regia: SORRENTINO, PAOLO
genere: grottesco
con Sean Penn, Judd Hirsch, Eve Hewson, Kerry Condon, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten, David Byrne, Olwen Fouéré, Shea Whigham, Liron Levo, Heinz Lieven, Simon Delaney, Frances McDormand, Seth Adkins
location: Irlanda, Usa
voto: 3
L'America: deve essere questo il posto che Paolo Sorrentino, uno dei più innovativi e geniali registi italiani, dovrebbe evitare di frequentare per ragioni artistiche e andarci soltanto da turista. Già, perché dopo avere infilato un capolavoro dietro l'altro, l'autore de Il divo va incontro alla sorte che fu già di De Sica (Sette volte donna) e Scola (Permette? Rocco Papaleo): un capitombolo clamoroso nella terra per eccellenza della settima arte. Inerte e senza idee, This must be the place sembra soltanto voler dar sfogo alla capacità del regista campano di curare le immagini (la fotografia è di Luca Bigazzi) e assemblare gustose colonne sonore (qui firmate da David Byrne). La storia è imperniata su uno dei due espedienti classici dei registi a corto di idee: il road movie (l'altro è quello del regista in crisi). Sean Penn, che recita come se avesse ingerito quantitativi industriali di bromuro e non è mai stato così sprecato, è una rockstar cinquantenne che si è ritirata dalla scena. Vive con la moglie in una specie di reggia a Dublino ed esibisce costantemente un orrendo mascherone bistrato. Alla morte del padre, scampato ai campi di concentramento, viene a sapere che il genitore aveva dato la caccia al suo aguzzino nazista per tutta la vita. Allora torna negli States e si mette in marcia per portare a termine l'opera. Psicologia d'accatto, racconto fumoso, dialoghi grotteschi, intellettualismo esasperato ed esasperante, scantonamenti narrativi ed esplosioni comiche sono la cifra stilistica di un film da dimenticare al più presto.