venerdì 16 ottobre 2009

Up

anno: 2009   
regia: DOCTER, PETE * PETERSON, BOB 
genere: animazione 
location: Usa
voto: 7,5

Rimasto vedovo e diventato insofferente alla pressante colata di cemento che gli gravita intorno, il signor Fredricksen aggancia la sua casa a migliaia di palloncini e vola verso le Cascate Paradiso, dove la sua amatissima moglie avrebbe voluto andare senza mai riuscirci. "A bordo" con lui c'è un giovane boyscout obeso con gli occhi a mandorla, finito in volo per il caparbio tentativo di assicurarsi la medaglietta mancante per l'aiuto fornito a un anziano. Arrivati quasi a destinazione, i due si imbattono in un esploratore nazistoide che era stato l'eroe d'infanzia del signor Fredricksen e che ora vive isolato dal mondo all'interno di un dirigibile e al comando di un esercito di cani, determinatissimo ad acciuffare un chimerico uccello alto 5 metri.
Otto anni dopo Monsters & Co., la Pixar riporta Pete Docter in cabina di regia, affiancandogli Bob Peterson. Sarà che due cervelli in certi casi sono troppi, ma - nonostante la consueta, impeccabile animazione delle produzione Pixar - il film ha una prima parte molto suggestiva e poetica e una seconda convulsa e a tratti pretestuosa. Come già ne Gli incredibili, Cars, Ratatouille e Wall-e, sembra che l'attitudine della Pixar stia diventando quella di strafare sul piano delle immagini lasciando progressivamente sulle quinte la coerenza e la fluidità del plot narrativo. Davanti a tanta meraviglia di invenzioni visive, al gusto delle molte citazioni cinematografiche (da Gran Torino alla fisionomica di Spencer Tracy), e ai richiami alla poetica di Jules Verne in fondo si tratta solo di un piccolo neo. Ottimo il doppiaggio italiano, affidato alle voci di Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà e Neri Marcorè.
Premio Oscar 2010 come miglior film d'animazione.    

domenica 11 ottobre 2009

Basta che funzioni (Whatever Works)

anno: 2009   
regia: ALLEN, WOODY 
genere: commedia 
con Larry David, Evan Rachel Wood, Adam Brooks, Lyle Kanouse, Michael McKean, Clifford Lee Dickson, Yolonda Ross, Carolyn McCormick, Samantha Bee, Conleth Hill, Marcia DeBonis, John Gallagher Jr., Willa Cuthrell-Tuttleman, Nicole Patrick, Patricia Clarkson, Henry Cavill, Olek Krupa, Ed Begley Jr., Christopher Evan Welch, Jessica Hecht, Lindsay Michelle Nader, Armand Schultz, Steve Antonucci, Marc Alan Austen, Julie Basem, Kenneth Edelson, Chris Nuñez, Quincy Rose, Robin Singer 
location: Usa   
voto: 7,5

Boris Yellnikoff (David) è un sessantenne newyorchese misantropo, ipocondriaco, convinto di essere un mancato premio Nobel, che si guadagna da vivere insegnando gli scacchi a dei ragazzini che tratta come perfetti imbecilli e che ha alle spalle una carriera da fisico e un tentativo di suicidio che lo ha lasciato claudicante. Quando nella sua vita irrompe la 21enne Melody (Wood), un squinternata del Mississippi con poco sale in zucca, in fuga da una madre virago, Boris inizia con lei una convivenza forzata che si trasforma in un  matrimonio e che cambierà notevolmente la sua vita.
Al suo trentanovesimo film Woody Allen torna nella sua Manhattan con una commedia acida al centro della quale si trova il suo alter ego Larry David, cabarettista televisivo che, attraverso la penna di Allen, sembra averne per tutti: dalla grettezza dei bianchi del Sud al fondamentalismo cattolico (la frase "Dio è gay" non mancherà di scandalizzare qualcuno), alla sessuofobia diffusa. È puro cinema situazionista e di parola, con la macchina da presa spesso immobile a fungere anche da interlocutrice del protagonista che si rivolge al pubblico in sala, con una trama pressoché invisibile, nel quale a contare sono i dialoghi incendiari e le battute a raffica che non sentivamo dalle stagioni migliori del regista americano. Il tutto imbastito su un'idea dell'amore secondo cui è il caso a governare la nostra vita molto più di quanto non siano i nostri sforzi.    

