venerdì 10 settembre 2004

Le chiavi di casa

anno: 2004   
regia: AMELIO, GIANNI  
genere: drammatico  
con Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Andrea Rossi, Pierfrancesco Favino, Alla Faerovich, Michael Weiss  
location: Italia
voto: 8

"Si prepari a soffrire lei". È questo l'avvertimento che una madre forte (Rampling), consapevole dell'assistenza dispensata per vent'anni alla figlia disabile, dà a Gianni (Rossi Stuart), quando i due si incontrano in un ospedale tedesco. Gianni è lì ad accompagnare il figlio 15enne Paolo (Rossi, un autentico disabile, qui al suo esordio), che vede per la prima volta dai tempi dello sfortunatissimo parto in cui perì la sua compagna.
Il film di Amelio, profondissimo, lirico e toccante senza mai essere né retorico né patinato, gioca la carta del viaggio in maniera duplice. Il viaggio come racconto, con i due protagonisti che da Milano si dirigono prima in Germania e quindi in Norvegia. Ma il film è soprattutto un viaggio interiore in quei luoghi inesplorati dell'anima che Amelio conosce benissimo e che qui costituiscono la summa della poetica del regista calabrese, che aveva già affrontato sia il tema del rapporto tra padre e figlio in altri film (Colpire al cuore) che quello dei bambini (Il ladro di bambini, Il piccolo Archimede, La fine del gioco). Struggente ed esilarante al tempo stesso, il film tratto dal romanzo di Giuseppe Pontiggia e sceneggiato dal regista con Rulli e Petraglia è servito da un cast in stato di grazia diretto con impressionante abilità da uno degli autori più stupefacenti che abbiamo in Italia.

martedì 7 settembre 2004

Fahrenheit 9/11

anno: 2004   
regia: MOORE, MICHAEL    
genere: documentario    
con Michael Moore, George W. Bush    
location: Usa
voto: 8    

Quel 9/11 incastonato nel titolo svela il teorema del pamphlet firmato da Michael Moore all'indirizzo di George W. Bush e della sua strampalata amministrazione: dettagli, notizie, interviste, documenti, testimonianze, pareri autorevoli di ex-agenti segreti, giornalisti e politici mostrano chiaramente come quell'undici settembre - la data dell'attacco terroristico agli Stati Uniti, nel 2001 - sia figlio della connivenza fondata su motivi di calcolo finanziario, tra la famiglia Bush e quella di Osama Bin Laden. Di più: nel film si rispolverano le carte su come lo stesso Bush abbia scavalcato il democratico Gore e su come si sia preso gioco dei cittadini americani strumentalizzando la questione del pericolo terroristico per esportare armi e guerra in altri paesi, Iraq per primo. Documentatissimo, convincente, straripante, scoppiettante, informato, penetrante e persino sottilmente ironico, il film di Moore dovrebbe rientrare d'obbligo nei programmi formativi delle scuole di tutto l'occidente. Massimo premio al Festival di Cannes. In chiusura la strepitosa Rockin' in the free world, inno libertario cantato da Neil Young.    

domenica 29 agosto 2004

Terra di confine (Open range)

anno: 2004       
regia: COSTNER, KEVIN 
genere: western 
con Kevin Costner, Robert Duvall, Annette Bening, Michael Gambon, Michael Jeter, Diego Luna, James Russo, Abraham Benrubi, Dean Mcdermott, Kim Coates, Patricia Benedict, Guy Bews, Chad Camilleri, Tom Carey, Alexis Cerkiewicz, Lorette Clow, Diego Del mar, Tim Koetting, Herb Kohler, Peter Macneill, Billy Morton, Julian Richings, Kurtis Sanheim, Cliff Saunders, Greg Schlosser, Patricia Stutz, Ian Tracey, Rod Wilson, Alex Zahara 
location: Usa
voto: 6 

Boss (Duvall) e Charley (Costner) sono due mandriani nomadi che viaggiano con due giovani sodali. Per campare non chiedono altro che lasciar pascolare liberamente le loro vacche nelle terre che sono di tutti. Non sembrano pensarla così Denton Baxter (Gambon) e i suoi uomini, che fanno il bello e il cattivo tempo in una cittadina dell'ovest. Sicché gli sgherri di Baxter fanno razzia al carro dei quattro e uccidono uno di loro. Boss e Charley chiedono giustizia: si troveranno a ingaggiare una furiosa sparatoria dalla quale usciranno vittoriosi e con la cittadinanza locale dalla loro parte, a cominciare dalla sorella del medico del luogo (Bening), che si innamora di Charley.
In gran parte autoprodotto, il film tratto dalla sceneggiatura di Craig Storper è un ritratto epico della vita dei vecchi cowboys (siamo intorno al 1890) che non aggiunge però molto ad altri film di genere. Al crocevia tra Il cavaliere pallido, Sfida all'OK Corrall e Gli spietati, Terra di confine incardina nel racconto l'inevitabile sbavatura alla melassa a tono sentimentale, inutile per un western sobrio, girato nelle magnifiche praterie canadesi, complessivamente ben fatto.    

