lunedì 4 maggio 1998

Allegro non troppo

anno: 1977   
regia: BOZZETTO, BRUNO    
genere: animazione    
con Maurizio Nichetti, Maria Luisa Giovannini, Néstor Garay, Maurizio Micheli, Osvaldo Salvi, Franca Mantelli, Jolanda Cappi, Mirella Falco    
location: Italia
voto: 8    

Rivisitando in chiave grottesca l'idea del fortunatissimo Fantasia di Walt Disney, Bozzetto sfodera, con la collaborazione di Guido Manuli e Maurizio Nichetti, un film di grande inventiva, nel quale i disegni fanno da supporto alle musiche. Un autoritario direttore d'orchestra (Nestor Garay) costringe un disegnatore (Nichetti) a mettere su carta le sue esecuzioni musicali, affidate ad una scalcinata banda di vecchie ed introdotte dalla presentazione di un commentatore frivolo (Maurizio Micheli). Si comincia con il Prelude à l'après-midi d'un faune di Debussy, nel quale un vecchio fauno non riesce a conquistare le belle donne che incontra. L'episodio successivo vira sull'apologo satirico: la Danza Slava n.7 di Dvorak offre lo spunto per raccontare i paradossi dello spirito d'imitazione. Un ometto cerca di distinguersi dagli altri: ma quando pensa di esservi riuscito viene sbeffeggiato. Il Bolero di Ravel è una sintetica storia della creazione e del mondo, dove l'uomo finisce sopraffatto dal suo antenato scimmiesco. Il concerto in do maggiore dalle quattro stagioni di Vivaldi commenta la giornata di un'ape tranquilla che viene travolta da una coppia di amanti in camporella. Il valzer triste di Sibelius è in linea col titolo: un gatto randagio rievoca i fantasmi del passato, passeggiando sui ruderi di una casa distrutta. L'uccello di fuoco di Stravinsky, che anticipa un prelibato finale con un medley musicale di ottima fattura, cadenza le avventure del serpente dell'Eden: al rifiuto di Adamo e di Eva, sarà il rettile a sperimentare la mela e a pagarne lo scotto. Non privo di accenti sui peccati capitali, ironico, giocoso e divertente, il film di Bozzetto non ha nulla da invidiare al suo progenitore, tanto più se si tiene conto dei mezzi assai diversi a disposizione. Il raccordo filmato tra un episodio e l'altro, però, non sempre è all'altezza della situazione.

sabato 2 maggio 1998

Indovina chi viene a cena? (Guess who's coming to dinner)

anno: 1967   
regia: KRAMER, STANLEY   
genere: commedia   
con Spencer Tracy, Sidney Poitier, Katharine Hepburn, Katharina Houghton, Cecil Kellaway, Isabel Sanford, Beah Richards, Roy Glenn, Barbara Randolph, Virginia Christine    
location: Usa
voto: 10   

San Francisco. Mamma (Katharine Hepburn) e papà Drayton (un immenso Spencer Tracy, qui all'ultimo suo film e già gravemente ammalato durante le riprese) hanno educato la figlia 23enne Joey (l'esordiente Katharine Houghton) ai valori dell'uguaglianza e dell'antirazzismo. Ma quando Joey porta in casa il neo-fidanzato John Prentice (Sidney Poitier), un brillante medico di colore, i principi liberali di papà Drayton cominciano a vacillare. Ma l'approvazione arriverà comunque.
Nell'anno in cui aveva inizio la rivolta hippy dei campus californiani, Kramer realizza una commedia di impianto teatrale scritta in maniera eccellente da William Rose (già autore del brillante La signora omicidi) dove il tema del razzismo viene affrontato in un'insolita chiave umoristica. Memorabile la figura della domestica di colore che sembra essere la più accanita nell'osteggiare il matrimonio misto. Il film vinse due premi Oscar: miglior Attrice (Hepburn) e miglior copione (Rose).    