domenica 4 ottobre 2009

Lezioni d'amore (Elegy)

anno: 2009       
regia: COIXET, ISABEL
genere: sentimentale
con Ben Kingsley, Penelope Cruz, Dennis Hopper, Patricia Clarkson, Deborah Harry, Peter Sarsgaard, Chelah Horsdal, Sonja Bennett, Michelle Harrison, Laura Mennell    
location: Usa
voto: 5

Il professor Kepesh (Kingsley), sessantenne sottaniere abituato a sedurre le sue studentesse, si invaghisce della bella Consuela (Cruz). La ragazza gli fa perdere la testa, diventa la sua ossessione fino a quando, infastidita dal comportamento dell'uomo, non se ne allontana. I due si ritroveranno un paio d'anni dopo, quando Consuela si ripresenta alla porta del professore per metterlo al corrente di una brutta notizia.
Le credenziali c'erano tutte: dal soggetto - tratto da un romanzo di Philip Roth - alla regia - affidata all'estro sensibile di Isabelle Coixet, già autrice di Le cose che non ti ho mai detto, La mia vita senza me e La vita segreta delle parole - al cast, con due stelle di prima grandezza come Ben Kingsley e Penelope Cruz. La trasferta oltreoceano non ha invece giovato alla regista spagnola, tant'è che il film non funziona, divaga macchinosamente tra eros patinato e dialoghi tronfi, tracimando in una dimensione narrativa tanto elegante quanto inerte e artificiale.    

sabato 3 ottobre 2009

Tris di donne e abiti nuziali

anno: 2009        
regia: TERRACCIANO, VINCENZO    
genere: commedia    

con Sergio Castellitto, Martina Gedeck, Paolo Briguglia, Raffaella Rea, Salvatore Cantalupo, Paolo Calabresi, Elena Bouryka, Gigio Morra, Renato Marchetti, Giovanni Esposito, Iaia Forte, Flavio Parenti

location: Italia        
voto: 6,5    
 

Luisa Campanella (Rea) sta per sposarsi e affinché il matrimonio possa andare nel migliore dei modi sua madre (Gedeck) è disposta sbarcare il lunario con piccoli lavoretti di sartoria. Il problema è che suo padre (Castellitto, per la seconda volta in coppia con la Gedeck dopo Ricette d'amore), un cinquantenne andato precocemente in pensione, è un giocatore tanto incallito quanto incapace, che in poco tempo dilapida gli averi della famiglia. Suo figlio Giovanni (Briguglia) tenta di correre ai ripari seguendo con ben altro talento la strada paterna.

Otto anni dopo la commedia partenopea di Ribelli per caso, Terracciano torna sul grande schermo a seguito di una lunga sosta in televisione, dove - tra gli altri - ha diretto la fortunata serie di Un posto al sole. La matrice televisiva visibilissima nel buon giallo giudiziario d'esordio, Per tutto il tempo che ci resta, viene ribadita in questo film al centro del quale ci sono il gioco delle carte e le scommesse ippiche. Un po' L'oro di Napoli, un po' Febbre da cavallo, il film del regista partenopeo si affida soprattutto alla strabiliante interpretazione di Castellitto, al quale fa da supporto un nugolo di caratteristi che ricorda la migliore stagione della commedia all'italiana senza però aggiungere nulla di nuovo.    


