lunedì 7 giugno 2004

Il mio viaggio in Italia

anno: 2000   
regia: SCORSESE, MARTIN  
genere: documentario  
con Martin Scorsese  
location: Italia, Usa
voto: 6

Dopo il Viaggio nel cinema americano, Scorsese liquida il suo debito verso quello italiano, a cui è legato dalle origini siciliane della sua famiglia. In quasi cinque ore di documentario, che si servono di un amplissimo materiale di repertorio, il grande regista americano commenta il cinema dei suoi eroi: Blasetti, Rossellini, De Sica, Visconti, Fellini, Antonioni. Dalla stagione del peplum a quella del neorealismo, passando per e arrivando fino alla trilogia dell'incomunicabilità di Antonioni, Scorsese mette in risalto la grande capacità del cinema italiano di unire registri comici e drammatici, di ricercare nuovi stili, di ispirare intere generazioni di registi. Un omaggio sentito e ricco di riflessioni critiche e storiche interessanti, penalizzato soltanto da qualche lungaggine eccessiva nello stoccaggio dei brani scelti.    

sabato 29 maggio 2004

Troy

anno: 2004   
regia: PETERSEN, WOLFGANG   
genere: mitologico   
con Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Sean Bean, Brian Cox, Peter O'toole, Brendan Gleeson, Saffron Burrows, Rose Byrne, Julie Christie, Garrett Hedlund, Adoni Maropis, Tyler Mane, James Cosmo, Julian Glover, Owain Yeoman, Trevor Eve, Alex King    
location: Grecia, Turchia
voto: 7   

Nel 1193 a.C. il principe troiano Paride (Bloom) sottrae la bella Elena (Kruger) al marito Menelao (Gleeson). Quest'ultimo chiama vendetta e si rivolge al fratello Agamennone (Cox), che vuole cogliere l'occasione per sbaragliare l'ultima roccaforte che ostacola le sue mire espansionistiche. Con una flotta di 50mila uomini guidata da Achille, si dirige verso Troia, dove proprio Achille (Pitt) con i suoi Mirmidoni ottiene una clamorosa vittoria. I dissapori tra il guerriero acheo e il re greco mettono a dura prova l'esercito di Agamennone quando Achille si ammutina. Sarà l'uccisione del cugino Patroclo (Hedlund) a richiamare Achille all armi e a uccidere Ettore (Bana), il più valoroso guerriero troiano. Tuttavia, la città sotto assedio resiste e soltanto l'ingegno di Ulisse (Bean) la metterà sotto scacco con l'inganno di un cavallo dato in offerta agli dei. La sceneggiatura di David Benioff opera molti rammendi e orpelli sulla trama del poema omerico. Il racconto non ne soffre, anche perché servito dall'estrema incisività spettacolare della gesta belliche. Se le ricostruzioni scenografiche sono riuscitissime e monumentali, le scene di guerra memorabili, i movimenti degli eserciti stupefacenti, altrettanto non si può dire della recitazione assai "muscolare" degli attori, tutti - Peter O'Toole (nella parte di Priamo) compreso - troppo poco carismatici per vestire i panni di personaggi archetipici come Achille, Ettore, Agamennone…

domenica 16 maggio 2004

Vidocq

anno: 2002       
regia: PITOF  
genere: poliziesco  
con Gerard Depardieu, Guillaume Canet, Ines Sastre, Andrè Dussollier, Edith Scob, Moussa Maaskri, Jean-Pierre Gos, Isabelle Renauld, Jean-Pol Dubois, Andre' Penvern, Gilles Arbona, Jean-Marc Thibault, Francois Chattot, Elsa Kikoine, Fred Ulysse, Nathalie Becue, Luc-Antoine Diquero, Akonio Dolo, Michel Lefevre, Pierre Marcherez, Dominique Zardi          
location: Francia
voto: 5