Kramer contro Kramer

anno: 1979       
regia: BENTON, ROBERT  
genere: drammatico  
con Dustin Hoffman, Meryl Streep, Jane Alexander, Justin Henry  
location: Usa
voto:6

Quando Joanna Kramer (Meryl Streep) decide di abbandonare suo marito Ted (Dustin Hoffman) e suo figlio Billy (Henry) di sei anni, l'uomo, che aveva sempre riservato poco tempo al ragazzino, finisce col cambiare rotta al punto di perdere il lavoro di pubblicitario. Tornata dopo più di un anno a New York, Joanna accampa pretese di affidamento. Marito e moglie finiscono in tribunale, lei vince la causa ma - davanti all'esorbitante amore paterno - lascia intatto il legame tra padre e figlio.
Partendo dal racconto di Avery Corman, Benton si avventura nei labirinti dei sentimenti affidandosi a due interpreti di razza e descrivendone le rispettive redenzioni. Il racconta scivola via fluido, temprato dalla bella fotografia di Nestor Almendros. Ma la tentazione verso la commozione si fa troppo forte per il regista ed un film che per tre quarti aveva tenuto una sobria rotta finisce col naufragare sul finale in un mare di lacrime. Tanto bastò a sommergerlo di Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, attore protagonista e attrice protagonista.    

venerdì 1 maggio 1998

Il gigante (Giant)

anno: 1956       
regia: STEVENS, GEORGE  
genere: drammatico  
con Elizabeth Taylor, Rock Hudson, J.Dean, C.Baker, J.Withers, C.Wills, M.McCambridge, Dennis Hopper, S.Mineo, Robert Taylor, J.Evelyn, E.Holliman, R.Nichols, P.Fix, A.Scourby, F.Bennett, C.Watts, E.Cardenas, C.Craig, M.Hale, S.Wodley, M.A.Edwards, V.Millan, M.Simpson, P.Del Rey, M.Jara, N.Nash, R.Whitley, N.Withing          
location: Usa
voto:6

Il gigante è il Texas degli anni '30 fino alla fine dei '50. Ma gigantesco è anche il film: tre ore e mezza di durata per ricostruire la saga familiare dei Benedict. Leslie (Liz Taylor), una giovane di buona famiglia proveniente da Washington, sposa Bick Benedict (Rock Hudson), ricco proprietario terriero di origini texane. I due si stabiliscono nella residenza del marito, vedono morire la brusca sorella di Bick (Mercedes McCambridge), assistono all'arricchimento dello stalliere nullafacente Jett (James Dean, morto durante le riprese in un incidente automobilistico) e constatano con delusione la crescita dei loro figli e la disgregazione della famiglia: Luz (Carroll Baker) è una sgallettata affascinata proprio dal neo-magnate Jett, mentre Jordan (Dennis Hopper) sposa una ragazza messicana. Ma alla fine, sotto l'egida immarcescibile di Leslie - che tanto si era sempre prodigata per aiutare poveri e diseredati, lavoratori e neri - marito e figli riusciranno ad interiorizzare i sani valori della parità civile e della dignità umana. Il più classico dei polpettoni hollywoodiani, tratto dal romanzo di Edna Ferber (che aveva già ispirato Palcoscenico a Gregory La Cava) e sceneggiato da Fred Guiol e Ivan Moffat, ricostruisce attraverso la lente prismatica della famiglia Benedict una delle fasi di maggiore tensione sociale della storia americana del '900. Dalla febbre del petrolio ai nuovi ricchi, fino alla seconda guerra mondiale e al razzismo dilagante negli stati del Sud, Stevens enfatizza i valori civili di ispirazione illuminista perdendosi però in una mega-produzione spesso inutilmente prolissa e non sempre girata con cura.    