mercoledì 25 agosto 2004

La spettatrice

anno: 2004   
regia: FRANCHI, PAOLO  
genere: drammatico  
con Barbora Bobulova, Andrea Renzi, Brigitte Catillon, Roberto Buttafarro, Marco Quintili, Franco Zuliani  
location: Italia
voto: 8

Valeria (Bobulova) è una giovane traduttrice in simultanea che vive a Torino. Passa le serate a spiare, dal buio della sua stanza, la vita di Massimo (Renzi), farmacologo quarantenne che vive solo con l'amatissimo cane. Quando Massimo viene trasferito a Roma, Valeria non ci pensa due volte a mollare tutto per seguirlo, a insaputa di lui, nella capitale. Qui entra dapprima nella vita di Flavia (Catillon), una docente di diritto compagna di Massimo, e quindi dello stesso Massimo, senza mai riuscire a esprimergli i suoi sentimenti.
Al suo primo lungometraggio, Paolo Franchi realizza un piccolo capolavoro d'ambientazione, in cui i temi dell'ineffabilità dei sentimenti e dell'incapacità di comunicarli rimanendone spettatori sono raccontati con sorprendente lucidità. La sceneggiatura è impeccabile, senza alcunché di pletorico, calibratissima nel non cedere il passo all'oleografia né al sentimentalismo più vieto. Attori tutti ugualmente straordinari per questo film sui paesaggi oscuri dell'anima e di due città così lontane e così vicine. Brigitte Chatillon è doppiata da Licia Maglietta.

mercoledì 11 agosto 2004

Bowling a Columbine

anno: 2002   
regia: MOORE, MICHAEL 
genere: documentario    
con Michael Moore, Marylin Manson    
location: Usa
voto: 8    

Due adolescenti imbracciano delle semiautomatiche e fanno una strage tra i loro compagni di scuola alla Columbine. Un bambino di 6 anni trova una pistola in casa e uccide una compagna di classe. Sono soltanto due delle oltre unidicimila morti per arma da fuoco che annualmente consolidano questo triste primato degli Stati Uniti d'America. Davvero troppe se confrontate con le due morti con la stessa causa del Canada, paese di cacciatori nel quale molti hanno un fucile in casa. Di chi è la colpa di questo massacro? Col consueto berretto da baseball calato sul capo e la mole pachidermica, prova a dircelo lo stesso Michael Moore, intervistando gente qualunque e rock star dal linguaggio aggressivo come Marilyn Manson, o entrando in casa di esaltati delle armi come l'attore Charlton Heston. Con una lucidità strabiliante, Moore mette a nudo l'indole che da sempre governa l'ethos dell'americano medio: un'indole sostanzialmente guerrafondaia, che alimenta un prosperosissimo giro d'affari sulle armi e sulle munizioni, che favorisce contraddizioni allucinanti come nel caso del rapporto con il terrorismo. Un film ad altissimo potenziale educativo di uno dei registi maledetti americani, giustamente premiato in moltissime manifestazioni cinematografiche, tra cui Cannes.    

lunedì 9 agosto 2004

Il laureato (The graduate)

anno: 1967   
regia: NICHOLS, MIKE  
genere: drammatico  
con Anne Bancroft, Dustin Hoffman, Katharine Ross, William Daniels, Murray Hamilton, Elizabeth Wilson, Brian Avery, Walter Brooke, Norman Fell, Alice Ghostley, Buck Henry, Marion Lorne          
location: Usa
voto: 8

Benjamin Braddock (Hoffman, qui al suo esordio da protagonista) è il rampollo ventenne di una facoltosa famiglia californiana. Annoiato dalla vita e incerto sul domani, si lascia pigramente sedurre da un'amica di famiglia di mezza età, la signora Robinson (Bancroft). La tragedia deflagra non appena Ben si innamora di Elaine Robinson (Ross), figlia della sua amante. Elaine fugge a Berkeley, improvvisa un matrimonio col primo venuto ma - una volta sull'altare - scapperà con Ben in un memorabile finale aperto.
Sceneggiato da Calder Willingham e Buck Henry basato su un romanzo di Charles Webb, Il laureato è un film entrato nella leggenda della storia del cinema. Il torpore perbenista degli americani si trasformò in un brutto risveglio davanti al tema di un rapporto così "vizioso" intrattenuto da un ragazzo di buona famiglia. Ma i meriti del film di Nichols sono soprattutto altri: per primo, la capacità di mettere in scena l'inquietudine del  protagonista, che risolve vicariamente il problema del passaggio alla vita adulta innescando una relazione clandestina. In seconda battuta, la scelta di uno stile straniato, che privilegia i prolungati momenti di silenzio autistico nei quali si chiude un sorprendente Dustin Hoffman. Ma all'immortalità del film hanno contribuito - più di tutti - le eccelse canzoni di Simon & Garfunkel. Clamorosamente sbagliato il titolo in italiano: il graduate americano è di poco superiore al nostro diploma di maturità. Oscar per la regia.