsivo per gli uomini e i selfie a raffica per le donne. Il documentario diretto da Vito Trecarichi e nato da un'idea di Alice Martinelli assembla le dichiarazioni - tra il mitomane e il delirante - di bagnini di lungo corso, drag queen e ciarpame vario dalle vaghe sembianze umane. È lo specchio di una (parte di) società degenerata che ha perso qualsiasi capacità relazionale e che non ha più alcun riferimento etico ma soprattutto estetico che non sia il bruttissimo da esibire con iattanza. A suo modo, un film esilarante, che ci racconta un'epoca da basso impero.    

lunedì 13 agosto 2018

La bocca del lupo

anno: 2010       
regia: MARCELLO, PIETRO    
genere: documentario    
con Vincenzo Motta, Mary Monaco, Franco Leo, Stefano Carappa, Anna Massa, Antonio Micheletti, Andrea Cambi, Adriano Rossi, Sara Trombetti, Michela Jugovich, Domenico Fertini, Claudio Coppola, Roberto Polloni, Anita Lee, Ursula Salvo, Manuela Rossi    
location: Italia
voto: 4,5    

Ci sono i caruggi di Genova, con le loro prostitute, i loro drop outs, i loro avanzi di galera. Ci sono le citazioni con voce over di Gaspare Ivrea, alias Remigio Zena, e il suo romanzo La bocca del lupo. Ci sono i filmini amatoriali che raffigurano una città industriale in espansione, all'inizio del novecento, c'è la rievocazione della partenza dei Mille "per fare l'Italia". E c'è Enzo (Motta), siciliano che ritorna a casa dopo aver trascorso gran parte della vita in galera. Ad aspettarlo c'è Mary (Monaco), transessuale conosciuta in carcere, alla cui testimonianza è affidata gran parte del film. Il quale non è un documentario vero e proprio e neppure un film di finzione. Docu-fiction, si direbbe oggi, che a Torino ha vinto il TFF 2009, e che per un'ora assembla immagini con criteri anodini, con piglio volutamente autarchico e minoritario, al punto da rendere davvero troppo opaco il racconto della città (cosa cambierebbe se il film fosse stato girato a Battipaglia?) in relazione alla vicenda umana del protagonista. Personalissima e spiazzante, l'opera del napoletano Pietro Marcello sembra più andare alla ricerca di una cifra autoriale che tentare di dare senso compiuto al film.    

Città violenta

anno: 1970       
regia: SOLLIMA, SERGIO    
genere: thriller    
con Charles Bronson, Jill Ireland, Michel Constantin, Telly Savalas, Umberto Orsini, Ray Saunders, Benjamin Lev, Peter Dane    
location: Usa
voto: 3,5    

Appena uscito dal carcere, un killer professionista (Bronson) dapprima si vendica dell'uomo che lo ha tradito, quindi si mette sulle tracce del boss locale (Savalas) che gli ha soffiato la donna (in realtà, una doppiogiochista irredimibile), la quale sta tramando con un avvocato (Orsini) che punta al vertice del racket.
Gangster movie di serie B che vorrebbe rifare il verso ai polizieschi hollywoodiani, riuscendo soltanto a ricavarne un'involontaria parodia. Si comincia con dieci minuti di inseguimento (girati male) in strade strettissime di un villaggio caraibico, passando per dialoghi interminabili e una serie di morti ammazzati ampiamente annunciati. Alla sceneggiatura ha preso parte anche Lina Wetmüller.    

domenica 12 agosto 2018

Ida

anno: 2013       
regia: PAWLIKOWSKI, PAWEL    
genere: drammatico    
con Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Dawid Ogrodnik, Jerzy Trela, Adam Szyszkowski, Halina Skoczynska, Joanna Kulig, Dorota Kuduk, Natalia Lagiewczyk, Afrodyta Weselak, Mariusz Jakus, Izabela Dabrowska, Artur Janusiak, Anna Grzeszczak, Jan Wociech Poradowski, Konstanty Szwemberg, Pawel Burczyk, Artur Majewski, Krzysztof Brzezinski, Piotr Sadul, Lukasz Jerzykowski, Artur Mostowy    
location: Polonia
voto: 2    

Nella Polonia dei primi anni Sessanta, ancora segnata dalle cicatrici della seconda guerra mondiale, la giovane suora di origini ebree Ida (Trzebuchowska) entra in contatto con sua zia Wanda (Kulesza) per ricostruire la vicenda della morte dei suoi genitori durante la guerra. Nel peregrinare di villaggio in villaggio, incontra un giovane musicista jazz (Ogrodnik) che fa vacillare le sue intenzioni di prendere i voti.
Racconto di formazione in chiave di road movie, con un notevolissimo bianco e nero (la fotografia è di Lukasz Zal e di Ryszard Lenczewski) che è l'unica cifra ragguardevole del film, l'opera di Pawel Pawlikowski (Last resort, My summer of love), si perde in un estetismo manierato fine a sé stesso, trascurando gran parte del resto. Dialoghi asfittici, svolgimento narrativo pretestuoso, quasi-colpi di scena (l'incontro col bel jazzista, il suicidio della zia) ma pochissimo, se non nulla, sul piano della sostanza, della ricostruzione del post-travaglio bellico o dell'ambiente del noviziato frequentato dalla giovane protagonista.