giovedì 30 aprile 1998

Z - L'orgia del potere

anno: 1968   
regia: COSTA-GAVRAS, CONSTANTIN   
genere: storico   
con Yves Montand, Irene Papas, Jean Louis Trintignant, François Perier, Jacques Perrin, Charles Denner, Pierre Dux, Georges Géret, Bernard Fresson, Marcel Bozzufi, Julien Guimar, Magali Noël, Renato Salvatori, Habib Reda, Clotilde Joanno, M.Baquet, Sid Ahmed Agoumi, Allel El Mouhib, Hassan Hassani, Gerard Darrieu, Jean Bouise    
location: Grecia
voto: 8   

Nella Grecia sottomessa al regime semi-dittatoriale dei colonnelli (siamo nel 1963), il deputato democratico Gregoris Lambrakis (Yves Montand) viene ucciso in occasione di un comizio. Un integerrimo magistrato (Jean Louis Trintignant), aiutato da un giornalista d'arrembaggio (Jacques Perrin, qui anche in veste di produttore), riesce a smascherare il complotto. Ma le pene per i colpevoli saranno minime.
Dal romanzo di Vassili Vassilikos basato su un fatto vero, Costa Gavras ricava un film di grande impegno politico e civile, sobrio e teso nei dialoghi (di Jorge Semprun), talvolta datato nelle tecniche di ripresa e nel commento sonoro. Z è la lettera che in greco antico stava per "è vivo". Premio speciale della giuria e Palma d'oro a Trintignant a Cannes 1969 nonché Oscar come miglior film straniero.

martedì 28 aprile 1998

Un topolino sotto sfratto (Mouse hunt)

anno: 1997   
regia: VERBINSKI, GORE  
genere: comico  
con Nathan Lane, Lee Evans, Vicki Lewis, Maury Chaykin, Christopher Walken, Eric Christmas, Michael Jeter, Debra Christofferson, Camilla Søeberg, Ian Abercrombie, Annabelle Gurwitch, Eric Poppick, Ernie Sabella, William Hickey, Cliff Emmich, Susan Blommaert, Carmen Filpi, Brianna Shebby, Saverio Carubia, Fred Pierce, David Weisenberg, Scott Alan Smith, Jose' Rey, Michael X. Sommers, Valorie Armstrong, Steve Bean, Peter Anthony Rocca, Pep Torres, Mario Cantone, Leslie Upson, E.J. Callahan, Pat Thomas, Michael Ross, Peter Gregory, Sarah Dampf, Suzanne Krull, Clement Blake, Harper Roisman, Danielle Shebby, Melanie MacQueen, Orville Stoeber, William Frankfather, David Fresco  
location: Usa
voto: 8

Negli States di fine anni cinquanta i fratelli Ernie (Nathan Lane) e Lars Smuntz (Lee Evans) ereditano dal padre la fabbrica di spago che l'uomo aveva diretto con tanta passione ed una casa progettata da un grande architetto del passato, valutata una miseria ma diventata col tempo una fortuna incalcolabile. I due, persi il lavoro e la moglie, ingaggiano un'asta per la cessione dell'abitazione a cifre cosmiche. Ma all'interno della stessa risiede un diabolico topolino, impermeabile a fucilate, rattizzatori e quant'altro la mente umana possa escogitare per eliminarlo. In sottofinale l'asta si concluderà con un disastro, ma i due, grazie al topolino, convertiranno la fabbrica di spago in una eminente industria casearia. Collocato tra gotico, Stanlio e Ollio, Hanna & Barbera, i fratelli Coen, Terry Gilliam e il fumetto, il film scritto da Adam Rifkin si muove con incredibile disinvoltura nella fitta ragnatela di situazioni comiche che la sceneggiatura ha predisposto per l'occasione. Girato con rara finezza, montato prodigiosamente da Craig Wood, sorretto dalla superba vis comica dei due protagonisti ed animato dagli stupefacenti effetti di verosimiglianza dalla Rhythm & Hues Studios, Un topolino sotto sfratto si rivela un gigante persino rispetto alle produzioni Disney.