Nella Parigi del 1830 l'ambiguo detective Vidocq (Depardieu, che qui raggiunge una stazza impressionante) finisce dentro una fornace al termine di una furiosa lotta con un uomo mascherato sul conto del quale sono fiorite le più cruente leggende metropolitane relative a un suo mercimonio di sangue di ragazze vergini. Un sedicente biografo (Canet) indaga sulla presunta morte di Vidocq, ripercorrendone l'itinerario investigativo. Finale a sorpresa.
Servito da un'eccellente ricostruzione scenografica dei bassifondi parigini, caratterizzato da un'atmosfera gotica amplificata dall'uso costante del grandangolo, Vidocq si perde tuttavia in un esercizio di virtuosismo registico dietro il quale c'è ben poco. Il finale è "telefonato" fin dalle prime battute e la vicenda si risolve in una sorta di perenne inseguimento coniugato con effetti in stile Matrix, alchimia e paranormale, in ossequio ai blockbuster a stelle e strisce. Al copione ha collaborato Jean-Christophe Grangè, autore del soggetto.    

sabato 8 maggio 2004

Funny games

anno: 1997   
regia: HANEKE, MICHAEL
genere: thriller
con Christoph Bantzer, Stefan Clapczynski, Arno Frisch, Frank Giering, Wolfgang Glueck, Doris Kunstmann, Susanne Lothar, Susanne Meneghel, Ulrich Muehe, Monika Zallinger 
location: Austria
voto: 8


Raggiunta la casa in riva al lago per le vacanze estive, una famiglia altolocata (papà, mamma e figlioletto) viene segregata, torturata e sterminata da due gaglioffi in guanti bianchi e dall'aria apparentemente per bene.
L'austro-tedesco Haneke mette in scena un film di agghiacciante crudeltà, che non concede nulla agli estetismi del genere lasciando gli episodi di violenza sempre fuori campo ma mostrandone gli effetti macabri sulle persone. Al crocevia tra Arancia meccanica e Ore 10: calma piatta, Funny games strizza l'occhio a una crudeltà beffarda, che non lascia posto a un atto misericordioso fino all'ultimo fotogramma del film.    

lunedì 26 aprile 2004

Secret window

anno: 2004       
regia: KOEPP, DAVID  
genere: thriller  
con Johnny Depp, John Turturro, Maria Bello, Timothy Hutton, Charles S. Dutton, Len Cariou, Joan Heney, John Dunn-Hill, Matt Holland, Gillian Ferrabee, Chico, Kyle Allatt, Sarah Allen, Vito De Filippo, Richard Jutras, Bronwen Mantel, Elizabeth Merleau, Vlasta Vrana, Kevin Woodhouse          
location: Italia
voto: 2

Mort Rainey (Depp) è uno scrittore di successo in crisi creativa. Chiuso nella sua residenza fuori dal mondo, ancora afflitto dalla perdita per l'abbandono della moglie (Bello), Mort vede materializzarsi il fantasma di una zona oscura del suo passato, in cui si appropriò dell'opera di un altro per trasformarla in un successo commerciale. A perseguitarlo c'è John Shooter (Turturro), che gli uccide il cane, brucia la casa della moglie e lo affligge con ogni genere di messaggi sibillini. Anche un minus habens capirebbe che si tratta di un fantasma prodotto dalla sua fantasia e che è Mort stesso l'autore della carneficina. Koepp ricava da un soggetto di Stephen King un insulso thriller claustrofobico nel quale l'ambientazione è l'unico elemento apprezzabile rispetto a un film che va almanaccando tutto il repertorio della suspense con la credibilità di uno studentello di cinema alle prime armi.    

sabato 3 aprile 2004

Totò, Peppino e la... malafemmina

anno: 1956       
regia: MASTROCINQUE, CAMILLO 
genere: comico 
con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, T.Reno, Nino Manfredi 
location: Italia          
voto: 8

Quando i fratelli Caponi (Totò e Peppino) apprendono da una lettera anonima che il loro nipote (Reno) anziché studiare si trova a Milano per fare la corte a un'attrice da avanspettacolo (Gray), raggiungono il capoluogo lombardo per dissuadere la donna dai suoi intenti. Inevitabile lieto fine in cui il vero amore trionfa.
Semplicemente pirotecnici, Totò e Peppino ingaggiano duetti funambolici litigandosi il denaro, danneggiando i vetri delle finestre del "confinante" Mezzacapa e bardandosi con tanto di pelliccia e colbacco in vista della trasferta lombarda. Da antologia la scena in cui Totò detta a Peppino la lettera indirizzata alla maliarda ("un punto, punto e virgola e due punti: 'chè poi dicono che siamo tirati") e quella della richiesta ("noio volevam savoir (...) per andare, dove dobbiamo andare?") rivolta al vigile davanti al Duomo. Incontenibili.