sabato 26 settembre 2009

La ragazza che giocava con il fuoco (Flickan som lekte med elden)

anno: 2009       
regia: ALFREDSON, DANIEL  
genere: giallo  
con Noomi Rapace, Michael Nyqvist, Lena Endre, Micke Spreitz, Georgi Staykov, Sofia Ledarp, Peter Andersson, Per Oscarsson, Paolo Roberto, Hans Alfredson, Yasmine Garbi, Annika Hallin, Alexandra Eisenstein, Tanja Lorentzon, Jörgen Berthage, Ralph Carlsson, Magnus Krepper, Sven Ahlström, Daniel Gustavsson, Johan Kylén    
location: Svezia
voto: 6  

Un noto giornalista svedese, Mikael Blomkvist (Nyqvist), sta per pubblicare sulla rivista Millennium l'inchiesta di un suo collega sul traffico di prostitute. L'autore dell'inchiesta e la sua compagna vengono uccisi, così come il tutore di Lisbeth Salander (Rapace), una giovane hacker che ha alle spalle anni di istituzionalizzazione psichiatrica. I sospetti cadono tutti su di lei, che dovrà vedersela con il suo passato più fosco e con un energumeno da combattimento con le sembianza di Pappalardo per uscire da una matassa ingarbugliatissima.
Secondo episodio della fortunata trilogia Millennium, tratta dai romanzi di Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco ha gli stessi protagonisti del precedente Uomini che odiano le donne. La regia passa dalle mani di Niels Arden Oplev a quelle di Daniel Alfredson. Rispetto all'episodio precedente, il film di Alfredson soffre di una maggiore prolissità, riuscendo meno a snellire la ponderosa mole della pagina letteraria, riduce il tasso di crudeltà, ha un occhio più televisivo e lavora prodigiosamente con il trucco sugli attori. Lo scenario umano rimane tuttavia agghiacciante, sottilmente incentrato su una faida familiare che prende spunto dal finale dell'opera precedente. In attesa di vedere Uomini che odiano le nonne, La ragazza che giocava col sudoku e Il ritorno di Pappalardo, il secondo episodio della serie Millennium è comunque un godibile film di genere.    

giovedì 24 settembre 2009

Cosmonauta

anno: 2009       
regia: NICCHIARELLI, SUSANNA  
genere: commedia  
con Miriana Raschillà, Pietro Del Giudice, Sergio Rubini, Claudia Pandolfi, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando, Michelangelo Ciminale, Valentino Campitelli  
location: Italia
voto: 1  

Roma, 1963. La quindicenne Luciana (Raschillà) ha ereditato dal padre, morto prematuramente, la passione per la politica. Sua madre (Pandolfi) per tirare avanti ha dovuto sposare un uomo di destra (Rubini), suo fratello (Del Giudice) soffre di epilessia ed è un po' strano e lei frequenta la sezione del PC del Trullo, dove si invaghisce di un giovane militante.
Preceduto da un cortometraggio di animazione in plastilina che racconta la leggendaria missione sovietica dello Sputnik 5 (era il 1960), in cui vennero mandati in orbita cani, topi e ragni, Cosmonauta racconta il sogno dei primi anni '60 attraverso la metafora degli insperati successi spaziali dell'Unione Sovietica. Un po' racconto di formazione, un po' affresco di un'epoca carica di ingenuità, inframmezzato da immagini di repertorio sulle imprese del Vostok e dello Sputnik, il film è un amarcord in chiave politica con accenti sulla discriminazione di genere, una sorta di Mille bolle blu che vorrebbe coniugare nostalgia e ideologia di un'epoca. Dalla regista, che pure ha un dottorato in filosofia alla Normale di Pisa, ci si sarebbe aspettati di più. Il suo film è invece la conferma che, con qualche eccezione (Wertmuller, Archibugi, Bigelow, Von Trotta), le donne stanno alla regia come gli uomini all'uncinetto. In Cosmonauta gli ambienti sono fasulli, la recitazione di livello parrocchiale, i dialoghi imbarazzanti e persino la scelta ardita delle musiche d'epoca, riarrangiate in chiave contemporanea, stridente col contesto. A conferma di cosa è diventato da anni quello che a Venezia si ostinano a chiamare Festival del cinema, Cosmonauta si è aggiudicato il premio come miglior film nella sezione 'Controcampo italiano'.